mercoledì 23 marzo 2011

Esimia testa di...


Quiz? No! Anzi, mi sembra decisamente scemo!
Ponte? Manco quello sullo stretto di Messina!
Legno? Sbagliato! L'unico era Pinocchio.
Cazzo? Ecco, proprio quello!

E allora, tu, esimia testa di (opzione 4), che ti reputi professionista.
Tu, esimia testa di (opzione 4), che ti reputi gentile e rispettoso.
Tu, esimia testa di (opzione 4), che ti fai tanto per i "giovani" (cit. avessi avuto io, all'inizio, una persona gentile come me a darmi una mano!).
Tu, esimia testa di (opzione 4) che mi dai la tua parola (di uomo, o presunto tale) e poi, con il sorriso in faccia (e l'occhio vagamente strabico) te la rimangi!
Tu, esimia testa di (opzione 4) che solo grazie alla mia eccessiva  educazione non ti sei ritrovato uno sputacchio tipo Lama dritto tra gli occhi.

Tu, esimia testa di (opzione 4) Spero ti caschino le palle! (chissà da dove data la tua mitologica conformazione metà essere umano-meta organo riproduttivo maschile)


mercoledì 16 marzo 2011

Coraggio: fatti ammazzare!




Coraggio. Questa parola me la sto' autoripetendo come una litania da settimane, forse mesi.
Come una specie di mantra, di rito sabbatico che ormai sembra giunto quasi ad una sterile masturbazione.
Coraggio non solo nel cambiare; coraggio anche nel provare a camminare con le mie sole gambe e nelle mie sole scarpe.
Il coraggio è però anche un'illusione. Vorrei non dipendere da nessuno. Che sia parente, amico, datore di lavoro, cliente, perfino amore.
Penso che non sia umanamente possibile. Si è sempre dipendenti da qualcosa o qualcuno. Ci vuole coraggio anche ad ammetterlo, forse.
L'anno passato, verso maggio, ci fu qui da me la ridicola festa patronale. Sì, quelle solite feste di paese, piene di chioschi che vendono panini e patatine fritte che stenderebbero anche Godzilla. Sì, quelle solite feste infestate di bancarelle di stranieri: polacchi, marocchini, cinesi.
In una di queste bancarelle c'era un tipo più pittoresco del solito. Uno di quelli che si pensa di essere uno degli ultimi Incas rimasti in vita. Bardato con una ridicola armatura durata e con un pennacchio rosso in testa.
Codesto figuro mitologico, a suo modo, vendeva dei braccialetti. Sì, quei bracciali di tessuto intrecciati alle peggio. "3 x 2 euri". I bracciali erano di vari colori e ognuno rappresentava qualcosa: amore, salute, soldi, erezioni a comando, ec...
Io ne presi uno. Presi quello del "Coraggio". Lo indosso ancora, sta resistendo più del dovuto. E' sfilacciato, rischio di perderlo da un giorno all'altro. Ma ancora resiste.
Forse...forse...forse...il bracciale, a suo modo, mi sta insegnando il coraggio.
Il coraggio di non mollare, il coraggio di credere in me nonostante le avversità. Il coraggio di accettare ciò che succede a testa alta. Il coraggio di ingoiare il solito immancabile ed immarcescibile rospo.
Allora coraggio! Avanti il prossimo rospo, dunque! E magari prima lo lecco un po'. Dicono che alcune specie "aprano la mente".

lunedì 7 marzo 2011

NO!


Non so cosa scriverò in questo post!
Un misto di non sense ed incazzamento vario...? Non saprei.
Probabilmente, anzi sicuramente, è uno sfogo!
Uno dei tanti, l'ennesimo che scrivo su questo cappero di blog. L'ennesimo inascoltato, che se anche letto, condiviso, con attestazioni varie e pacche sulle spalle, non risolleverà di un'emerita cippa il mio morale.
Sono dannatamente stufo di tutto ciò che mi circonda. Delle persone che mi circondano (per lo più false ed iporcite, per lo meno anche ignoranti e presuntuose).
Sono stufo di gente incapace che mi supera professionalmente. Di gente tamarra e ignorante che mi supera negli affetti. Sono stufo di tutta una marea indescrivibile di teste di cazzo che a vario titolo pare si diverta a mettersi sulla mia strada e a legarsi come una schifosa zavorra.
Gente che si compra cavalli, macchine, case e non apprezza e conosce la gavetta. Che schiavizza l'altrui ed all'occhio dei più è visto come un santo o un benefattore mentre in realtà è sterco!
Sono stufo di combattere, di incazzarmi, di abbattermi, risollevarmi e reincazzarmi di nuovo. Di dover marcare di continuo il mio territorio, di dover ringhiare per ottenere uno strafottuto osso che, sia ben inteso, non solo mi E' dovuto per diritto, ma fa anche particolarmente schifo.
Sono stanco di dover piegare la schiena perchè la mangiatoia è bassa e tanto tanto altro ancora.
Potrei e, cazzo, DOVREI scrivere ancora di più, tirare fuori tutto quello che ho, coglioni fumanti compresi, e chissà che non mi calmerei.
Ma è proprio quello da evitare: il calmarmi. Il diventare riflessivo, il diventare pacato, il tipo dai toni mai sopra le righie, il razionale del mio paio di bolas!
L'esatto tipo di individuo, in pratica, che a patto di non aver un carisma di tutto rispetto, si fa fesso in tre secondi scarsi.
Cominicia a contare...chissà che nei tre secondi non riesca, io per primo, a mandarti sonoramente affanculo!!!