domenica 31 gennaio 2010

Genoveffa

Ieri sera, in enoteca, discussione tra uomini. Solite chiacchiere a base di lavoro, soldi, donne, sogni, desideri, cazzeggi.
E ad un tratto, tra un sorso di vino un po' acetello ed una scaglia di formaggio leggermente bagnato da del buon miele, entra lei...

Nome in codice, per motivi di privacy, Genoveffa. Bella, alta, mora, ricciola, viso pulito, senza rughe, pelle chiara, vestito fine ma non provocante.
Si toglie il cappello, i ricci esplodono, e per un attimo si volta verso di me e per poco non incrociamo lo sguardo quel tanto per dirci l'unica parola che in genere ci diciamo, ovvero uno scarno ma intenso "ciao". Infatti in linea d'aria, tra di noi, si frappone un virgulto tizio alto come un corazziere intento a parlare con astanti di un tavolo vicino.
Di Genoveffa vedo solo una porzione di viso...e vedo, purtroppo, che è in compagnia maschile.

Beh, così bella, come poteva non esserlo? E annego il pensiero in una sorsata del vino acetello che mi pare sempre più adatto a condire un'insalata.

Da anni ho notato Genoveffa. Da anni so solo come si chiama, niente cognome, niente età, niente di niente.
Sapevo solo questo benedetto nome ancor prima che ci presentassero più o meno ufficialmente, più di un anno fa.
Da allora almeno ho guadagnato il piacere di sentirmi riconosciuto e salutato, ma nulla di più.

E' strano e al contempo ridicolo come, in presenza di Genoveffa, io regredisca mentalmente all'età di 14 anni (cosa peggiorativa visto che in genere la mia età mentale bazzica tra i 18 ed i 20).
E quindi non riesco bene ad articolare frasi degne di nota, cerco al contempo di guardare altrove ma anche di guardare lei senza però farmi accorgere. Ho stressato anche il bicchiere che avevo in mano tanto più che, pochi minuti dopo, mi si è letteralmente frantumato in mano!!!
Anche il mio amico si accorge di questa mia irrequietezza. Mi guarda stranito e mi domanda semplicemente "Pierpà?"

Io incrocio il suo sguardo e dico solamente: "Genoveffa..."

Lui capisce, sa di questa mia strana reazione in sua presenza, e si gira per osservarla dato che fino ad allora non l'aveva neanche mai vista ma solo, appunto, sentita nominare dal sottoscritto.
Lui la osserva poi in mia direzione annuisce, segno d'approvazione tutto maschile.

Genoveffa rimane qualche altro minuto, purtroppo i tavoli sono tutti occupati. Si rimette il cappello, si gira, e se ne va con la sua compagnia. Ed io riprendo, lentamente, a crescere con la mia età mentale ai livelli standard.

Ecco...qualcuno potrà pensare che io sia innamorato di Genoveffa. L'ho pensato pure io, ma non è assolutamente così.
L'amore, quando lo sento in me, so riconoscerlo. Per amore ho fatto tante cose, molte al livello di cazzate (utili e meno utili), ma con Genoveffa nessuna cazzata. Solo un tentativo, peraltro mal riuscito, di offrirle un caffè secoli orsono. Invito che fu, ovviamente, cortesemente declinato.
Solo qualche pensiero, una specie di desiderio.
Sì, ecco, un desiderio. Simile al desiderio, unito all'incredulità, che si potrebbe avere nell'incontrare e poter parlare con un'attrice tipo, chessò, Julia Roberts, di poter guidare una Ferrari, di poter giocare a calcetto con Maradona.
Ma, probabilmente, se il famigerato genio della lampada mi desse a disposizione anche solo un desiderio, Genoveffa non verrebbe scelta.
E' meglio che rimanga appunto in quei sogni irrealizzabili, o in quei sogni che alla lunga è giusto che muoiano o che vengano chiusi in cassetti remoti, dove possa continuare a farmi stupidamente regredire all'età adolescenziale.
Perchè, purtroppo, ho smesso di credere da troppo tempo ai sogni, perchè la realtà non mi piace, non la sopporto, non la vivo, mi ci faccio trascinare abbastanza passivamente.
E allora, per quel poco che sia, mi concedo questo svago, quei 5 minuti di fantasia. Poi ci pensarà il vino acetello a riportami alla realtà ^_^


