mercoledì 31 marzo 2010

E ci ricasco

Come al solito ci sono ricascato.
Dico e maledico di non interessarmi più agli altri se non per lo stretto necessario, ma anche stavolta ho fatto flop.
Per cui, per essermi interessato per conto di un collega del master che sto frequentando, mi sa che mi sono attirato le ira di qualcuno.
Non che già mi sentissi stranamente osservato per non dire talvolta evitato dai miei compagni di corso.
Non voglio fare dietrologie o urlare al complotto, ma ho la netta sensazione, che essendo uno dei pochi meridionali di tutto il corso, più di qualcuno mi stia snobbando.
Alle cene di fine lezione pare che per sedersi accanto a me ci sia una specie di gara al contrario, della serie "chi ultimo arriva male alloggia...vicino a pierpaolo".
E ora, che si stanno formando con una certa "naturalezza" dei gruppi di lavoro per un non ben precisato master game, non è che ci sia stata proprio battaglia per avermi.
Mi sono vagamente sentito rispedito indietro di almeno una 20ina d'anni fa quando, durante le famigerate partite di calcetto sotto casa, si formavano le squadre.
Ecco, io ero sempre tra gli ultimi ad essere scelto, e ancor più spesso mi spedivano in porta. Forse il mio recondito odio per il calcio proviene da questo?
Fatto sta comunque anche ora sono stato inserito in uno di questi gruppi e spero sinceramente di non dover fare i soliti triplici salti mortali per far vagamente intendere che non sono proprio l'ultimo fesso in giro.
Magari il penultimo o terzultimo già andrebbe meglio.

domenica 28 marzo 2010

Lampredotto

Ottimo!
Mangiato ieri in quel di Firenze. Se qualcuno di voi avesse lo "stomaco" di leggere da cosa è composto forse lo riterrebbe rivoltante.
Era da tanto che volevo assaggiarlo e ieri finalmente mi sono tolto questo piccolo sfizio.

mercoledì 24 marzo 2010

Screpolature

E' stato (ed in alcuni casi lo è ancora) un inverno rigido.
Anche qui dalle mie parti, dove notoriamente il clima è decisamente mite, ci sono state numerose giornate fredde.
E' naturale coprirsi. Sciarpa per la gola, guanti per le mani, cappellino per la testa e via dicendo.
Per le labbra, invece, la "copertura" dovrebbe essere garantita dal famigerato burro cacao.
Ecco, io proprio ho una forte avversione per il burro cacao. Non parlo di gusti (alcuni sono tanto profumati che verrebbe voglia di morderli) ma di una vera e propria idiosincrosia.
Non so, non riesco proprio a spalmarmi qualcosa sulle labbra. Mi sembra una cosa da donne (non nel senso negativo della parola, e neanche scritto con malcelata ironia) insomma. Non riesco per nulla a passarmi sulle labbra con noncuranza quel benedetto stick che mi ricorda troppo un rossetto.
Sarà colpa di Actarus, He-Man e Kenshiro, ma in alcune cose sono rigidamente maschilista.
Per questo ho passato un inverno freddo, soprattutto le mie labbra che sono state spesso secche e screpolate.
Un motivo in più per invocare l'arrivo di questa benedetta primavera.

lunedì 22 marzo 2010

Somiglianze

Pochi giorni fa sono andato dal barbiere per tagliarmi i capelli.
Com'è noto ne ho pochi. Ho una bella chierica dietro e davanti non va molto meglio tra stempiature e zone abbastanza rade di peluria.
Da anni, da quando ho realizzato che per me i capelli sarebbero stati più un ridicolo (e talvolta fastidioso) optional tendente tralaltro a sparire, sono quindi costretto dai fatti a tagliare i capelli n modo abbastanza netto.
La pelata, per il momento, non la faccio, ma già non poche volte mi sono immaginato senza più un capello e sinceramente ho rabbrividito al pensiero. Se già così sono abbastanza inguardabile, non oso infatti pensare come sarei e apparirei agli occhi altrui glabro come un pomodoro.
Ciò premesso, ogni qualvolta mi sottopongo alle cure del barbiere e faccio ritorno nella mia modesta magione, trovo ad accogliermi mia madre.
La stessa, dopo un'occhiata indagatrice, ripete ormai a loop la seguente affermazione:
"Quanto sei brutto! Cambia barbiere! Sembri Star Trek!"
E' implicito che lo Star Trek, per chi non sia mia madre, non sia altro che l'immarcescibile, imprescindibile, ineffabile Mr. Spock.
Ecco, io, come sempre, alla frase di mia madre rido con gusto non nascondendo quasi un certo orgoglio nell'espressione.
In fin dei conti essere paragonato vagamente a Spock non lo trovo mica tanto brutto, anzi!
E, prima o poi, esordirò con la magliettina azzurrina annunciandomi con "Lunga vita e prosperità".

