sabato 30 aprile 2011

Fora dai ball!

 
Sì, mi sono scoperto pure razzista.
Sono settimane che con gommoni e barconi mediatici provenienti oltre manica, sedicenti giornalisti ci hanno intasato le gonadi con il "matrimonio del secolo".
Parlo, ovviamente, del parossistico matrimonio dei principini, duchini del qualcosa-shire che ieri, finalmente, hanno convolato a giuste (e costose) nozze.
Pensavo che solo in Italia ci fosse un livello tale di demenza senile nell'idolatrare figure di cartone come politici, calciatori e veline.
In Inghilterra c'è una discreta fetta di gente che ci batte, e anche di brutto. E questo se da una parte fa ben sperare e mi porta un attimo a rivalutare noi italiani, da un'altra mi porta ad affossare una nazione che, sinceramente, ho sempre ritenuto vagamente sopportabile.
God save (us from) the queen!


lunedì 25 aprile 2011

Colorado



Ho sempre immaginato che la jella non esistesse.
Certo, come tutti ho vissuto momenti particolarmente sfortunati. Quei momenti dove pensi e poi esclami con convinzione: "che sfiga!".
Vivo a non tanti chilometri da un paesello abbarbicato che prende il nome di Colobraro. (in foto) Ecco il solo nominarlo (figurarsi quindi a scriverlo lasciandolo quasi indelebile sul mio blog) pare porti jella.
Per questo ne si altera il nome. Colorado, per l'appunto. Ma già i più timorati non lo nominano affatto definendolo semplicemente "quel paese lì".
Come in premessa non credo nella sfiga. Non mi ritengo sfigato nel senso di "persona a cui capitano eventi sgradevoli con un tasso di probabilità abbastanza alto", eppure devo cominciare forse a ricredermi.
Perchè...per quanto la mia razionalità cerchi di renderlo appunto un mero accanirsi delle probabilità. non riesco proprio a spiegarmi come mai, al solo incrociare una data persona sistematicamente mi accada qualcosa di sgradevole.
E ieri ne ho avuto l'ennesima conferma da che, pochi istanti dopo averla incrociata, mi si è forata la ruota della bici. Risultato: circa 5 km di strada fatta a piedi per ritornare mestamente a casetta!
E ieri, appunto, è stato solo l'ultimo degli eventi. Altri, sempre accaduti quasi immediatamente dopo aver incrociato questa data persona (parlo sempre e solo d'incrociare visto che con la persona in questione non ci salutiamo per motivi troppo lunghi da raccontare...), sono stati smagnetizzazioni del bancomat, fracassamento degli occhiali da sole, un'altra foratura di ruote (l'estate passata), inzaccherata d'acqua di pozzanghera e caduta di panino con salsiccia.
E come disse Lino Banfi:

Con il peperoncino el'insaleta, mi protegge la madonna dell'incoroneta. Con l'olio, il sale e l'aceto mi protegge la madonna dello sterpeto!

