sabato 13 agosto 2016

Down, down, down...



Da qualche ora sono in ferie.
Penso siano abbastanza meritate.
Peccato che ho come l'impressione che non me le godrò.
E' la solita questione. La solitudine.
Certo, sto cercando di uscire, di vedere persone, di occupare ogni minimo istante della giornata, ma non è che serva poi tanto.
Non appena resto un attimo solo con me stesso, i rimpianti si appollaiano sulle spalle e me le incurvano.
Non adrò da nessuna parte.
Non ne ho voglia. Non voglio andare via da solo.
E l'unico invito ricevuto è stato un effimero pensiero.
Un estate fa scrissi più o meno la stessa cosa, poi arrivò S a salvarmi per qualche mese.
Ora S non c'è più, e non penso che apparirà o apparirà un'altra qualsiasi lettera alfabetica a salvarmi.
Che poi, come su un cornicione del decimo piano, li per li afferro la mano, sembro quasi farmi tirare dentro, al salvo, ma poi mollo la presa, o faccio forza contraria.
E giù...


domenica 24 luglio 2016

Luglio col bene che ti voglio

Insomma, entrato anche io nel periodo estivo ho tralasciato un po' dallo scrivere qui sul blog.
Non sono in ferie e non lo sarò fino a metà agosto.
Però questo mese di luglio, fino ad oggi, è stato decisamente intenso.
Intenso, ovviamente, dal punto di vista lavorativo con le scadenze principe del mio lavoro.
Tanto stress, tanta tensione unite all'incertezza che mi accompagna sempre di non saper fare le cose e di non riuscire a rispettare i tempi.
Se sulla prima incertezza continuo a mantenere i miei dubbi, sulla seconda pare, al momento, che stia riuscendo ad incastrare il tutto.
Con fatica, per carità, lavorando almeno un paio d'ore in più in media al giorno (e non è che prima mi girassi i pollici eh...), ma ci sono dentro.
Lo starci dentro con le scadenze è stato fondamentale anche per incastrare qualcosa di vita sociale e personale. Che non vivo solo per il lavoro.
E quindi sono riuscito a ritagliarmi il tempo per un fine settimana romano impiegato totalmente alla mia passione per la musica.
E quindi ho iniziato con un memorabile concerto di Neil Young, tenutosi nella mistica corinice delle Terme di Caracalla, ed ho concluso con un altro strepitoso concerto di Bruce Springsteen.






Il tutto in compagnia del mio fedele amico concertaro L oltre che di un gruppo di altre persone, amiche principalmente di L, che si sono unite a noi ed hanno fatto si che quei scarso due giorni diventassero un'occasione non solo per vivere della gran bella musica, ma anche per  allacciare dei bei rapporti interpersonali.
L'emozione per i concerti continua a guidarmi e a darmi quelle energie e quegli scopi per tirare dritto a testa bassa nella vita di tutti i giorni.
Ormai ho inteso che sull'amore ho poche speranze.
Posso contare, se sarò bravo, a qualche bella amicizia.
Probabilmente, fin quando potrò fisicamente, la musica credo rimarrà la sola passione per la quale sacrificarmi.
In quest'ottica, proprio un paio di giorni fa, sono stato anche a Napoli.
Sempre con L, sempre per concerti. Questa volta è toccato a Robert Plant.

Immarcescibile anche lui, entusiasmante nei pezzi che ci ha regalato dello storico repertorio degli Zeppelin.
Ma, non di poco conto, mi ha colpito la città.
Come ho confessato anche su fb, pensavo di ritrovarmi in un luogo non accogliente, sporco e pieno di furbacchioni.
Invece, per quanto visto e vissuto, è stato l'esatto contrario.
Pulizia, simpatia e cortesia.
Alla faccia di tutti i luoghi comuni, dei tg e dei politici razzisti.
Sempre meglio vedere con i propri occhi, quando possibile.


giovedì 30 giugno 2016

Ciao Bud


E anche tu, caro Bud Spencer, ci hai lasciato in questa valle di lacrime.
Si, è proprio così.
Come per tanti della mia generazione, e anche della generazione successiva alla mia, sei stato un vero e proprio eroe.
Un eroe positivo, buono, coraggioso e disponibile con tutti.
Un eroe che a discapito della sua forza erculea, sapeva essere delicato e divertente.
Un eroe lontano da quelli che paiono andare oggi in voga.
Eroi arroganti, scurrili. Oppure oscuri e drammatici.
A memoria non ricordo uno dei tuoi film dove ci fossero scene di violenza gratuita o di turpiloquio.
Un modo di fare cinema ed intrattenimento che oggi pare lontano anni, si, ma anni luce.
La sera della tua scomparsa, mentre ero a letto, ho pianto lacrime sincere di dolore. E' stato davvero come perdere un caro amico. Ho pianto anche perchè, come sempre più spesso mi capita, mi sentivo solo.
Solo in questo dolore. Solo ed arrabbiato perchè ho immaginato un'altra persona a me cara che, probabilmente, era triste allo stesso modo per la tua scomparsa.
Ma l'orgoglio, la paura e certe autoconvinzioni, allontanano più dei viaggi interstellari della Enterprise.
Ricordo l'entusiasmo che provavo nel vedere i tuoi film. Le enormi risate durante le immancabili scene di scazzottate.
Ti ho sempre apprezzato al tuo compagni cinematografico Terence. Lui era troppo sbruffone per i miei gusti.
Tu resti il ricordo indelebile di quelle tante ore passate a vedere i tuoi film.
Ciao "Mano sinistra del Diavolo".


