mercoledì 9 dicembre 2009

Io e M.

Sono un pò in fase down, e per tirarmi un pò su (o magari anche azzopparmi ancora di più, come mio classico) elenco giusto un paio di cose riferite al mio recente viaggio in quel di Milano per il concerto (bellissimo) degli Alice in Chains.

Allors...

Per strada a Milano:
1) M. che passeggiava assieme a me nelle vicinanze del Duomo, viene salutato da una bella ragazzina (a conto mio poco più che maggiorenne) che in pratica se lo mangia con gli occhi!
Io, che passeggiavo assieme ad M. nelle vicinanze del Castello Sforzesco, vengo salutato e avvicinato da un prestante poliziotto che mi chiede i documenti!

Al Palalido:
2) M., viene avvicinato da un'altra bella ragazza che gli chiede di scattargli una foto e poi, non contenta, se ne scatta una anche assieme a lui perchè "è carino".
Io, vengo avvicinato da un nerboruto (ma simpatico) pescarese che mi chiede di fare la foto alla sua megachiassosa comitiva di abruzzesi mentre urlano "birra!"

3) M., viene avvicnato da un ragazzetto che gli chiede cortesemente che ore sono.
Io, vengo avvicinato da un fattone che mi chiede placidamente se avessi da vendere del "fumo"!

No comment!

venerdì 27 novembre 2009

Black gives way to blue


Stasera sono in fermento. Domani andrò a fare il biglietto per Milano dove, il 2 dicembre, andrò a vedere il concerto dei nuovi Alice In Chains.
Ora stò ascoltando alcuni brani di questo loro nuovo album, anche se non sono gli "originali" AIC il sound, le chitarre stracciate, le voci corali che paiono stonare (e che forse talvolta stonano davvero) sono il loro marchio indelebile.
Non c'è più il mitico Layne Staley, se c'è un dio che lo abbia in custodia, ma ci sono, eccome se ci sono.

Ma non solo quello, anche questo concerto rientra nell'operazione di "rinnovo." a cui mi stò sottoponendo a livello personale. Non vado ad un concerto vero da decenni, l'ultimo risale al 1994 quando, a Roma, andai a vedere i Pink Floyd e non so cosa m'aspetta.
Ma, alla fin fine, chissenefrega. Spintonerò, forse pogherò e potrò dirmi, ancora una volta, vivo!

martedì 24 novembre 2009

La triste luce del sole

Il sole è vita, il sole riscalda ed illumina. Nulla di più vero fu detto.
Ma da ieri il sole che batte sulla facciata della mia casa non mi piace per nulla.
Infatti, per motivi purtroppo legati all'ennesimo cantiere edile, alcuni alberi che erano davanti casa mia sono stati vilmente potati (per non dire segati praticamente a metà) in previsione di un futuro ed imminente espianto.
Sono amareggiato per non dire schifato. Dovranno abbattere l'odioso e ridocolo campo sportivo che mi stà praticamente davanti casa ed anzichè distruggerne le fetenti mura (così da non dover subire ogni sabato e domenica lo strazio di questi semi-tifosi che inneggiano a squadre di 20° categoria manco fossero in Champions League!), hanno intellllligentemente iniziato dagli alberi.
Poi, con calma, magari quest'estate (a fetente campionato finito) abbatteranno anche stà fetecchia di campo sportivo solo per edificare l'ennesimo alveare di case per una popolazione che, almeno ai miei occhi, rimane sempre uguale e anzi tende a diminuire.
bof...

lunedì 23 novembre 2009

Terra bruciata

Tra gli innumerevoli difetti che ho c'è quello che quando m'incavolo non ce n'è per nessuno.
Non colpisco con le mani (e ci mancherebbe) ma lo faccio con gli occhi e con le parole, che, uno dei pochi luoghi comuni davvero riscontrabili, fanno davvero male.
E' ciclico nella mia vita il periodo del "vaffanculo al mondo", ho resistito per diversi mesi, quasi pensavo di non viverlo per diverso tempo, ma puntualmente s'è presentato.

E così faccio del male con le parole, con le mie incorreggibili rasoiate, e le persone non sono d'acciaio. Vengono colpite e si ritraggono, e a poco valgono poi le mie vacue scuse.
Non so perchè faccio così, forse perchè sono cattivo più di quanto immagini, che mi sorregga sul dolore degli altri (del tipo, se tu hai fatto male a me allora io ne faccio a te e ci godo), o perchè non so vivere le sfumature e vado da un eccesso all'altro; dal bianco al nero.

E ieri sera è stata una serata del genere. Quelle 2/3 persone che hanno la "sfortuna" di essere talvolta tartassate dai miei sms al vetriolo m'hanno, giustamente, mandato a quel paese.
Ma l'ho voluto io, l'ho cercato io, come sempre d'altronde.

Sarà una malattina questo costante stato di insoddisfazione e di disadattamento che mi piomba (o mi faccio piombare) in testa?

