martedì 24 maggio 2011

Ma...trimonio?

 
E' una cambiale!
Sì, al bando i sentimentalismi e il politicamente corretto. 
Il matrimonio è una cambiale con scadenza a sorpresa, per di giunta, la quale però prima o poi la si deve pagare.
E' una cambiale anche per coloro che, nonostante numerose grattate alle parti intime, si rivedono di tanto in tanto, presentarsi all'uscio di casa proprio, con sorriso ebete misto tra rivenditori del folletto e testimoni di geova, qualche parente, amico, conoscente, ex-amante che li invita al loro matrimonio.
Il sorriso (ebete) che questa volta proviene dal malcapitato invitato è in genere tutto un programma che, in rapida successione prevede una serie di pensieri tipo: "Poverto te" "T'ha incastrato" "Quanto mi costerà" "Ma mi vuoi davvero male".

Inutile cercare scappatoie, augurarsi improvvisi mal di denti, diaree o fusioni improvvise di motore, quando tocca tocca!
E, qualche giorno fa, è toccato al sottoscritto.
Impossibile sfuggire, ho dovuto agghingerarmi con giacca, cravatta e scarpe decisamente scomode. Ho dovuto far lavare la macchina (che, in verità, non vedeva il sapone da almeno un semestre), ho dovuto percorrere un buon 250 km, tra andata e ritorno, per le manie di grandezza dei novelli sposi, ho dovuto sborsare quello che, almeno attualmente, equivale alla quasi metà dei miei introiti lavorativi mensili.

Ovviamente ho reincontrato parentame alla lontana che non vededo (senza particolari rimpianti nè miei nè loro) da una decina d'anni buoni e raccontare, ovviamente, vita morte e miracoli di quanto accaduto nel frattempo.
Ho evitato, agilmente ma con fatica, trenini, macarene, amici di charlie brown, lanci di fiori e di giarrettiere.
Ho dovuto, ahime, sorbirmi "musici" dalla dubbia capacità musicale e dal pessimo repertorio, sparati per di più a palla dall'alto parlante che mi distava pochi metri dal tavolo.

Ripromettendomi di non partecipare più a nessun altro matrimonio (compreso il mio eventuale) ho cogitato che:
  1. se proprio devo sposarmi, la cerimonia la farò in spiaggia, con obbligo, per gli invitati, di non indossare giacche, tailleur, scarpe con tacchi e via dicendo;
  2. si mangia tipo buffet. niente camerieri pomposi, maitre psicotici e proprietari di sala egocentrici;
  3. la bomboniera sarà una cosa utile, niente delfini di cristallo di svaroschi, cornici d'argento, piattini da caffè dorati e minchiate simili;
  4. niente musicanti! magari un qualche amico, di quelli mezzi alternativi che hanno tutti, che strimpella una chitarra e canticchia, ma nulla di più coinvolgente;
  5. nessun steven spielberg dè noartri per il filmino dell'evento. giusto qualche foto ricordo ed un filmato modesto, semplice, senza effetti speciali, riprese alla fast & furious. 
Tutti buoni propositi...che qualcuno penserà, giustamente, crolleranno davanti alle richieste della mia futura lei.
La famigerata Lei per la quale si fa di tutto, si accetta, di tutto, per far si che quel giorno sia, soprattutto, il suo giorno.
Quella Lei, che nel mio caso, è già sposata...


domenica 22 maggio 2011

Meditare...

Se c'è una cosa in cui sono bravo è pensare.
Pensare, ri-pensare, farmi continue seghe mentali che mi frenano, che mi inibiscono, che mi fanno razionalizzare un buon 90% delle mie azioni e delle azioni altrui.
Forse, vedendola da un'altra prospettiva, il pensare troppo, per quanto possa far male, crea un attimo una sorta di empatia nei confronti dell'ambiente circostante.
Di certo, come ho affermato poche ore fa strappando un mezzo sorriso ironico ed un mezzo sorriso di compassione, tendo ad immaginarmi con la sfera di cristallo. Come una sorta di mago o di indovino che cerca, nella riflessione e meditazione continua, una base per il futuro prossimo venturo; dovrei quindi iniziare a leggere carte, divinare ossa e scrutare specchi d'acqua...

Ma...come sempre, c'è un fattore che mi frega, che non mi fa essere "mago" in tutto e per tutto: la pazienza.
Medito, sì, ma un po' a cazzo, diciamocelo. Il fattore pazienza mi è spesso estraneo, salto subito e spesso a conclusioni errate, fuorvianti perchè, per quanto cerchi di razionalizzare, c'è sempre la componente istintiva che proprio di neutralizzarsi non ne vuole sapere.

Dico e scrivo, spesso, di voler diventare stronzo. Non tanto nel senso cattivo del termine, quanto in quello mentale. 
Lo stronzo, in primis, appare assai distaccato. Cinico, freddo e oltremodo razionale nel suo modo e, forse, nel suo mondo.
Ecco, io quel modo e quel mondo lo vorrei tanto padroneggiare.
E, non da poco, ho notato che molti stronzi (ma soprattutto stronze) hanno acquisito questo status grazie ad una profonda meditazione. Tanto profonda che non ha annullato l'istinto, ma lo ha fuso, sapientemente, con la calma, con la pazienza, con quel dannato distacco dalla realtà e da un certo tipo di materialità che io, ancora, non riesco ad operare.
Ho notato che in codesti stronzi (e codeste stronze) fattore scatentante è stato sempre uno: lo yoga!

Sarà la respirazione, sarà l'apertura dei vari chakra, sarà che tutto gira intorno al sesso, ma chi conosco e so che fa yoga, in qualche modo, è notevolmente stronzo...

domenica 8 maggio 2011

Aria fritta



uhmmm...
diciamo...
eggià...
mah...
bof...
veramente io...
sarà...
qualche dubbio ce l'ho...
capisco...
saluti