mercoledì 29 settembre 2010

E se...?

E se davvero fossi accoppiato, avessi una partner, come sarebbe?
Visto il proliferare di fidanzamenti e matrimoni tra le mie conoscenze (virtuali e reali), mi sento sempre più Ultimo dei Mohicani.
Molti, per primi parenti ed amici più stretti, mi fanno sempre con più insistenza la domanda: "Aò, Pierpà, ma quando ti trovi una ragazza?".

La cosa, lì per lì, mi spiazza sempre alquanto.
Penso, quasi subito dopo, la frase di una canzone dei Bluvertigo che cita: "E' bello l'amore, ma una ragazza può solo aumentare il mio mal di testa".
Penso poi che, con il mal di testa, già ci convivo per altri motivi, e penso anche che con delle pillole il mal di testa si può attenuare.

Quindi, come è facile immaginare, boffo, faccio una delle mie innumerevoli espressioni buffe e pensierose al contempo, e porto l'argomento su altri lidi.
Quando poi mi riportano di forza al lido di partenza, ebbè, ho da fare i conti con la realtà. Realtà che poi si fonde immediatamente con la fantasia, facendomi immaginare il come sarebbe avere una ragazza.
Non ho una ragazza da...uhm...quasi due olimpiadi. Questo è male perchè, al mio contrario, le ragazze si sono evolute. Quelle della mia età hanno affinato le loro unghie, quelle più giovani sono già venute su parecchio toste, pure troppo...
Tralasciando discorsi intimi, ed evitando facili battute da osteria, con una ragazza, che ci dovrei fare?

Per esempio, vale ancora la serata in casa a guardare la TV? E se sì, che programmi guardare? Io aborro letteralmente le fiction, i serial tedeschi, le trasmissioni della Clerici, Buona Domenica, Domenica In, reality vari e pure alcuni TG. Alla fin fine il 90% della spazzatura che mandano in onda non è di mio gradimento!
Può ritenersi quindi romantica e portatrice di coccole una serata passata a vedere, chessò, Super Quark o Voyager?
Non ho alcun tipo di Pay TV, quindi nulla del genere...
Allora? Un DVD? Io vedo solo cartoni di robot, film di mostrini, di fantascienza, dove ci sono parecchie mazzate ed effetti speciali a morire!
Uhm...direi che l'apparecchio televisivo è quindi da bandire nella maggiorparte dei casi.

Quindi? Serata in pizzeria?
Ok, quì forse me la cavo. In genere sono onnivoro, mangio e assaggio di tutto, potrei pure, una volta ogni semestre, andare a mangiare in quei locali dove fanno cucine macrobiotiche, esobitoche, ecocompatibili e menate varie.
Ma, in una settimana, quante volte potrei permettermelo? E non parlo solo dell'impatto sul mio già martoriato portafogli. Alla lunga, credo, annoierebbe. Che sia pizzeria, ristorante cinese, bettola "dar purciaro", dopo un pò cala il latte dalle ginocchia.

Uhmmm...shopping? O meglio, vetrining (ovvero quello che indico io come girare a zonzo osservando le vetrine senza comprare nulla)?
Beh, anche quì sono mediamente attrezzato. Anni di pratica con mia madre sono serviti allo scopo.
Credo di riuscire a sopportare almeno un 3 ore di fila senza colpoferire. Di riuscire a trasportare, al caso, almeno 3 buste per mano. Non chiedetemi di sorridere, per carità, magari qualche sbuffo ogni tanto mi scapperà.

Serate/eventi vari in compagnia di altre coppie?
Oddei...quì credo di essere proprio a zero. Sia come esperienza che come socialità estrinseca all'evento. Tutto dipende, certo, dalla compagnia. Potrei trovarmi a mio agio e passare bene la serata come, invece, potrei avere sulle balle lei/lui/loro e dover quindi fare il classico buon viso a cattivo gioco.