sabato 20 marzo 2010

Dottò

Avrei una laurea, e potrei fregiarmi anche di un titolo vagamente altisonante, ma, per indole personale, tendo ad usare entrambi con parsimonia. Sarà l'ennesima dimostrazione della mia non eccezionale autostima, non so.
Insomma non mi va, quando mi presento o mi annuncio al telefono, di elencare tutta la pappardella "sono il dottor XYZ" o "sono il commercialista XYZ".
Talvolta mi scordo anche di dire il mio cognome, e spesso mi presento semplicemente come "Pierpaolo, il consulente."
Consulente poi di cosa, in effetti, stà all'altra persona capirlo. Consulente d'immagine, consulente matrimoniale, wedding planner?
Pertanto, per questa mia "colpa", spesso vengo cercato e conosciuto semplicemente come mi presento. Non che poi faccia tanta differenza. In genere, dalle mie parti, usano il "lei" per i primi 30 secondi. Al 31esimo diventi l'amico di una vita a cui dare del tu. Non mi da fastidio ormai ci sono abituato.
Però...quando poi coloro che mi cercano, come ad esempio ieri al telefono, si fregiano dei loro numerosi titoli rivolgendosi a me semplicemente con Pierpaolo, vagamente mi rode.
Ma, per fortuna, mi passa velocemente.
Non perchè mi creda superiore a loro, me ne scanso e libero. Semplicemente ho un punto di vista differente. Credo, infatti, che non sia il titolo a fare la persona. Ho sempre creduto più nella sostanza che nella forma, nei fatti piuttosto che nelle parole.
Sono un aspirante commercialista vagamente freak che vede il mondo un pò a modo suo, e non m'importa delle apparenze e dei titoli. Lo scrive uno che d'estate va al lavoro in bermuda, che se può si muove in bicicletta e che veste spesso con jeans e felpa, anche in presenza di dottoroni, professoroni e faciloni dell'ultima ora.

venerdì 19 marzo 2010

Mumble mumble...

Ho 33 anni, ho pochi capelli, qualcuno dei quali, perfino, si affaccia al mondo con il suo colore argenteo. Ho anche qualche ruga, un pò di panzetta, la vista non è più come una volta. Ho dolori e anchilosature varie alle giunture del mio corpo.
Nonostante ciò sono ancora vagamente "giovane" nel mio essere.
Sarà pure da sfigato, ma se leggere un fumetto o guardare un cartone animato mi rilassa, mi fa sorridere o anche riflettere e mi riconcilia, per qualche istante, con il mondo (o meglio, per qualche istante non me ne fotte proprio nulla del mondo), che male c'è?
Non è un fuggire dalla realtà, non è neanche un estraniarsi dalla stessa. E' solo un modo, forse tutto mio, di acqustare un attimo di serenità. "Staccare", come si dice in gergo, dalla corrente continuamente stressante e logorante della vita sfrenata di tutti i giorni.
Studio, lavoro, casa, viaggi...mi sembrano più difficili da gestire se non ho una pur minima valvola di sfogo.
E quindi...non ho paura ad ammettere che sono stato vagamente un coglione a smettere, anni fa, di leggere fumetti in maniera regolare (per di più per colpa di una ragazza...insomma, il potere della fica è drammatico!). E lo stesso dicasi per i cartoni animati.
Non mi frega di quello che alcuni penseranno leggendomi, mai fatto in fin dei conti...
E, non ho altrettanta paura ad ammettere che, per quanto possibile, cercherò di riprendere la lettura di qualche fumetto o la visione di qualcosa che non conosco.
Settimana scorsa, per esempio, ho scoperto per caso in una fumetteria un bel manga (per i non addetti sarebbe il modo con cui sono chiamati i fumetti giapponesi), e a botta di arretrati ho deciso che continuerò a comprarlo.
Forse farò lo stesso con qualche comics americano, o forse riprenderò a seguire le varie raccolte che da mesi prolificano come allegati a varie riviste o quotidiani in edicola.
Certo, non raggiungerò certo i "fasti" degli anni andati quando seguivo almeno una 20ina di fumetti al mese, ma qualcosa, per sentirmi un pò libero mentalmente, la farò.

