venerdì 27 agosto 2010

L.F.S.


Acronimo di Le Faremo Sapere.
Ma anche no...
Non è il segreto di Pulcinella che stò cercando di cambiare lavoro.
Non è questione di gusti o di piacere, il mio lavoro, quello attualmente svolto, mi piace.
Non mi piace, viceversa, come sono costretto a farlo e a viverlo.
Per questo, e per tanti altri piccoli motivi, ho preso una decisione abbastanza seria in merito.
Durante tutto il periodo vacanziero, ho ritagliato, quasi ogni giorno, almeno un paio d'ore per iscrivermi a svariati siti di ricerca lavoro (Manpower, Stepstone, Monster, e compagnia cantante), ho aggiornato il mio CV, scritto una bella lettera di presentazione e mi sono armato di ottimismo e pazienza.
Le ultime due, come si sa, sono un pò il mio tallone di Achille, e quindi stò già iniziando a perdere colpi, anche perchè, al momento, non c'è stato un solo segnale vagamente incoraggiante e le uniche risposte che ho ricevuto sono state, manco a dirlo, di cortese diniego.
Quindi tutta l'esperienza, i sacrifici, il master, per il momento stanno valendo come il due a bastoni quando la briscola è a denari.
Ok, è un periodo difficile, lo so. Però speravo, credevo, forse sognavo anche. Ed invece devo, ancora una volta, tornare prepotentemente con i piedi per terra, stringere i denti, e tornare a fare un lavoro che mi piace in un posto che non mi piace.
Di nuovo sfruttamenti, di nuovo delusioni, di nuovo false promesse, di nuovo fegato amaro...?
No, stò seriamente pensando di mollare davvero tutto. E' un rischio, lo so. E' un azzardo, alla mia non più giovanissima età. E' una sorta di dichiarazione di guerra al mio stato di vita attuale ed io, a Risiko, perdo facile perchè non sono uno stratega e perchè mi spiace per l'avversario.
Cercherò di stringere almeno per l'intero mese di settembre, mi do un altro mese per vedere come va, se qualcuna delle promesse lanciatemi venisse, casomai, mantenuta, o anche per vedere se qualcuno delle centinaia di CV spediti nell'etere arrivi nelle mani giuste.
Poi vedrò di che morte morire.

sabato 21 agosto 2010

Mc Asciugamans


Nell'ultimo anno ho girato parecchio per l'Italia. Ciò ha comportato, durante i vari spostamenti, il dovermi spesso fermare fuori a dormire in vari alberghi.
Da nord a sud, almeno per la categoria dei 3 stelle (quella che in genere tendo a scegliere nel rispetto di un buon rapporto prezzo/qualità) ho però notato, o meglio, il mio prominente naso ha captato una bislacca particolarità.
Infatti, i vari asciugamani presenti nei vari alberghi avevano tutti lo stesso identico odore: sapevano vagamente di frittura del mc donalds!
Ora, non che la cosa mi abbia mai schifato più di tanto, si sa, una volta ogni tanto un pò di sana (?) cucina da fast food fa bene, ma mi domando e chiedo come ciò possa succedere.
Ovviamente non penso che i suddetti asciugamani siano effettivamente lavati nelle lavanderie dei fast food, probabilmente sarà il tipo di tessuto con cui sono fatti, o anche il detersivo con cui vengono effettivamente lavati.
Però...basta che non sappiano di mc fish che proprio non mi piace...