Quindi?
La soluzione è forse una ragazza part-time, che implichi, almeno all'inizio, attenzioni per non oltre 2 giorni a settimana (quello della pizzeria e quello dello shopping/vetrining) e che, negli altri 5, non mi cornifichi
Utopia!

domenica 26 settembre 2010

giovedì 23 settembre 2010

Funeral party


Mi ha sempre incuriosito, tramite i vari serial americani trasmessi in TV, il fatto che dopo i funerali ci si riunisca a casa del defunto e si faccia festa.
Che si beva e mangi al suo ricordo insomma.
La trovo una cosa davvero simpatica, di certo 1.000 volte meglio dello strazio (e forse falso) piagnisteo dei nerovestiti parenti-amici-conoscenti in chiesa e appresso alla procesione.

Allo stato delle cose, visto che per la mia nascita non ho potuto organizzare l'evento, magari per il trapasso sono in tempo per gestire e immaginare la cosa.
Per cui, sì al party in casa. Con varie tartine o assaggi dei piatti che più mi piacciono, anche qualcosa di esotico non sarebbe male.
Un pò di colore in casa, non mi aspetto festoni appesi con su scritto "Pierpaolo ci mancherai" o palloncini colorati con dedica "Sono i migliori che se ne vanno e tu sei rimasto pure troppo", ma non voglio certo tende e drappi neri.
Il nero, per quanto mi piaccia, lo vorrei bandito, almeno come total look negli invitati (a meno che non ci sia nel mezzo qualche metallaro-rocckettaro, e allora lo accetto di buon grado).
Non chiamatemi però maschilista o materialista, ma qualche ragazzotta in abiti succinti che si dispiace, fintamente, per me, non dovrà mancare.

Non c'è funerale, ovviamente, senza cerimonia.
Non potrò esimermi dal classico sermone in chiesa, ma all'uscita dalla stessa, anzichè essere caricato immediatamente sull'auto mortuaria, non mi spicerebbe un passaggio, chessò, sotto due file di tizi vestiti un pò fantasy un pò jedi un pò trekkers che, con sciabole, spade laser e phaser vari, mi riservino l'estremo saluto.

La colonna sonora. Non vorrò nulla di struggente, non voglio alcuna marcia funebre, non vorrei neanche la banda.
Un bel gruppetto rock che suoni però in acustica qualcosa di orecchiabile, sarebbe di molto meglio.
Salvo il gran finale, con qualcosa di tosto e memorabile, con una classica Highway to hell degli AC/DC, o anche qualche pezzo degli amatissimi Pearl Jam o Alice in chains.

E anche la tumulazione. Niente cappella. Se fosse possibile la cremazione con conseguente dispersione delle mie ceneri da un'altura, al di sopra di una qualche vallata o, in alternativa, la sepoltura, ma nella viva terra. Niente loculi.

E, se tomba dovrà essere, qualcosa di economico, chissà se all'IKEA, nel frattempo, venderanno anche delle casse da morto facilmente montabili.


lunedì 20 settembre 2010

Tre volte all'IKEA per me, posson bastare


Una l'ho fatta perchè ero fidanzato provetto.
La mia ex mi ci portò con l'inganno (occhi dolci, moine, coccole varie). Il risultato fu che comprammo una cassettiere piccola e comoda da vedersi montata; assurdamente pesante da portarsi dietro nel suo "comodo" scatolone.
Sprovvisto di macchina, sprovvisto, già all'epoca, di muscoli, provvisto solo di pazienza e aMMMore, mi trasportai il tremebondo scatolone. E solo un carrello della spesa, abbandonato casualmente nei pressi della fermata del bus, mi evitò l'uscita di una mezza dozzina di ernie!

Una l'ho fatta per curiosità. Purtroppo il difetto non ce l'hanno sole le femmine o i gatti.
Ma sopravvissi alquanto indenne. C'andai con mia madre che, invero, non aveva mai visto assieme cotanta proliferazione di mobili e ninnoli vari.
Rimase scossa, ricordo ancora, e l'effetto novità in lei fece da freno. Non comprò nulla, cosine semplici, piccole, leggere. Entrarono tutte in una busta di carta che portai, con il sorriso in bocca, per tutto il tempo. Mai fardello fu puì gioioso da trasportare.