domenica 17 aprile 2011

Unreal tournament


C'è qualcosa in me che non quadra proprio. Qualcosa di cui provo a cercare qualche traccia che non sia solo un sentore. La traccia, anzi le tracce, le trovo cercando poi bene. Le trovo in me, nei miei atteggiamenti e nei miei pensieri, e le trovo anche negli altri, in quelle persone che vuoi per un motivo o per un altro si trovano ad interagire in qualche maniera con me.
Ho scoperto di essere un tipo decisamente fantasioso. Di essere una persona dotata di una discreta elasticità mentale.
Il fatto che mi piacciano storie irreali e fantasiose, di draghi, elfi, mostri, astronavi. Quello è stato uno dei primi indizzi.
Fin da piccolo, giocando, ho sviluppato un modo alquanto complesso di distorcere la realtà a mio piacere. Le battaglie tra robot non erano solo "pum! crash! raggio laser!", ma erano condite da situazioni di volta in volta diverse: qualche volta era stato catturato qualcuno dei buoni, e lo si doveva andare a liberare; altre volte i cattivi scoprivano qualche arma super potente e la si doveva distruggere prima che venisse completata.
All'epoca volsi a mio favore il fatto di avere una pronuncia tutta mia, alla jovanotti maniera, e mi riusciva anche facile e divertente fare i "rumorini" della battaglie (tanto che, memorabile, una volta mia madre mi rimproverò di abbassare il volume della televisione. peccato che la tv fosse spenta ed i rumori della battaglia, con tanto di canzoncine d'azione, fosse tutta saliva della mia bocca).
Ma appunto, il modificare, l'adattare, il distorcere la realtà. Bello: qualcuno penserà. Poco utile: penserà qualche altro.
C'è, manco a dirlo, il fatidico rovescio della medaglia. Una eccessiva fantasia, una eccessiva elasticità, portano, MI portano, ad immaginare forse troppo, ad idealizzare qualcosa che non esiste se non nelle mie aspettative.
Trovo naturale pensare, ma il mio pensare è talvolta eccessivo. Scavo, ravano, immagino, congetturo, costruisco e poi demolisco. Il tutto con sorprendente velocità.
Mentalmente faccio discorsi che, probabilmente, mai farò. Perchè, è lì il problema, nella mia testa comando io. Ho io l'ultima parola, la parola più bella, quella che mi fa vincere.
Peccato poi, che nella realtà, queste parole non escano se non in casi tanto particolari che quando ciò accade mi sento quasi svuotato. Tremante talvolta, con la gola secca e le mani sudate.
Sono spesso schiacciato dall'evidenza della realtà, delle cose che impone e delle cose che estirpa senza alcuna eccezione.
E la virtualità data oggi da internet, da questo blog, da facebook, dalle chat...
Riesco a spostare un po' di questa mia attitudine all'irreale in un luogo che è differente dalla realtà quotidiana. Eppure non mi piace del tutto, non riesco a trovarmici del tutto a mio agio. Uso il mezzo, ma con la mia consueta diversità.

"E' tutto bello perchè non è reale...perchè se lo fosse, ora non staremmo neanche parlando..."
E riesco ad essere antipatico anche li.


domenica 10 aprile 2011

Sottosonico



Un passo alla volta, con lenta saggezza, mi rendo conto che qualcosa riesco a costruirla.
Fragili architetture fatte di sabbia e di carta, scarne a vedersi.
Dopo anni di sciocchi timori, di paura di rapportarmi, di misurarmi con l'esterno, penso di essere tutto sommato cambiato.
Come una sorta di lista dei desideri (o più una lista della spesa), mi stò togliendo qualche sfizio.
Da un anno abbondante lo sfizio numero è rappresentato dalla musica. Non più (solo) quella ascoltata per radio, ma quella gustata e vissuta dal vivo.
Chi segue questo blog ogni tanto avrà letto delle mie scorribande musicali. Beh, questa volta, ieri per la precisione, è toccato ai Subsonica.
Al contrario del passato, non ho dovuto sottopormi a nessun viaggio massacrante (visto che Bari mi è discretamente vicino) e forse per questo ero più attivo del solito tanto che per un buon 3/4 del concerto ho sgambettato come un 18enne (e qualche 18enne vero l'ho pure battuto visto che dopo un po' ne ho visti parecchi abbandonare il campo).
L'ultimo quarto, ahime, è stato più soft, all'insegna del "respiri lunghi e profondi" perchè le gambe si erano legnificate, su negli spalti in totale tranquillità ma, purtroppo, con non eccellente acustica.

In conclusione, i consueti promemoria/appunti/dubbi:
1) perchè mentre ballavo mi venivano addosso sempre e solo maschi? [mentre ad un mio amico, sue testuali parole: "quella mi è venuta addosso ed in pratica mi ha messo il suo culo sul mio uccello!"];
2) la bicromia arancione/grigio mi crea allucinazioni visive (della serie, ho rischiato almeno un paio di volte di capitombolare scendendo le scale del Palaflorio saltando gradini a piè pari);
3) se non sei capace, non fare il fico con le amiche cercando di scendere le scale "scivolando" lungo il passamano (impresa non mia, tengo a precisarlo).