sabato 14 agosto 2010

sptt chtcrr


Ho sempre avuto un rapporto speciale con la musica.
Purtroppo non ho mai avuto la pazienza e la manualità nel fare musica, nel prendere uno strumento qualsiasi, ed iniziare a suonarlo; unica eccezione, per quel che vale, da piccolo suonavo la batteria di pentole di mia madre, ma non credo possa valere.
Sono però un modesto ascoltatore di musica. Ho dei gusti un pò particolari, che variano a seconda dello stato d'animo e anche dall'avanzare dell'età; in genere, però, ho sempre ascoltato musica rocckettara.
Per ascoltare bene la musica, a patto di non andare sempre a concerti, mi è quindi sempre risultato necessario avere un buon "veicolo" per fare ciò.
Per carità, non sono uno di quei superesperti o fanatici del suono, che spendono e spandono euri a bizzeffe per raggiungere il top nella famigerata "qualità del suono".
Però, fin da piccolo, ho avuto una sorta di adorazione per il classico stereo.
Parlo sia dello stereo in macchina, le primissime versioni, quelle che oltre alla radio avevano, grande innovazione tecnologica per l'epoca, anche il mangianastri.
Ma parlo anche degli stereo da casa, i primi impianti hi-fi, quelli incassati nei classici mobiletti a vetro, e dotati, oltre che di radio e mangianastri, anche della piatra per l'ascolto dei dischi in vinile.
Quello stereo io, per fortuna, a casa ce l'ho ancora. Pochi minuti fa l'ho riesumato da che era in un angolino di una stanza a prendere polvere e a far da portaoggetti per i tanti inutili ninnoli di mia madre.
L'ho ripulito, ho rifatto i vari collegamenti (che, mica come ora, si riducono ad un filo e mezzo. ho dovuto districarmi tra cavetti e fili che pensavo d'aver a che fare con una specie di hydra!) e ne ho data giusta collocazione nel salotto di casa.
Il mangianastri, purtroppo, pare essere andato, ma la radio am/fm funziona ancora che è una meraviglia.
Ma, meraviglia delle meraviglie, funziona anche il giradischi! L'ho provato, prima con un paio di dischi di musica classica di cui era esclusivo fruitore mio padre, poi con qualcuno dei miei.
Parlo, ovviamente, di dischi della mia infanzia dato che tutto lo stereo, scontrino alla mano, è stato acquistato nel lontano 31 ottobre 1987.
E quindi, giù a manetta, ho riascoltato i 45 giri di Goldrake, Jeeg, Daitarn 3 e simili, con un gran sobbalzo del cuore e della mente.
Quelle canzoni sono e rimarranno sempre nella mia mente, ma a riascoltarle con quel suono, quello "sptt chtcrr" un pò sporco della testina che scivola sullo strato di vinile, credetemi, è stato letteralmente fantastico.
Certo la testina è un pò consumata, i dischi impolverati e ogni tanto il tutto saltava, si incantava o aveva dei rallentamenti allucinanti, ma ho visto di peggio.
La testina si cambia ed i dischi si puliscono un minimo, no?
Inoltre, a memoria di mia madre, da qualche parte giù nel box, dovrebbero esserci stipati molti altri dischi in vinile di mio padre. Si parla, quindi, di musica degli anni 60-70-80, chissà che , nella cerca, non mi salti tra le mani qualcosa di particolare?
Appena potrò andrò in esplorazione ^_^

giovedì 12 agosto 2010

Tarantolato


Io sono un tronco.
Quando mi muovo, all'eccezione del camminare, ho movenze fin troppo scattose e nervose, ma con una rigidità esagerata.
I piedi è ben difficile che si articolino con le mani, e le mie quattro prolunghe (cinque contando il naso) diventano, ben presto, armi per nulla innocue per chi mi si trova nei paraggi.
Ieri, per questo, ho rischiato di fare qualche livido alle incaute (e sfortunate) persone che gravitavano nella mia zona di ballo.
Infatti, non previsto nella mia agenda, ieri sera ho assistito ad un concerto di taranta, ed è stato praticamente impossibile stare fermo.
Il bello della taranta, da quello che ho capito, è che ti puoi muovere liberamente piroettando, saltellando, battendo le mani, il tutto senza alcuna regola.
Affrancato da ciò, mi sono cimentato nel ballo, con effetti da non scoprire (qualche immancabile amico era fornito dell'immancabile macchinetta fotografica, ed ho timore di essere stato, ahime, ripreso e fotografato...) ma con un piacevole effetto liberatorio.
Alla fine delle danze, malido di sudore e con il fiatone (ed un leggero giramento di testa a furia di fare pseudo piroette e giri in cerchio), sono riuscito anche a tornare a casa, per fortuna ero a piedi...

domenica 8 agosto 2010

Falò (senza vanità)


Comincio ad avere tempi un pò più lenti di aggiornamento del blog.
Infatti questo post l'avrei voluto scrivere già ieri, ma per un piacevole (una volta tanto!!!) imprevisto, ho avuto la maggiorparte del pomeriggio impegnato, e anche il resto della giornata l'ho passato a fantasticare un pò come mio solito.
Comunque, tolto questo, l'altra sera sono stato ad un falò.
O meglio, in realtà è stata una grigliata sulla spiaggia, e che grigliata!
Premetto che non partecipavo ad una cosa del genere da circa metà della mia vita (quindi almeno una 15ina d'anni fa).
All'epoca, ricordo vagamente, fu decisamente diverso. Ero uno sbarbatello capelloso e brufoloso che partecipò all'evento per il solo scopo di conoscere qualche ragazza! Infatti si mangiò da cani e fu di una palla colossale perchè, manco a pensarlo, le varie girlz si appartarono con altri boyz, lasciando me ed il mio gruppo di amici nerd dell'epoca, a fare castelli di sabbia...

Ma, crescendo, invecchiando, diventando più brutto e più propenso a piaceri nei quali so dare il meglio di me stesso (vedi: mangiare), questo falò invece è stato di tutt'altra lega (non nord).
Potrà sembrarvi forse scontato, forse vagamente e smielatamente romantico, ma accendere e perdere lo sguardo nelle fiamme del piccolo falò è stato fantastico.
La perfezione caotica delle fiamme, il loro colore e calore, è un qualcosa che per me è stato indescrivibile, ancestrale.
Ha portato a tanti pensieri, più o meno profondi, e anche a riflessioni di non diverso spessore.
Complice poi della buona carne e dell'ancor più buon vino, pensieri e parole sono fluiti (o hanno fluito?) con naturalezza.
Io e i pochi, pochissimi presenti (partiti in 5 e finiti in 3) abbiamo condiviso questi stessi pensieri.
Pensieri di cambiamento, di timori, di paure, di confidenze.