Una (spero l'ultima, ma non ci credo assoltuamente) l'ho fatta ieri.
La mamma è cresciuta, ha nuovi e potenti anticorpi contro l'effetto novità dell'IKEA.
E' mamma, e come tale, con uno sguardo, un sospiro e qualche parola di circostanza - "Ehhh, non mi porti mai da nessuna parte..." - mi ingabbia.
Non l'ha fermata la ressa, non l'ha fermata il caldo, non l'ha fermata neanche la contigua presenza del mio nipotino (con annessi padre, madre e passeggino della grandezza di un SUV!).
6, SEI, SIX, 5+1, ore passate a girare per l'IKEA.

All'ora di pranzo, per prendere possesso di un tavolo ho dovuto richiamare alla mente tutte le tecniche di Hokuto, Nanto e Cento!
Il tutto per una buona insalata mista (non sono e non voglio fare il modello, ma se su sei cene, cinque le impieghi mangiando fritture, anche il mio fegato decide di andare in Jamaica), un panzerotto semicongelato, e uno spicchio di torta dall'aspetto invitante ma del cui gusto non vi posso dire da che, madre, fratello e cognata, se la papparono in un barbatrucco...
Per girare nell'immenso spazio stipato quasi all'inverosimile, care mi sono stati gli insegnamenti di Ambrogio Fogar e Mc Giver! Credo di essere passato almeno una 15ina di volte dal VIA senza ritirare le 20.000 Lire.
Scioccamente seguivo le indicazioni ===> Casse/Uscita.
Era, ovviamente, un modo per farti girare in tondo per reparti e scaffali assolutamente assurdi.
Proprio vero: il modo più veloce per collegare due punti è la retta.
In Svezia, a quanto pare, il modo più veloce è qualcosa dal nome assurdo, che in italiano suonerebbe "Gioco dell'oca".

Spese fatte:
- una lampada per la mia stanza;
- una mensola per i tanti libri che non so più dove mettere;
- un mobile per la cucina (che letto così pare una cazzata, ma smontato e inscatolato pesa(va) quanto Platinette.

N.B. I miei zebedei, per fortuna, non si sono staccati. Ma se fosse successo, con le dovute istruzioni, avrei potuto rimontarli.


giovedì 16 settembre 2010

S.S.S.

Salute
Soldi
Sesso


Della prima, sinceramente, non posso lamentarmi. Si dice, quando non si ha, che la salute è importante, fondamento per ogni cosa.
Per vivere al meglio o per sopportare, sempre al meglio, le sventure e le difficoltà.
Sinceramente la trovo un'affermazione vera. Nel paradigma delle 3 S è forse la più S importante. Quella, la cui mancanza, non permette di godersi le altre due S.
Della seconda ho poco.
Quello per vivere dignitosamente? Neanche. Se non avessi alle spalle ancora "mammà" starei con le pezze al culo. Se mio padre, con il suo sudore, prima di andarsene, non ci avesse lasciato una casa sarebbe anche peggio.
Con laurea, master, una discreta intelligenza, una certa propensione al sacrificio, non mi smuovo di un millimetro dalla mia attuale situazione economica.
A 4 lire stavo, a 4 lire rimango.
Gioco ad un tavolo dove non posso vincere, dove le regole le conosco ma non le capisco e non le applico.
Sono destinato a perdere. O cambio gioco o cambio tavolo. Cambiare le regole? Una emerita cazzata! E' più probabile che mi caschi in testa un pianoforte.
Della terza, non ho nulla.
Premetto. Sesso è inteso in senso lato. Non solo sesso carnale, fisico (che manca uguale), ma sesso inteso come "rapporto con l'altro sesso".
Qualcuno lo chiama ancora Amore. A volte lo chiamo così anche io. Sono un povero romantico, un maschio anomalo. Sguardo truce, accigliato, ma occhi troppo buoni. Forse la mancanza della figura di mio padre mi ha fatto mancare anche quello sguardo più "truce" nei confronti delle donne.
Troppo accondiscendente, troppo galante, troppo gentile, troppo rispettoso. Anche quì, il tavolo a cui gioco ha regole a me sconosciute. Ma non ho intenzione di alzarmi. Rimango, gioco le mie carte e, almeno per adesso, perdo.
D'altronde ho perso anni dietro a chimere...che poi si sono dimostrate arpie. Dietro a persone che non meritavano minimamente la mia attenzione, minimamente il mio affetto, minimamente le mie rabbie.
Un trepiede è già improbabile che si mantenga su due piedi, figuarsi solo su uno.
Infatti non regge.
Non reggo io, non regge la mia autostima, non regge la mia calma.
Passo, giustamente, per essere quello a cui scattano spesso i cinque minuti. Quello che è bravo fare terra bruciata, che punta i piedi quando le cose non vanno bene.
E, di grazia, domando, quali cose mi andrebbero bene?
Alzarmi la mattina e avere la forza di tirare avanti...per vivere giornate sempre equivale a sprecare la mia Salute.
Andare a lavorare, ricevere continue delusioni, vedere ingrassare chi è già grasso, equivale a non guadagnare Soldi.
Donare attenzioni, corteggiare, desiderare persone sbagliate, persone inutili, non equivale ad avere Sesso.