Però l'idea di mollare tutto e aprirmi una fumetteria non tramonta mai

domenica 14 marzo 2010

La donna con lo stivale

Mi piace!
Insomma, di tutte le strane "mode" femminili passate e presenti, quella del prepotente ritorno allo stivale mi garba parecchio.
Forse sarà che spesso lo stivale è accompagnato da una gonnella, o da un leggins (termini tecnici appropriati che accompagnano anche un certo "belvedere") e da un jeans, ma non nascondo che l'occhio mi cade interessato su questo accessorio.
Pur non rimanendo certo a fissare i piedi delle varie ragazze/donne che incrocio, ho notato che c'è una miriade di modelli tra cui sbizzarrirsi: alti, con tacco, lucidi, sfrangiati, tipo neve, persino a mò di galoscia.
Tutti, chi più chi meno, rendono ai miei occhi la donna decisamente più femminile o, anche, più sbarazzina, "avvicinabile" insomma.
Due cose che, sommate o divise, me la fanno decisamente più apprezzare. La rendono desiderabile perchè femmina in quanto tale.
Che sia la fatalona con la coscia mezza fuori, o la sportiva con il jeans non attillato. Sono belle, siete belle.

mercoledì 10 marzo 2010

E tu...a chi porti?

Domanda classica e alquanto insopportabile che mi sentirò rivolgere non poche volte nei prossimi giorni.
A cosa si rivolge secondo voi?
Ovvio: alle elezioni.
Non spenderò molte parole in merito al mio rapporto con la politica. Dico semplicemente che la evito come la peste, che mi fa schifo. Punto.
Da giorni, ormai, anche il mio piccolo paesello è tappezzato di manifesti politici ridenti (ettecredo che ridono!), assordato da altoparlanti portati a zonzo su macchine scadenti, frequentato da gente che, guarda caso, si affaccia al "pubblico" solo in queste occasioni.
E ancora, non mancheranno, i comizi e riunioni e cene e quant'altro di simile.
E, a corollario di tutto ciò, sentirò sempre domandarmi "ma tu, a chi porti?!" (inteso, ma tu, a chi voti?).
E, trattenendomi per non fanculizzare il povero (?) di turno, sospirerò, bofferò e risponderò semplicemente: "io?...porto pazienza!"

lunedì 8 marzo 2010

Donne: istruzioni per l'uso (in giapponese)

8 marzo. brrrr...

Fa freddo sia climaticamente sia per altro.
Non me ne vogliate, sono critico di natura. E questa volta non penso farò sconti.
Non ho cambiato idea in un anno, e non riscriverò nulla di nuovo rispetto al post che, proprio un anno fa, scrissi quì sul blog.

Aggiungo però alcune cose:

- oggi le donne ricevono auguri anche se non lo desiderano;

- oggi alle donne verranno offerti caffè, dolcini, pasticcini, fiori (puzzolenti), pizze, cene a base di pesce (questi alcune lo accettano, altre no ma lo accettano lo stesso);

- oggi al TG, per radio, sui quotidiani si parlerà di loro quasi fossero delle creature aliene o in via d'estinzione;

- in alcuni locali ci saranno serate per "sole donne" e guai (maschio etero) ad entrarci anche per caso;
Ho un rapporto conflittuale con il gentil (?) sesso. Non lo capisco, non vengo capito. Ci vorrebbero davvero delle istruzioni per l'uso comprensibili per entrambi.
Stamane ho fatto gli auguri a poche donne. A quelle che, a torto o a ragione, ritengo importanti per me. Delle donne per le quali non aspetto un giorno all'anno per parlare, per domandare come stanno, per prenderci un caffè, per mandare un sms o per dare un bacio.
Donne che rispetto e che "amo" tutti i giorni dell'anno, domeniche e festivi inclusi ma alle quali oggi, più del solito, ho voluto testimoniare il mio affetto.

sabato 6 marzo 2010

Strano stranizzato

Ma...cioè...sono strano io o cosa?
Sì, strano un pò lo sono, lo so eccome. Eppure non pensavo di esserlo così tanto.
Perchè, insomma, posso capire i miei limiti, posso capire anche i miei numerosi spigoli, ma perchè, anche quando mi pare d'aver fatto tutto in maniera abbastanza normale mi ritrovo poi con il culo per terra?
Faccio il gentile...e nulla.
Faccio il premuroso...e nulla.
Faccio l'incazzato...e nulla.
Faccio il pentito e mi scuso...e nulla.
Faccio nuovamente l'incazzato...e nulla e cancello gli sms senza manco leggerli!