martedì 26 gennaio 2010

Pizza margherita

E' un classico, la pizza forse per antonomasia, quella che, cambiano le mode ed i tempi, e rimane più o meno simile a se stessa.
E così ieri, per festeggiare il compleanno di uno dei miei nipoti, si è andati in pizzeria. Ma come al solito non s'è fatta la classica cena della "sacra famiglia riunita".
Infatti, passa il tempo, e i nipoti crescono, e non hanno più la voglia di passare certe serate in compagnia di genitori, zii e nonni vari. Preferiscono, giustamente, passare il compleanno con i propri amici in pizzeria, e così è stato.
In quanto zio "giovane" sono stato comunque onorato, assieme a pochi altri adulti, di presenziare alla serata.
E insomma...vedere quella tavolata di più di 20 urlati, petulanti, odiosi, viziati ragazzetti di 11 anni...m'ha fatto...inc...sbott...best..NO! M'ha fatto...sorridere!?!?!
Sì...forse assurdo, o forse perchè, rivedendoli, non ho notato poi tante differenze di quando avevo la loro età, di quando festeggiavo o partecipavo ai compleanni dei miei compagni di classe.
Possono cambiare gli abiti, può esserci che tutti erano muniti di inutili quanto costosi cellulari, possono essere cambiate le acconciature...ma, nei modi di fare, in certi clichè (se si scrive così non so e non m'importa), erano come "noi" di qualche decennio fa.
E quindi c'era il più alto della classe, che si faceva spesso valere con il vocione e anche con un pò di mani. C'era lo smilzo, simpatichello, che pareva fatto di gomma tanto era flessuoso nel suo andamento dinoccolante.
C'erano le coppie di amici e amiche inseparabili dove lui/lei era cicciottello/a e l'altr/a magrolino/a (e viceversa).
C'era quello con la puzza sotto al naso, e quella che parlava sempre all'orecchio dei vicini . C'era la biondina con gli occhiali e la treccia e c'era quello con le guance alla Arnold che raccontava le barzellette.
C'era anche quella un pò vamp, che già aveva il viso un pò truccato e c'era, di contro, quella sportivissima in tuta e scarpe da ginnastica.
C'era quello taciturno, e quella timida ma che quando rideva si sentiva eccome.
C'era davvero di tutto...
E c'è stato chi ha rotto un bicchiere...
E c'è stato chi ha pianto...
E c'è stato quello che è stato chiamato in bagno perchè gli dovevano dire che piaceva a qualcuna...
E c'è stato chi s'è bisticciato...
E c'è stato chi s'è rincorso...
E c'è stato chi ha giocato al gioco della bottiglia...
E c'è stato il taglio della torta con tutti a dire "ciiiiis"...
E c'ero pure io, con qualche ruga in più e qualche capello in meno, ma decisamente divertito.

domenica 24 gennaio 2010

E' più forte Hulk o La Cosa?

E' una delle domande classiche che si fa quando si è neofiti del mondo dei fumetti.
La risposta altrettanto classica è che 99 volte su 100 è Hulk a spuntarla su La Cosa (e per quanto possa essere inopinabile, io invece voterei 100 volte su 100 per La Cosa).
Ma la domanda, per quanto logica ha in se la sterilità portata dall'inutilità. Hulk e La Cosa sono forti, fortissimi entrambi. Ed entrambi hanno fan che ne esaltano le gesta e ne hanno in mente i ricordi pù svariati nati sfogliando le pagine ruvide ed un pò puzzolenti di decine se non centinaia di albi.
Non ha un senso, per me, paragonare i due. Soprattutto non ha un senso logico o lo ha, forse, solo nel mondo dei fumetti dove la logica, per definizione e per giusta convenzione, è cibo per i vermi da quel dì.