mercoledì 15 settembre 2010

Se cancellando


Se cancellando numeri di telefono, indirizzi di posta elettronica, profili di facebook, riuscissi anche a cancellare i pensieri, i ricordi, le sensazioni, le promesse e le illusioni, sarei di certo un uomo più sereno, più deciso.
Basterebbe essere solo un pò più distratto, un pò più menefreghista, un pò più superficiale.

Purtroppo ho una buona memoria...

lunedì 13 settembre 2010

Dal barbiere


Sabato, all'indomani del mio 34° compleanno, ho deciso di "regalarmi" una seduta dal barbiere.
Avevo già in mente, da un pò di tempo, di cambiare taglio. O meglio, di cambiare la famigerata sfumatura da che, a livello di numero, i miei capelli sono sempre meno.
Per cui, in poco meno di mezzora, mi sono fatto tosare in maniera molto corta; il risultato, non consigliabile a palati fini, non lo renderò pubblico.
Il fatto però non è questo.
Infatti quello che mi ha colpito (e mi colpisce ogni volta) dal barbiere, da qualunque barbiere (almeno del centro-sud Italia), è la stessa identica fauna che gravita all'interno del salone (per i più new-wave) o bottega (per i più old-school).
Nelle 3 ore e passa di attesa ne ho viste e sentite delle più disparate.

C'era il c.d. caciarone, quello che non sa stare zitto per 3 secondi di fila, neanche per riprendere fiato, che parla, parla, parla di tutto, di tutti e, soprattutto, urla; urla anche se sta a mezzo metro dall'interlocutore, urla tanto da coprire il sottofondo musicale, urla tanto da far venire il mal di testa e, quando finalmente se ne va (dopo almeno un paio di finte degne del miglior Maradona), fa ricordare di accendere un cero il prima possibile.

C'era poi lo sportmaniaco, sottospecie del calciofilo, quello che non spiccica parola se non quando si parla di sport o, nella sottospecie, di calcio. Quello che sa a memoria tutti i giocatori di tutte le squadre dall'anno calcistico 1970 ad oggi. Quello che commenta sugli schemi, sulle rose, sulle panchine, sugli ingaggi. Il classico tipo che alla domanda: "Ciao, come stai?" risponde "Peggio di Ibraimovic!".

C'era poi il lascivo, quello un pò zozzo che ha anche l'aria da zozzo, che è un continuo proliferare di doppi sensi e battutacce varie e che osserva le tristi riviste a disposizione solo per inquadrare tette e culi delle modelle o starlette varie, quello che al passaggio di ogni femmina in carne ed ossa al di là della vetrata, annuisce e sentenzia mimando prese per seni: "Come me la farei quella!".

C'era anche ò professore, quello un pò snob, con gli occhialetti, intento a leggere per il 99% dell'attesa ma visibilmente costernato dalla qualità delle letture messe a sua disposizione: Oggi, OK, Chi, Quattroruote (numero di settembre...ma 2009), acerrimo nemico del lascivo.