mercoledì 22 giugno 2016

Pictures of you


Così...
Sono ritornato su fb.
Non so spinto da cosa. Forse da una oncia di coraggio che ogni tanto mi prende.
Anche, in piccola parte, dal fatto che quei pochi che mi conoscono di persona ad ogni 3x2 mi chiedesse "ma che fine hai fatto? dai rientra, mi manchi!".
Inevitabile rivedere un po' che la giostra non è cambiata.
Quella parte della giostra che mi distrae di più è vedere le foto dei profili dei miei contatti.
Non sono un guardone. Ma vedendole un po' qualcosa si conosce e si cerca di capire.
Senza doppi fini.
Fatto sta che poi, poco fa, vedendo alcune foto ho pensato...ma le mie foto, quelle davvero più intime e personali...?
Certo, non credo le pubblicherei su fb.
Ma, il problema, è che non le ho neanche realmente.
Insomma...invero, anche io ho scattato o sono stato scattato in qualche raro evento di gioia e di intimità.
Eppure quelle foto...boh...le ho cancellate.
Non per disaffezione. Non per disinteresse. 
Un paio, veramente, le ho conservate. Sono qui. in una cartellina del desktop.
Sono davvero due..forse tre.
Ricordi.
Fanno un po' sorridere ma anche far male. Per questo la stragrande maggioranza non le ho tenute. Sapevo che avrebbero portato più dolore che gioia.
Non le rivedo da mesi...una forse da un paio d'anni.
Ma mi dico anche che non serve farlo. Le ho ben presenti nella mente e nel cuore.
E se anche dovesse friggermi il portatile...pazienza. Li dove sono catalogate e raccolte non c'è virus o sbalzo di corrente che possano danneggiarle; purtroppo o per fortuna.


martedì 14 giugno 2016

Brillanti idee

Circa 14 anni fa ebbi la brillante idea di laurearmi...
Mi riposai circa una 15ina di giorni, poi qui a nel mio tristerrimo paese dopo 15 giorni a non fare nulla cominci a meditare il suicidio...
Per cui ebbi l'altra brillante idea di cercare da subito lavoro. Che a 25 già mi sentivo vecchio; non sia mai divertirsi un attimo, partire per un viaggio, cercare un poì di gnocca o cose simili: quasi quasi pensavo già alla pensione, quindi meglio muoversi.
Provai cercando qualche azienda esistente sul postso...e mi misi a ridere io per primo, che era più facile trovare l'arca perduta o qualche pokemon leggendario
Unica alternativa era quella propostami di fare il praticante per un commercialista...
Mi dissi: "vabbè, ci provo. alla meglio fa curriculum."
Il curriculum, ovviamente, non lo fece perchè le centinaia di cv spediti ai tempi per tutta Italia sortirono meno effetto delle creme che ti fanno dimagrire dormendo...
Iiniziai quindi questo mestiere così, per scherzo, per noia e per necessità.
Che il lavoro, diciamoci poche cazzate, non te lo puoi sempre scegliere.
Spesso ti sceglie lui e non per le tue doti.
Poi 6 anni fa quasi, altra brillantissima idea; decisi di mettermi in proprio con quel moto d'orgoglio tipo: "se devo giocare a questo gioco applico le mie regole!"
  Einvece anche quelle non le applico io, ma i clienti, l'agenzia delle entrate, l'inps, la camera di commercio, il governo e, prima di me, forse anche king, soldatino e dartagnan.
E' anche una questione di coraggio, per carità.
Il coraggio di dire no, voglio altro, o di dire si fa come dico io.
Io non ce l'ho avuto.
Per non aver avuto coraggio una singola volta ora devo aver coraggio tutti i sacrosanti giorni.
Non è una lamentela, è una constatazione.
Che coi se si combina poco.
Che...se fossi foco arderei.
...se avessi sei ruote sarei Optimus Prime!