Tale logica a quanto pare ha fatto la stessa fine anche nel nuovissimo programma targato Rai 2 intitolato "Il più grande italiano di tutti i tempi".
Intanto la prima plateale illogicità è quella di continuare a pagare con i soldi degli abbonati un tipo come Dj Francesco (e no, non me ne frega una cippa che ora si faccia chiamare per nome e cognome, raccomandato era e raccomandato è rimasto!).
Altra illogicità è affiancarci quella bamboletta della Martina Stella che sarà anche carina ma non sa parlare neanche leggendo un gobbo che le sta davanti a tre passi di distanza e dubito fortemente che sappia chi era Marconi se non un tipo al quale è stata intitolata una qualche via o piazza nella quale comprare bellissime borsette di Chanel...
Ma l'insulsa mancanza di logicità raggiunge la sua apoteosi nell'idea (ed è un'offesa forse anche definirla tale) del programma: far scontrare gli italiani più famosi di tutti i tempi tra di loro.

E quindi, in quei cinque minuti in cui ho provato ad osservare la trasmissione in questione ho visto rivaleggiare, a suon di comparsate degne dei peggiori cosplay, e di eminenti cervelloni che ne cantavano ed enunciavano le inconfutabili virtù, nientemeno che Garibaldi contro Puccini! Ed il vincitore se la sarebbe vista nientemeno che con...Battisti!
Per carità, niente colpi bassi sotto la cinta, guantoni ben allacciati e forse anche il casco protettivo...

Ma, DAVVERO, si può escogitare un programma del genere? Davvero si può ridicolizzare a questa maniera persone reali, vissute in tempi passati diversi e talvolta difficili, a questo modo? Decidendo di far primeggiare l'uno sull'altro a colpi di televoti reali o farlocchi che siano???
Santi e demoni...stiamo parlando di gente che, a modo loro, hanno segnato la loro epoca, hanno fatto cose importanti, interessanti, che ancora oggi hanno un impatto eccezionale nella nostra vita, nei nostri ricordi, nel nostro essere.
E come me li trattate? Me li divizzate? Li fate apparire come dei partecipanti all'ennesimo squallido reality? Tra un pò dovrò aspettarmi qundi di scoprire che Battisti ha una tresca con Totò che in realtà ha fuori dallo studio 3 figli illegittimi che urlano e piangono come delle comare ad un funerale???

Che schifo! Che pena! E, quanto pare, una volta tanto non il solo ad averlo pensato!...non a caso, pare il programma abbia avuto nella sua prima puntata un'accoglienza "frigida" da parte del pubblico.
Rischia la chiusura, è stato un mezzo flop...

Eccazzo! Cioè questa gente, queste menti pensanti o dementi depensanti, avevano forse l'idea che un programma così squallido, inutile, ridicolo potesse avere un minimo successo?

Caro Dj Francesco, cara Martina Stella, cari ideatori di Rai 2...andate un pò a ciapà i ràt che l'è mejl!


venerdì 22 gennaio 2010

Gli Anelli delle Signore

Mi permetto di parafrasare malamente l'opera di Tolkien giusto per esprimere un mio personale punto di vista.
Sui giornali, in TV, per radio e, soprattutto, nella vita reale, ormai se ne sentono di cotte e di crude in termini di tresche e tradimenti vari.
Pare che, più che in passato, sia di moda avere almeno un'amante. Ed è altrettando di moda spifferarlo ai 4 venti perchè, diciamocelo, a tenerlo segreto che ci si guadagna?
In principio erano i maschi a gozzovigliare tra i loro simili delle numerose conquiste fuori dal letto nuziale.
Ora, anche il gentil (???) sesso, fa maliziosamente capolino a questa (triste) consuetudine prima esclusiva dei pene-dotati (o, magari, lo faceva anche prima ma non con la platealità maschile...)
Non farò il bigotto (perchè non lo sono), non farò il moralizzatore (non sono manco quello) e non giudicherò e additerò chi per ics motivi, magari talvolta seri, giusti, sacrosanti, lo fa.
Però...mi domando allora, sono ancora uno dei pochi uomini che, per quanto possano trovare attraente e desiderabile una donna, prima anche solo di farci un minimo pensiero su (che non sia, ben inteso, l'occhiatina maliziosa seguita dalla classica pensata alla francese "aaahhh...come me la farei quella!") vedono se indossa, all'anulare sinistro, un qualsivolgia anello?
Che sia di latta, di oro bianco o giallo, che sia fatto con lo spago, perchè, io (e non so in quanti ancora) se vedo un tale anello è come se vedessi la kryptonite per Superman e, quindi, perdessi ogni foga e desiderio?
Troppo rispettoso? Troppo fesso? Troppo bravo ragazzo?
In un film dicevano che i bravi ragazzi non scopano mai...e mi pare alquanto corretta come affermazione...

lunedì 18 gennaio 2010

Che stia diventando un fichetto???