C'era poi il mobile, all'inglese, ovvero quello che riceve ed invia almeno 200 sms, che riceve telefonate, che fa telefonate, che forse finge anche di telefonare e parlare. Quello che, durante il passaggio del rasoio, rischia forte di farsi tranciare un orecchio di netto perchè c'ha la vibrazione inserita.

E poi c'era l'indeciso, quello che entra convinto di cambiar taglio, che chiede consiglio al barbiere sul come starebbe coi capelli in quella maniera piuttosto che in quell'altra. Che prova addirittura a visionare dei nuovi tagli su qualche depliant o, addirittura, su qualche foto intravista nei giornali di cui sopra (arrecando ulteriore sdegno ne ò professore) ma che poi, alla fine, inesorabilmente opta per una "riga a destra".

E via discorrendo, c'era il furbo, quello che prova a passarti avanti anche se è palesemente arrivato dopo di te, c'è il peluria, quello che, parente del furbo, vuole passarti avanti solo perchè deve farsi rasare solo la peluria dietro il collo, e c'ero infine io, il che è tutto dire.

mercoledì 8 settembre 2010

Fisso


Promozione
Nuovo lavoro
Matrimonio
Concepimento figlio
Nascita figlio
Fidanzamento
Taglio nuovo di capelli
Acquisto immobile
Prima volta fare l'amore
Vacanza all'estero
Persone "attorno" a me stanno vivendo o hanno vissuto gli eventi sopra riportati.
La sensazione che il mondo giri indipendentemente dai miei scazzi è più palese del normale.
Il mondo gira, troppo veloce per me, ed io mi sento proprio come un chiodo e pure arrugginito.

lunedì 6 settembre 2010

Eri così carino

Il gioco volge al termine
Punta sul nero
Punta sul rosso
Punta di pù
Il gioco è fatto
La posta sei tu
Letteralmente.
Non capisco sinceramente cosa si possa trovare nel giocare e buttar soldi nel poker on-line.
Non c'è banner su internet, non c'è inserzione su giornale, non c'è pubblicità in TV che non faccia continuamente menzione alla cosa.
Sul digitale terrestre, quello in chiaro, ho contato almeno 3 canali tematici sul poker; non so quanti ce ne possano essere sulle piattaforme a pagamento tipo Sky.
Benchè io sia un pessimo giocatore di carte in assoluto, (non conosco neanche i punti della Scopa, mi fermo a Carte a Lungo e Denari, il resto è puro mistero al pari della storia dei Templari), apprezzo il "rischio" del poker.
L'idea che un "punto" possa entrare in mano, idea che sta nel mezzo tra una scienza matematica e statistica e la mera botta di fortuna, ammetto che è affascinante.
Come in molte cose, penso, che le passioni in genere siano positive quando non portate all'eccesso.
Riunirsi per giocare a carte con amici e parenti durante le classiche feste natalizie o di fine anno non fanno specie.
Piazzarsi ogni sacrosanto giorno davanti un pc, giocando soldi e soldi con altri sconosciuti, non la vedo una cosa intelligente.
Non trovo intelligente neanche immaginarsi "pokeristi" di professione. Tempo fa vidi un servizio, stranamente intelligente, su MTv. Faceva vedere come dei perfetti perditempo avessero sbancato il lunario giocando a poker. Prima sui siti di poker online, poi, dal vivo in tornei in giro per mezzo mondo.
Perfetti idioti, capaci di mettere a stento due parole di seguito, che però avevano, parole loro, "il dono" di saper giocare a poker. Guidavano macchinoni, indossavano capi firmati, ma avevano a stento un diploma preso con la scuola Radio Elettra.
Nella mia personale hit-parade degli idioti patentati che fanno soldi a palanche, da quel giorno, i pokeristi se la stanno combattendo quasi ad armi pari con i calciatori.
I pokeristi però, a vedersi, sono molto più ridicoli. Corredati da occhiali da sole, bandane, cappelli, cuffie, cappucci, mantelli, monili e feticci vari porta fortuna.
Ridicoli quando giocano il famigerato "all-in", dove si alzano, siedono, pregano, sbraitano, sorridono, piangono, toccano, grattano e spulciano pure.
Ridicoli perchè pensano di dominare il caso, il caos, il fato e il destino.
Ridicoli perchè si pensano dei geni della statistica.
Ridicoli perchè si fanno attrarre, come degli allocchi, dalle insegne luminose.
"Gioca con Totti" (che dubito pure, sappia le regole del gioco)
"Fai il torneo con i vip di Italia Uno" (ahhh, annamo bene! [cit. Sora Lella])

