lunedì 28 febbraio 2011

Fuori mercato

 
Ieri, facendo una passeggiata sul lungomare, incontro casualmente un conoscente.
Ha la mia stessa età, abbiamo gusti, tutto sommato, simili; decidiamo di fare quattro passi assieme e, conseguentemente, di fare un po' di sana chiacchiera.
Parliamo del più, del meno, del per e del diviso.
Di tutto, una sua frase mi coglie impreparato: "Più leggo, più apprendo, più incremento in qualche maniera la mia cultura e più mi distacco da questo posto..."
Lo osservo sbigottito, il mio cervello registra l'informazione e la cosa migliore che riesco a fare è quella di annuire malinconicamente.
E' vero! Nella realtà in cui vivo, in cui le poche menti pensanti (e/o furbe) scappano appena possono, io e questo mio conoscente siamo una razza decisamente in via d'estinzione; un articolo ormai fuori produzione, fuori mercato.
Non penso di essere nulla di eccezionale e neanche di essere uno che si sente il migliore sulla faccia della Terra o che fa la cacca dorata e profumata. Eppure avverto la diffidenza che creo nelle persone che per lo più mi circondano.
Una cultura che ha le sue fondamenta sull'apparire e sul possedere. Una cultura che valuta una persona per la cilindrata ed il modello di macchina o per quanto riesci a "pompare" in palestra, non penso sia definibile neanche cultura.
Un posto dove la massima aspirazione delle ragazze è fare, quando va bene, l'estetista o la commessa (mestieri rispettabilissimi, per carità) se non fare le casalinghe/mamme dell'uomo macchinato e pompato di cui sopra.
Un posto dove se ti approci ad una ragazza con un biglietto "romantico" anzichè con un'occhiata intensa ed un "ohanmèh, ci sì bbona!" sei preso per un pirla.
Un posto dove non c'è cultura, non c'è un cinema, un teatro, una associazione culturale o una struttura sportiva polivalente (che non proponga solo calcio o calcetto, per intenderci).
Tutto questo fa parte del "mercato" che mi circonda. Mercato fisico, mentale, quotidiano. Un mercato in cui non mi ritrovo proprio e dove, mio malgrado, sono costretto a vivere.
Devo, pertanto, smettere di leggere perchè mi apre troppo la mente; devo vedere in TV l'Isola, il GF, Amici, Uomini & Donne, Pomeriggio sul Due, Giletti, Papi e Signorini!
Deve smettere di correre all'aria aperta solo per vedere il panorama e respirare aria pulita, e devo chiudermi in una palestra a farmi il fisico!
Devo smettere di conoscere persone e modi di pensare troppo diversi da quelli del mio mercato, perchè altrimenti mi vengono strane idee in testa; mi confronto e, forse, per un attimo, penso di essere destinato a qualcosa in più!
Devo smettere di cercare una ragazza normale, che veda i miei pochi pregi ed i miei tanti difetti, che sia attratta dal mio carattere e dal mio modo di fare, e non dalla marca di scarpe che indosso o dalla circonferenza del mio bicipite!
Devo essere...ciò che non sono...

venerdì 18 febbraio 2011

A me gli occhi...




Qualche persona falsa soleva dirmi "Che begli occhi hai Pier".
Non c'ho mai creduto, i miei occhi non sono belli, sono sporgenti e di un comunissimo color nocciola.
Nonostante tutto, però, svolgono abbastanza a dovere il loro compito. Non ho una vista alla Occhio di Falco, ma me la cavo abbastanza.
Gli occhi, scoperta dell'acqua fredda, servono per vedere. Per osservare. E' un'azione naturale e poco c'è da commentare.
Diverso è il caso in cui il soggetto osservato è un essere umano, specialmente se donna.
L'osservata, in questo caso, ha diverse reazioni.
Se l'osservata è una tipa schiva, in genere, abbassa lo sguardo e tira avanti.
C'è invece quella che regge lo sguardo, che lo ricambia, analizza, e passa avanti.
C'è poi quella che non è schiva e non ricambia lo sguardo se non per una frazione di secondo. Si tratta, in genere, di quelle che si sentono, a torto o ragione, un po' fiche.
Quelle che ti guardano, neanche, ti squadrano, ti scrutano e non ti ritengono quasi mai degni della loro nota.
Non ho controllo totale dei miei occhi; purtroppo sono ancora attratto dalla bellezza (o quella che ritengo io sia bellezza), ma mi incazzo sempre quando queste presunte "belle" fanno le snob e pensano, con evidente convinzione, di avercela solo loro! (la bellezza...)
Per questo...dovrei procurarmi un paraocchi.


domenica 13 febbraio 2011

Al lupo all'uopo


E' consuetudine mia, di me stesso medesimo, considerarmi un bonaccione.
E' consuetudine, degli altri, medesimi di loro stessi, riconoscere questa mia bonaccioneria, intenderla come mia presunta (talvota acclarata) fessacchioneria ed approfittaresene.
Mi considero scarso in pazienza, e se è vero che ogni limite ha una pazienza, in un determinato caso specificifo il limite è stato superato, abbondantemente.
In virtù di questo, la soglia di bonaccioneria s'è abbassata considerevolmente, almeno in questo caso. Pertanto, non riconosco più il vero dal presunto e non apprezzo o giustifico più tante motivazioni (o scuse) a me snocciolate con troppa abbondanza.
Pertanto, male o non male, non ascolto più certi richiami.
A gridare troppe volte al lupo al lupo, si sa, il cacciatore poi si stanca ad accorrere.
In bocca al lupo, letteralmente.


mercoledì 2 febbraio 2011

Facile e veloce...come comprare da una televendita

Da un po' latito su questo mio angolo di vita e virtualità.
Se qualcuno s'è preoccupato, tranquilli, non sono migrato all'estero (peccato) e non ho cambiato neanche taglio di capelli.
Semplicemente l'immediatezza di canali quali l'amato odiato facebook, ha attratto anche me.
Ed è un vero peccato. Un peccato perchè tanti pensieri, che in passato cercavo di tradurre quì in parole, ora sono sostituiti da più immediati "mi piace", da link vari, da foto, da commenti istantanei...
Quì, invece, ci vuole un po' d'olio di gomito. Ci vuole un attimo di predisposizione per scrivere qualcosa che non sia un monosillabo.
Non è una critica verso il mezzo facebook, non demonizzo nessuno, nè chi lo usa troppo nè chi lo usa troppo poco. Ognuno, alla fine, fa quello che sente.
Ed oggi, ora, mi sentivo di tornare a scrivere quì sul mio blog che, un po' come il primo amore, non si scorda mai.
E' stato quì che ho mosso i primi passi "social". Il resto, l'attuale, proviene tutto da bof...ed è un bel dire ^_^