E insomma...che "alla vecchiaia" stia diventando un pò troppo attento a certe cose?
Mi dico spesso, se il mio io di 10 anni fa (anche 15 và) andasse avanti nel tempo e mi vedesse ora, cosa penserebbe? Cosa mi direbbe?
Probabilmente, anzi, sicuramente rimarrebbe scosso nel vedermi vestito come oggi.
Scarpe non da ginnastica, jeans classici, camicia e maglione felpato che pare essere uscito dalla sartoria di Oxford.
Io, il mio io, che in età adolescenziale indossava solo scarpe da ginnastica, solo felpe scrause, e per il quale camicia era solo camiciona in flanella a quadrettoni stile "grunge".
Diciamocelo, l'igiene, per carità, esisteva...ma all'epoca erano cosa sconosciuta i profumi...e a stento erano ammessi deodoranti (neutri, senza alcun profumo particolare).
Ed oggi, invece? Passo dalle vetrine e...OSSERVO...cosa che in passato avveniva solo in prossimità di fumetterie, negozi di giocattoli e negozi d'articoli sportivi. Ma, soprattutto, COMPRO, SPENDO!!!
La settimana scorsa ho comprato (sì, proprio io, non un parente, non un clone!) un profumo...marò!
E questo fine settimana a Pisa mi sono comprato anche una maglia molto "trendy", molto "cool" molto da fichetto per l'appunto.
Gosh, Batman!
Non nascondo che questo cambiamento, questa specie di evoluzione, un pò mi fa riflettere.
Crescendo davvero quindi si perde un pò di "libertà" mentale e anche di libertà nei modi di fare, di pensare, di parlare, di vestirsi e di tante altre cose più o meno dirette o riconoscibili.
Ma la cosa che mi stranisce è che, per quanto assurdo, non penso che riuscirei ora come ora a tornare indietro.
Sono forse, ormai, incastrato in questo status mentale e d'immagine. Alla fin fine, anche io, che tanto addito i qualunquisti, la massa, sono diventato come loro.
Anche io, ormai, esco per l'aperitivo, anche io ormai ho la sciarpetta fica, anche io indosso giacca e cravatta per vezzo e non per reale necessità.
Sono quindi diventato ciò che non volevo...ciò che detestavo...ciò che mai e poi mai avrei immaginato di diventare.
Come al solito, probabilmente, stò ingigantendo un pò la faccenda. Probabilmente la vita attraversa varie fasi dove, come un camaleonte, ci si trasforma ed adatta all'ambiente circostante.
La cosa probabilmente migliore da fare è vivere queste fasi per non rischiare di perdersele perchè, in genere, è difficile che ritornino.