giovedì 7 aprile 2011

Levantecon

Domenica scorsa in quel di Bari, in una location decisamente formale ma funzionale, si è tenuta la Levantecon.
Era la terza edizione dell'evento ma per me era la prima partecipazione.
La manifestazione accoglieva in varie cose annesse e connesse alla scienza e alla fantascienza (c'era, ad esempio, una sala dove proiettavano immagini tipo planetario), ma c'era anche lo zampino evidente di fan e appassionati di Star Trek che vestiti con le loro bellissime divise spaziali (delle quali, prima o poi, me ne comprerò una!) hanno contribuito non poco all'roganizzazione dell'intero evento.
Alla Levantecon c'era anche una sparuta rappresentanza di fumettari (per lo più un paio di bancarelle dove erano in vendita più gadget e mostrini vari che non fumetti veri e propri) ed invece una copiosa, allegra e caciarosa presenza di cosplayer.
Insomma: mi sono divertito come non mi accadeva da parecchio!
Per questo, forse, non ho notato alcun difetto nel tutto. Spero, per i prossimi anni, che il reparto fumetti sia decisamente più corposo, ma tolto questo nulla da riferire.
Ho passato una bella giornata in compagnia di mio cugino Carmelo ed ho avuto la possibilità di conoscere e condividere le mie passioni con altri appassionati (alcuni decinaia e decinaia di volte più appassionati del sottoscritto) senza sentirmi, come spesso mi capita, un pesce fuor d'acqua.
Ho discusso, a pranzo, amabilmente di fantascienza, di Star Trek, Star Gate, Spazio 1999 e via dicendo scoprendo (quasi non fossi sicuro della loro reale esistenza) di persone che conoscevano a menadito titoli delle varie puntate con relativa trama.
Ho visto un paio di puntate del caro vecchio Mazinga Z e del più recente (e ipertrofico) Mazinkaiser.
Soprattutto, cosa che non mi capitava da ANNI, ho rigiocato di ruolo! Sì, al caro vecchio indimenticato AD&D (per dirla tutta, l'ultima volta che ci giocai io si chiamava solo D&D).
La scelta random della scheda personaggio mi ha assegnato una secca paladina (che ho interpretato malissimo, soprattutto nelle preghiere/esclamazioni di scacciamento dei soliti fastidiosi non morti) e alla quale ho fatto fare una brutta fine (ma anche no visto che la partita s'è conclusa con lei morente e agonizzante...magari s'è salvata?!).
Infine, non da poco per uno come ho, ho fatto diverse foto. Soprattutto con i cosplayer che più mi attiravano (e/o con quelli con i quali mi sentivo meno in imbarazzo. diciamocela tutta, volevo farmi una bella foto anche con le guerriere sailor, ma avrei assunto un carattarestico color pomodoro se mi ci fossi accostato!).
Gira nel web, causa mia, anche una imbarazzante foto di me che toglie ogni dubbio sulla mia somiglianza con l'ineffabile Mr. Spock! (anche se lui non credo abbia mai indossato una cravatta con l'uomo ragno...)

Ricordo nr.1 della giornata: una splendida tazza da latte di Jeeg Robot! (che mi sono accattato solo alla fine della serata rischiando, non poco, di vedermela venduta da che era, tipo highlander, l'ultima/unica disponibile).
Ricordo nr.2 della giornata: il tribolo che una simpatica ragazza seduta a prazo quasi dirimpetto a me, si portava dietro amabilmente (di cui poteve vederne, a profusione, in foto).
Ricordo nr.3 della giornata: più un proposito che altro: prima o poi mi cosplarizzo anche io!




venerdì 1 aprile 2011

Da oggi...

Palestra 3 giorni a settimana.
Lampada
Sfoltimento sopraccigilia
"Ape" d'obbligo alla 19.30
Frequentazione di sola "bella gente"
Fumare
CD di M2o a palla in macchina
I-pad, I-pod, I-touch, I-voglia.
Flirtare con ogni donna, specialmente se sconosciuta e/o già impegnata.
Votare PdL
Lucine e led accesi in casa tutto il giorno
La gatta mangia da sola
Non più di due libri l'anno (valgono anche i topolino)
Profumi super costosi
Lavaggio dell'auto 1 volta a settimana
Suffisso Dott. ad ogni presentazione
Costo minimo dei capi indossati (cadauno) € 250,00

Sì...è un pesce d'aprile...