Il cielo era terso, sgombro da nuvole e senza luna.
Disteso sulla spiaggia con gli occhi verso il cielo ho contato anche 3 stelle cadenti.
Ho espresso 3 desideri, uno, incredibilmente, s'è avverato...

giovedì 5 agosto 2010

Ekaterina search love!

Ecco, lo sospettavo che, almeno in Italia, io fossi decisamente sprecato per le donne! Quì non mi capiscono, troppo proiettate verso bellezze quali Scamarcio e Bova...
E ieri ne ho avuto la conferma quando, nella mia casella postale, ho trovato la struggente mail di tale Ekaterina.
Ekaterina mi scrive dalla Russia, ha un pò di problemi con la sua famiglia, è in cerca di un lavoro, ha avuto storie difficili con altri uomini che però non l'hanno capita, le piace da morire l'Italia e gli italiani.
Ekaterina mi ha anche mandato una bella foto. E', manco a dirlo, bionda, snella ma non troppo, occhi azzurri, sorriso solare.
Ekaterina, chissà per quale incrocio astrale, ha scelto me. Vorrebbe già una mia foto; che tenera leggerla in quel suo italiano ostentato che sa tanto di traduzione letterale dal russo all'inglese e poi all'italiano.
Ahhhhh...che fortyuna...che joia! Tanto ho sperato e dalla fredda Russia è giunto l'amore (senza James Bond) anche per me.
E quindi...devo già pensare a comprarmi un comodo colbacco? Inizierò a bere esclusivamente vodka? Dovrò prepararmi ad indigestioni di caviale?
Io ci ironizzo, per carità, ma questo genere di mail circola in rete da una vita. Sono, ovviamente, delle bufale belle e buone.
E' uno dei tanti metodi maliziosi per acchiappare all'amo qualche maschietto un pò troppo fesso o zozzo (quindi, almeno potenzialmente, il 99% della platea maschile è coinvolta) per fargli sganciare qualche centinaio di euri.
La tecnica è semplice. La ragazza bella-bona-triste racconta la sua storia, racconta che vorrebbe un uomo, una storia seria, ma non ha i soldi per trasferirsi in Italia.
E quindi, a furia di mail alle quali è allegata sempre una nuova foto (per una legge inversamente proporzionale, ad ogni scatto la scollatura della tipa pare allargarsi), la bella-bona-triste-svestita-furbetta inizia a chiedere piccoli bonifici per le spese correnti promettendo, entro breve, di partire per l'Italia e coronare così il suo sogno d'amore.
Ovviamente, dopo un pò di soldi raccimolati, la bella-bona-tristre-svestita-furbetta-stronza, sparisce nel nulla, e buona notte tovarisch!

martedì 3 agosto 2010

Chiedo scusa


Come al solito, non passa tempo, che ne devo combinare qualcuna davvero sporca.
Le scuse, doverose, vanno a divere persone, una in particolare in questo caso. Una persona che ho mal giudicato, che ho creduto frivola come tante (troppe) ne incrocio. Ed invece, questa persona, aveva, ed ha, alle spalle, una situazione non facile di cui, ovviamente, non tratterò nè ora nè mai in un blog.
Mi sono ritrovato, quindi, a dover chiedere scusa e a sperare (per questo non ho ancora avuto conferme) di poter ricucire lo strappo venuto dalle mie solite e, ahimè, ben note rasoiate.
Ho notato che, tra i mille difetti che ho, non riesco a chiedere scusa.
La chiedo, spessissimo, per cavolate. Urtare qualcuno per errore, a chi non è capitato: lì chiedo scusa a priori, fossi stato anche letteralmente investito e non fosse quindi colpa mia.
Ho notato che mi viene facile chiedere scusa a chi non conosco, come se forse dovessi fare una classica "buona impressione". E allora giù profusioni di "scusa" "per cortesia" "mi spiace" e via dicendo.
Quando prendo (o mi prendo) un minimo di confidenza, le scuse spariscono.
E' come se diventassi sicuro della mia assoluta correttezza. Quello che faccio io è giusto! E c'è poco da fare. Se l'altro vede o sente come un'offesa la mia azione, fatti suoi. Avrà torto anche se i fatti, talvolta inconfutabili, gli danno ragione.
Sbiello facilmente per cose di questo genere e, chi mi conosce poco, potrà leggere queste righe come effetto di una battuta di capo a qualche spigolo quì nelle vicinanze.
Ma non è così. Sembro tanto gentile e carino ma, nell'intimità, nella confidenza, sono più rude di quanto sia lecito aspettarsi.
Forse per questo, anzi, certamente anche per questo ho difficoltà a relazionarmi con il prossimo a meno che, quest'ultimo, non sia una persona estremamente paziente, che mi vuole bene e che sa, che in fondo in fondo, dopo le parole, dopo la convinzione di essere una specie di profeta moralizzatore della cippa, riesco a fare un passo indietro.
Ma, mi domando, fin quando troverò persone disposte ad accettare questi miei scatti?
In una realtà quotidiana dove sempre più persone hanno sempre meno tempo da dedicare agli altri, quanti ancora avranno la pazienza di perdonarmi?