Fatto sta che poi attorno a me c'è terra bruciata, e piantare qualcosa diventa sempre più difficile e chi viene ferito non ritorna...

giovedì 19 novembre 2009

Learning to fly

Se l'uomo fosse stato fatto per volare avrebbe avuto le ali!
Essì, innegabile come logica ed è una frase che ultimamente mi stò dicendo spesso.
Ebbene sì, appartengo a quella nutrita fetta di persone che quando sentono le paroline "volare" e "aereo" cominciano un pò preoccuparsi.
Ho viaggiato già in areo, pochi voli, distanti l'uno dall'altro parecchi anni (l'ultimo risale ad almeno 4 anni fa in ritorno da Monaco di Baviera) e non ho mai avuto particolari problemi.
Eppure da un pò mi è salita questa strana fifarella per gli aerei ed è un peccato perchè, oltre ad essere non eccezionalmente giustificabile, è anche terribilmente limitativa in termini di viaggi e spostamenti in genere.

Con l'occasione del master a Pisa però ho colto (o più sinceramente spinto da necessità logistiche) l'occasione per affrontare questo timore e vedere di vincerlo o, alla peggio, di conviverci.
Pertanto domattina decollerò da quel di Bari, circa un'oretta di volo (spero tranquillo...) e atterraggio a Pisa; poi, l'indomani, già il ritorno ma nel primo pomeriggio.

Staremo a vedere...

sabato 14 novembre 2009

Ogni tanto...

...capita anche a me di aprire un pò il cuore a qualcuno.
Abbastanza sistematicamente prendo grosse cantonate; come minimo vengo frainteso o ritenuto troppo frettoloso, come massimo vengo considerato al pari di un mezzo fesso.
Poi, a ruota, segue l'autoanalisi, quella che fa odiare me stesso, che mi fa dare del cretino, dell'ebete e dell'incosciente e che, nonostante tutto, non riesce ancora del tutto a farmi fermare e trasformare in un moderno e fiammante stronzo.
Ma la colpa peggiore è e rimane quella di continuare a sognare: di immaginare che le distanze si accorcino, che i problemi si superino, che le incomprensioni si accettino, sempre che a volerlo non sia solo una persona, ma almeno due.
Lì pecco, lì sono inguaribile, lì non credo che cambierò mai e poi mai. Mi basta un centimetro di sabbia per costruire, immaginare e sorreggere castelli di dimensioni pazzesche.
Sono un fesso, un idiota, un coglione, e tutta una sfilza di altri epiteti. Lo so, mi guardo allo specchio e pare che abbia attaccato in fronte un'insegna luminosa che a lettere cubitali cita "fesso depresso" e poco sotto scritto ancora "basta poco per prenderlo per il q".

Ma via, è passata anche questa. Qualche altra cicatrice nell'animo e nell'orgoglio non cambieranno purtroppo la mia sostanza di imbecille patentato.
Spero sempre di inaridirmi definitivamente prima o poi, qualcuno pare ci sia riuscito solo volendolo, potrei riuscirci anche io, chissà.

Ma forse anche quello è un sogno, e visto che i miei sogni non si realizzano mai, andiamo proprio alla grande!

venerdì 23 ottobre 2009

Il braccino del tennista

Così si suol dire quando, avendo la possibiltà di vincere, si iniziano ad avere incertezze, piccole e grosse paure, spesso paranoie, che ti bloccano nei movimenti, nei pensieri e ti fregano.
Per questo, talvolta, preferisco inseguire piuttosto che essere inseguito, provo meno tensione, meno incertezza nel risultato.
Ma non è di questo che volevo scrivere, non in questo momento.
C'è crisi, la gente perde il lavoro, si risparmia anche sui centesimi ed io, non so quanto intelligentemente o assennatamente, ho una concreta possibilità di spendere (o forse investire) soldi per qualcosa di non proprio sicura utilità.
Stò parlando di un colloquio che avrò domattina in quel di Pisa per la selezione di un master part-time (una formula ritagliata per i lavoratori che impegna, a settimane alterne, il venerdì ed il sabato in lezioni che si terrano a Pisa più una parte in e-learning quindi da casa propria).
Il master è interessante ed è organizzato dall'Università di Pisa (quindi segno di una certa garanzia), ma non è neanche questo a preoccuparmi.
Amo il mio lavoro attuale, un pò meno amo come vengo trattato e pesato al lavoro. Non è la prima volta che mi lamento in tal senso, ma è forse la prima volta che prendo seriamente in considerazione di fare qualcosa per cambiare la mia situazione attuale, possibilmente per migliorarla.
Il suddetto master "potrebbe" essere utile in questo senso come, alla stregua, tagliarmi le gambe facendomi spendere la maggiorparte dei soldi che affannosamente e con sacrificio ho messo da parte in questi 7 anni di lavoro.
E quindi? Non so darmi risposte, ma cercherò di fare molte domande domani quando sarò a colloquio. Sarò "analizzato" ma anilizzerò anche io. Risponderò ma domanderò, perchè, non per fare il melodrammatico, una scelta sbagliata o non oculata potrebbe davvero azzerare ogni mia spinta propositiva per qualcosa di vagamente migliore e più soddisfacente e non voglio che ciò accada, non adesso che vedo il mondo un pò meno grigio del solito.