martedì 12 gennaio 2010

Conoscere

Ma vaff! Avevo scritto un mezzo papiro e mi sono perso tutto!!!
Bof...riscrivo...
Dunque, mi domandavo, quando si può dire di conoscere davvero una persona?
Ci si deve prendere almeno una volta a settimana un aperitivo? Ci si devono mangiare tot pizze all'anno? Prendere l'ombrellone assieme? Ubriacarcisi assieme (questa è interessante)? Gusti permettendo, farci l'amore? Una botta e via? Farci pipì assieme al tramonto davanti un bel panorama (e anche questa è interessante)?
Non so...
Quante volte ho usato o mi sono sentito dire "tu manco mi conosci". Quante volte ho metaforicamente ricevuto un macigno in testa e quante volte l'ho scagliato io in testa al mio interlocutore...
Cosa serve quindi per conoscere una persona? Non c'è una ricetta, non penso proprio che Suor Germana l'abbia inserita nel suo libro nella pagina tra gli gnocchi ai 4 formaggi e gli spaghetti alla puttanesca (e già la vedo dura che una suora scriva una ricetta con la frase puttanesca...).
Ci vuole forse cortesia?
No, magari ci vuole distacco.
Forse anche un pizzico di malizia? I doppi sensi a volte aiutano...
Bof...no...non ci siamo...non mi convinco...
E allora? Ufff....mi stò scocciando. Forse...non c'è.
Devo davvero credere a ipotesi tantriche o filosofiche tipo: "conosci te stesse e poi conosci gli altri".
O devo credere a Paolo Fox e conoscere, nel 2010, solo nati del cancro, del capricorno, del sagittario e...forse, se la luna è in trigono con marte mentre passa la corazzata spaziale Yamato, anche con i nati della bilancia?
Che casotto! Bof...io ci provo comunque a dare un senso a questo post...
Non si conosce nessuno per davvero. Ci si illude di conoscere e di essere conosciuti. L'uomo è un animale (bestia, rettifico per gli animali che potrebbero sentirsi offesi), quindi, l'uomo è una bestia sociale. Ama parlare (pure troppo) e questo crede che serva per conoscere il suo simile.
Impone a se stesso di parlare la stessa lingua, di mangiare lo stesso hamburger di cartone, di indossare la stessa marca di scarpe. Appiattisce le differenze per sapere con chi ha a che fare.
E' barbaro, sono barbaro, siamo barbari.
Non mi interessa più conoscere nessuno per davvero. E nessuno ha intenzione di conoscere davvero me. E' così...e forse è giusto anche che sia così.
Perchè se conoscermi equivale a diventare uguare all'altro, preferisco la mia individualità, la mia solitudine.
E chi, d'ora in poi, mi pianterà la grana che non lo conosco, non mi conosce da almeno 2 cazzo di generazioni, beh, fattacci suoi.
Si limita...e, se lo conoscessi davvero, forse limiterebbe anche me.
Per cui...rimaniamo nella nostra ignoranza ed evitiamo stè frasi a cippa di cane.

lunedì 11 gennaio 2010

Come un salice piangente

Che giornata malinconica oggi. Una di quelle giornate dove non c'è il sole, dove il cielo e le nuvole sono grigie e con loro il mio animo.
Un giorno di quelli dove parlo sottovoce, con un sussurro, io che ho la voce stridula e con la "zeppola" alla prima Jovanotti maniera, non ho quasi voglia di parlare.
E' uno di quei giorni dove penso che sarebbe stato meglio rimanersene a casa, sotto le coperte, è uno di quei giorni dove qualsiasi argomento mi pare vuoto, inutile, triste. E' uno di quei giorni dove spero che tutto passi presto, dove controllo sempre l'orario, dove non ho voglia di far nulla, neanche di pensare a volte.
E se penso...penso solo a quello che non ho, quello che non avrò, quello che sogno e non raggiungo e non raggiungerò.
E' uno di quei giorni dove sento freddo, anche se indosso strati di maglie di lana manco fossi un montone. E' uno di quei giorni dove sento gli occhi umidi, dove basterebbe neanche tanto per farmi piangere come un bambino (e chissà che non ne abbia davvero bisogno).
E' uno di quei giorni dove mi sento solo, dove mi sento il Calimero di turno, dove nessuno mi comprende, dove nessuno capisce o intuisce chi sono in realtà, cosa voglio semplicemente.
E' uno di quei giorni che tutto va male, dove realizzo che sono un eterno incompiuto, dove mi sento pesante, dove sento il peso delle responsabilità, dove sento il fardello della vita come un sacrificio, come una perdita di tempo.
E' uno di quei giorni in cui non vivo...ma sopravvivo.

domenica 10 gennaio 2010

Ricordando i promemoria

L'avevo scritto e, almeno nelle premesse, lo metto in atto.