Eccheccazzo! La mia pazienza ha un limite molto basso. Lo chiarisco da subito, con tutti. E allora perchè poi tutti pare facciano apposta a farmela esaurire?
Bof...poi non lamentatevi e, possibilmente, non rimpiangetemi. E non cercatemi se avete bisogno perchè, chissà come mai, quando ho eventualmente bisogno io sono tutti impegnati!

venerdì 5 marzo 2010

Nudo alla meta! (...e alla moto?)

Ebbene sì. Oggi, con la tanto attesa rata numero 36, ho finito ufficialmente di pagarmi la macchina!!!
In questo periodo di magra e di spese proprio mi fa comodo non vedere prosciugare (in tempi assurdamente celeri) il mio scarno conto corrente.
Mi sento, per l'appunto, nudo (ovvero con pochi soldi) alla meta.
E ora...?
Sì, sarò alquanto sognatore e anche decisamente irresponsabile ma da tempo mi ero ripromesso che, non appena avessi finito di pagare la macchina, avrei pensato seriamente a comprarmi una moto.
Certo non so ancora guidarla (e l'andare in bici o su uno scooter non è per forza garanzia che ne sappia poi guidare una "seria") e, per iniziare, dovrei logicamente prendermi la patente.
Per cui, salvo ripensamenti, entro breve mi iscriverò alla scuola guida e vedrò quanto mi costerà quest'ennesima passione. Considerando che dovrò fare le guide con la moto della scuola guida probabilmente costerà molto...a meno che qualche pio conoscente non sia tanto pazzo da affidarmi la sua moto per fare un pò di pratica.
Bof...vedrò. Per intanto rimango nudo e visto la giornata assolata ne approfitto per abbronzarmi un pò!

giovedì 4 marzo 2010

Io e il rugby

Sopra una foto (ovviamente di scarsa qualità viste le mie pessime doti fotografiche) dell'incontro tra Italia e Scozia del 27/02/2010 valido per il 6 Nazioni.
Lo ammetto candidamente, non capisco moltissimo del rugby. Conosco vagamente le regole del gioco e non c'ho neanche mai giocato per errore.
Eppure, da qualche anno a questa parte (complice le prime partite tramesse su La7), sono diventato un estimatore di questo sport. E dopo varie indecisioni, questa volta, mi sono organizzato e sono andato a gustarmi una partita dal vivo.
Già attraverso la televisione avevo provato un non so che di particolare nei confronti di questo sport. L'atmosfera che pareva trasudare dagli spalti e dal campo erano (e sono) per me un'attrattiva troppo difficile da ignorare per troppo tempo.
E così, zainetto ini spalla, sono partito alla volta di Roma e poi diretto allo stadio Flaminio.
Già lo stadio mi ha colpito. Raccolto, ospitale, caldo. Non come certi stadi monumentali che, solo per televisione, paiono giganteschi, impersonali.
Poi, altra cosa gradita, il clima. E' stata una giornata oserei dire primaverile. Per gran parte del l'incontro sono stato senza il giubbotto.
E nell'intervallo mi sono anche concesso una birra (certo un pò cara) ma era da fare e stop!

Potrei poi elencare una serie di pregi del rugby che però cerco sempre di comprimere in un'unica parola: rispetto.
Il rispetto non solo nei confronti di uno sport "antico" (nel senso positivo della parola ovviamente), ma rispetto anche per chi lo gioca e rispetto per chi lo osserva. Il rispetto che c'è in campo tra i giocatori che si meneranno pure, ma non s'accapigliano, non fanno scenate, non insultano il pubblico e l'arbitro. Ed il rispetto che c'è tra i tifosi. Ho avuto la fortuna di ritrovarmi, in curva, circondato da tifosi scozzesi e nessuno s'è azzardato manco per errore di incazzarsi con me o menarmi perchè alla fine la nazionale italiana ha vinto.
I tifosi scozzesi applaudivano alle giocate sia della loro nazionale che di quella italiana!!! E alla fine, uno dei miei vicini, mi ha anche stretto la mano!
Cose d'altro mondo? Forse sì, soprattutto se il mondo a cui siamo (tristemente) abituati noi italiani è quello del calcio. Dove si va allo stadio per fare a botte, dove l'avversario in campo è un nemico, dove il tifoso dell'avversario è un idiota che merita solo ceffoni se esulta. Dove ci sono cori offensivi e bestemmie a tutto spiano. Dove girano troppi soldi, dove i calciatori sono visti come degli idoli da emulare quando, molto spesso, sarebbero invece da ignorare.
Tutto questo, per fortuna, nel rugby non c'è e spero non ci sarà mai.