venerdì 3 settembre 2010

Il perchè di un post

Cosa porta l'ispirazione di un post?
Ognuno ha i suoi meccanismi, le sue chimiche e fisiche che fanno scattare l'ingranaggio che avvia la vena scrittrice.
Io, per conto mio, scrivo quando mi va, di ciò che mi capita, che mi circonda, che sento, ascolto, annuso, osservo.
A volte però scrivo senza motivazioni apparenti, come ora. Scrivo per la voglia di scrivere, per la voglia di dare sfogo a pensieri vuoti e futili o colmi e utili.
Scrivo per lasciare traccia di me.
Penso che, tra 15 anni, questo blog quasi certamente non esisterà. Forse non esisterò neanche io. Forse c'avranno invaso gli alieni o saranno tornati a dominarci i dinosauri. Sono tutte prospettive con uno stesso indice di probabilità.
O, magari, mi immagino i Piero ed Alberto Angela del futuro che, connettendosi a caso nella versione futurista di Super Quark 2035, nella puntata dedicata al fenomeno "internet" si potranno trovare ad esaminare il mio blog e i vari post scritti su di esso.

Chissà cosa direbbero?
Cercherebbero di analizzare il mio stato d'animo?

"Ed ecco un esempio di arcaica forma di comunicazione in voga nei primi anni del millennio."

Già me li sento ad indicare il logo, il bof... (spiegandone il significato), lo scimmione, la mia faccia accigliata e nerboruta.

Traccia di me.
Non avendo figli, e credendo che ormai non ne avrò più, devo pur fare qualcosa che testimoni il mio passaggio su questa palla di fango rappreso che sta sospesa nel nulla.
E l'essere conosciuto, ai posteri, per quello che boffava...bof...è già qualcosa.

mercoledì 1 settembre 2010

Impressioni di Settembre


E' vero, Settembre è un mese di cambiamento. Quasi come Dicembre.
A Settembre si ha ancora l'eco del passaggio dell'estate, si ha ancora il calore del sole sulla pelle, la luce dei tramonti alle nove di sera, ma è anche un mese di abbandoni e di riprese.
E' un mese un pò uggioso, con le prime pioggie, le prime giornate fresche, è un mese malinconico di Leopardiana natura.
Non a caso è il mese in cui sono nato. E' un mese che mi rispecchia molto sotto questo punto di vista.
Ho passato delle piacevoli giornate nelle settimane passate, complici le presenze degli amici e lo spirito di libertà mentale che mi sono autoimposto; niente pensieri, niente preoccupazioni, niente riflessioni.
C'ho provato, non ci sono sempre riuscito, ma almeno è bastato.
Oggi, però, chiudo tutto metaforicamente alle spalle; è come se chiudessi le ante di un armadio (non dissimile da quello di Narnia) perchè si cambia stagione, si cambia testa.
Ora, più che in passato, ho decisioni da prendere, strategie da seguire e faccende passate da archiviare definitivamente.
Ho necessità di risposte, non ho più voglia di darmene io di mie o, peggio, di non sentirmene dare per nulla.
E' una specie di Aut Aut come mi ha fatto notare qualcuno, ma è necessario.
Settembre è appena iniziato, tra non molti giorni compirò il mio 34esimo compleanno (numero pari, e non mi garba) ma è solo un dato numerico.
Il cambiamento, quando avverrà, non sarà di certo solo anagrafico.
Però stò maturando sempre più una strana, forse insana (almeno dal mio attuale punto di vista) consapevolezza: quando cambierò in pochi saranno degnati della mia attenzione.
I più, probabilmente, si mangeranno le mani per non aver creduto in me, per non avermi aspettato, rispettato e aiutato.