http://bofporquoipas.blogspot.com/

venerdì 8 gennaio 2010

Il giro di Peppe

Da reminiscenze romanesche, dicesi "giro di Peppe" o "giro de Peppe" quel giro (anche di parole) inutile che poi ti porta al punto di partenza.
Ecco, all'incirca è quello che alcuni sedicenti professoroni e dottoroni hanno attuato sulla povera pelle di mia madre.
Da ieri, infatti, è ricoverata per alcune analisi approfondite per dare una spiegazioni ad alcuni fastidi di cui soffre da un paio di mesi abbondanti.
Ebbene, partiti da casa per fare un ben specifico accertamente, all'ospedale d'arrivo (posto pure fuori regione!) il professorone, al turno di visita, ha una illuminazione: scoprire quello che ha mia madre facendo un altro esame (però molto simile a quelli già in precedenza effettuati che, ahimè, non hanno sortito alcun effetto rilevante...)!
Quindi ieri, la poverina, rimane in campana per un intero giorno (dove non le viene fatto nulla se non i soliti prelievi di rito, qualche RX e poi un elettrocardiogramma). Quado infine arriva il suo turno, guarda te, la macchina si inceppa (erano, guardacaso, le 13.00, ora della pausa pranzo in effetti!), l'ambulatorio si blocca e tutto si rimanda all'indomani.
E passi...
Poi stamane, (sempre con moooolta calma, dopo le 12.00 insomma), arriva il turno di mia madre. Nessun guasto, nessuna sala bloccata...SI PUO' FARE! (ovvia citazione).
E...invece una bella cippa! In pratica viene fatto l'accertamento che, come era prevedibile, non sortisce nessun effetto (ed era OVVIO, cazzo, visto che gli altri, simili per non dire identici, avevano fallito!).
Conclusione? Mia madre rimarrà ricoverata fino a domani per non si sa bene quale motivo e il famoso accertamento, quello primigeno, lo farà...bof...? a data da destinarsi...!
E insomma, non posso fare nomi, cognomi o pseudonimi...ma, a chi so io, annatevene un pò affanculo!!!
Giocate a fare l'allegro chirurgo con i vostri cari per dio!

mercoledì 6 gennaio 2010

Cara befana


Tu che ogni festa ti porti via, spero non ti spiaccia se lascio ancora per qualche giorno gli addobbi e l'albero di natale fatto in casa.
Sai, anche un tipo come me, un pò burbero e parecchio brontolo, trova un pò di gioia in quelle strane lucine (che siano ipnotiche?). Ci trovo anche un pò di conforto.
Domani, e per i prossimi giorni, me ne servirà una dose abbastanza massiccia. Devo essere sereno e forte per la persona carissima, anzi, LA persona carissima della mia vita.
Appena finito, poi, metterò tutto nello scatolone che tornerà ad impolverarsi per un anno giù in cantina.
Poi, se davvero lo riterrai necessario, non avrò timori a ricevere tanto carbone l'anno prossimo.

lunedì 4 gennaio 2010

Rabbiometro

Penso che i sentimenti non si possano misurare con matematica certezza. E tra questi, men che meno, penso si possa fare con la delusione, la rabbia, l'incazzatura in generale.
E allora...perchè talvolta pare si faccia una sorta di gara per chi è più nero o indignato?
Si ha forse paura che non essendo abbastanza arrabbiati non si venga presi sul serio? O anche in questo si tende a voler primeggiare? La rabbia deve essere sempre irreversibile, quasi divina (o diabolica) nella sua totalità?
E se anche fosse, perchè se io mi adatto, mi livello, "imito" la rabbia altrui, creo ancora più rabbia?
Ironizzandoci su un pochino, a seguito di uno pseudo-alterco con una pseudo-persona che poteva essere pseudo-importante per me, mi sono venuti questi dubbi ma, soprattutto, un'idea che potrei magari proporre ai "genii" di facebook: perchè non fare un giochino che misuri appunto la rabbia?
Vi immaginate il classico messaggio "Sei il 15° in classifica dell'incazzatura tra i tuoi amici: progredisci!"

sabato 2 gennaio 2010

Se tantum mi da tantum

...e se, per ipotesi fossi donna, sbagliassi ad applicare il tantum verde e mi facessi i gargarismi con il tantum rosa?
...e se quelli che usano tantum verde sono bocca sana...quelli che usano i tantuml rosa sarebbero sani di cosa...???

bof...?

venerdì 1 gennaio 2010

Version 3.0

Sì, inizio anno, rinnovo del blog.
Giusto poche cose, l'impostazione, il colore ma soprattutto la bellissima foto che ora campa (e camperà fino a quando mi andrà) nell'intestazione ^_^