mercoledì 8 giugno 2016

Zia Angela


Poche ora fa è morta mia zia.
Si chiamava Angela, era anziana ma non troppo.
Purtroppo da tanti anni, circa 13, era ricoverata in una clinica specializzata per gli ammalati di alzheimer.
Le ultime due settimane di vita, per lei, sono state difficili. Le ha trascorse in coma.
Poi, forse finalmente, stamattina ha avuto la sua liberazione.
Mia zia era una brava donna. Una donna vecchio stampo.
Una gran lavoratrice che ha fatto parte di quella generazione di italiani che per cercare e trovare fortuna o anche un lavoro dignitoso è dovuta migrare.
Ha vissuto e lavorato per anni in Svizzera.
Da piccolo e fin anche da primo adolescente, tante volte con i miei siamo andati in Svizzera a trovarla.
La Svizzera, per quanto ricordo, era un paese ed una naziona particolare. 
E mia zia, e con lei suo marito (venuto a mancare da ormai una 15ina d'anni) ci hanno vissuto.
Ricordo casa loro. Ricordo la moquette sul pavimento, la cioccolata, la tv che trasmetteva in varie lingue (italiano, francese, tedesco ed inglese), i Migros (antesiniani dei centri commerciali che solo dopo anni sono giunti qui da noi in Italia), le raclette, i wurstel.
Tutto vissuto a casa sua.
Poi, per lei e mio zio, finalmente la pensione. Il ritorno in Italia per godersi il frutto dei loro sacrifici; una casa ed un figlio.
Hanno avuto purtroppo poco tempo per godersi l'una e l'altro.
Le malattie li hanno colpiti troppo presto.
La beffa della vita.
Anni ed anni di gavetta in un paese straniero, attenti a rispettare le regole, il vicinato, il fisco...con rispetto e talvolta paura.
La paura che è insita, credo, in coloro che si trovano a vivere da emigrati. Nonostante tutte le integrazioni...non ci si sente mai del tutto come a casa propria, come nella propria nazione. Si ha timore di essere etichettati, allontanati, quasi scacciati e ricacciati indietro.
E poi nulla.
Ciao zia.

martedì 31 maggio 2016

V

V è fan sfegatato della Juve. Per quanto io non sopporti il calcio, questo è il minimo che possa fare dedicandogli questo post.

 Ieri il mio caro amico V ha compiuto 40 anni.
V assieme ad M sono stati i primi e pochi amici che, ancora ad oggi, ho qui a Tristolicoro.
V ha fatto le cose in grande.
Ha prenotato una sala tutta per noi, ha invitato circa una 50ina di persone, c'era l'animazione musicale, la moglie gli ha persino "regalato" la presenza di una ballerina brasiliana.
V è stato eccezionale. Passava per i tavoli a salutare, si è goduto la festa, ha fatto un discorso di saluto e di ringraziamento molto bello e toccante.
V è senza entrambi i genitori da diversi anni, ha una moglie ed ha adottato, anni fa, una splendida bambina che ha qualche problema di deambulazione.
Ma V è forte, V è un uomo e sta affrontando la cosa a testa alta e con tanta speranza. In vita mia ho visto V piangere e disperarsi solo una volta, e per una buona ragione.
Io ho solo da imparare da V.
Se campo e arriverò ad essere 1/3 di quello che è lui potrei riteneremi fortunato.
Lui è un ragazzo maturo, un uomo all'occorrenza, un marito, un padre, un collega rispettato, un amico sincero.
Io, se arriverò ai miei 40 anni, probabilmente non farò nulla di tutto ciò.
E non perchè non ne abbia magari il desiderio, ma perchè ho il sentore che nessuno o quasi parteciperebbe.
Tolti i miei parenti, V e qualche altro, non penso verrebbero in tanti.
Chi accamperà scuse di ritardi, di malanni improvvisi, di concomitanze di altri compleanni. Scuse, forse vere.
Ma avrebbero ed hanno ragione.
La colpa, come sempre, è mia.
Non condivido. Non parlo. Non mi faccio conoscere. Non ho nulla o quasi da raccontare. Chi verrebbe a festeggiare i miei 40 anni? I 40 anni di una mummia...
Al tavolo, ieri sera, benchè fossi seduto con degli altri conoscenti con cui, invero, mi trovo bene a stare ed a parlare, avrò spiccicato 15 parole in tutto.
Per il resto è stato mangiare, bere, giochicchiare al cellulare ed osservare V e pensare a tante cose e ad atre persone che ovviamente non pensavano a me.
Oggi non è un bel giorno per me. Sono andato ieri sera a letto con questi pensieri che ora a getto scrivo qui'. E sono pensieri che non andranno via. Non basterà scriverli ed esternarli per esorcizzarli. Purtroppo rimarranno. Lo fanno perchè ci sono sempre. So sempre di non essere quello che vorrei, di non avere quello ciò che desidero.
V è migliore di me anche in questo. Non fa paragoni e se li fa sa che può contare su quello che è che ha fatto e che molti, io per primo, al suo cospetto possiamo solo allacciargli le scarpe.
Buon compleanno amico mio V.
Sei e resti un esempio per me. Un ritratto di quello che, forse, potevo essere se non fossi come sono.
Ti voglio bene.