sabato 8 dicembre 2012

Wishing...

Oggi è l'Immacolata...
Come tradizione i miei fratelloni, con rispettive famiglie, sono venuti a casa mia.
E' stata una giornata intensa fin dalle prime ore del mattino. Già alle 7.00 ero sveglio e poco dopo ero già attivo in cucina a dare una mano (seppur mia madre sia convinta che io crei più caos che sostegno...ma sono punti di vista...).
Da qualche settimana ho umore altalenante, come sempre farebbe notare qualcuno...
Diciamo che però, da qualche settimana, l'altalena va un po' più rispetto a prima...di contro va un po' più giù rispetto a prima...
In sostanza, mi pare d'aver intuito, che si sono spostati i livelli di qualche centimetro. Un po' come un saltatore d'asta, oggi ho sperimentato qualche centimetro in più di serenità e felicità.
Per cui ho fatto il provetto cuoco, ho fatto il provetto zio, il provetto fratello e cognato ed infine anche il provetto figlio.
Bof...diciamo che oggi mi sono proprio piaciuto!
E' in questi istanti, che talvolta per fortuna durano spazzi di ore, che desidererei farmi vedere, farmi conoscere da chi è abituato a vedermi mogio, accigliato e perennemente di culo al mondo.
E' in giornate come queste che vorrei che qualcuno capisse e, vivadei, si mordesse intensamente e dolorosamente le labbra...
Ed è in giornate come queste che vorrei che qualcuno di speciale fosse con me, per fargli rendere conto che non sta perndendo il suo tempo con me, che non sono, come sopra, sempre negativo e pessimista, che non è vero che non so osservare un minimo in lontananza, verso il futuro, che posso anche regalare il meglio di me oltre che il peggio...


domenica 18 novembre 2012

Colori




Da ieri l'umore è grigio.
Fuori il verde degli alberi è bagnato dalle gocce trasparenti d'acqua.
Indosso una tuta rossa e blu.
Ho una sciarpina nera e grigia.

Prendo l'auto canna di fucile.
L'asfalto è nero lucido anch'esso per la pioggia.
Giungo al parcheggio giallo per le foglie secche.
Prendo l'ombrello nero.

Imbocco a piedi il lastricato di pietra grigia, le scarpe sono nere.
Dopo la salita si apre il piazzale di bianco marmo.
C'è ora la discesa color legno (che profuma o puzza di inzuppato).
E davanti la spiaggia grigia e pregna d'acqua.

Arrivo fin dove il sentiero grigio mi permette.
A metri il mare gonfio d'onde verdi sporche.
La schiuma bianca che s'infrange sulla battigia grigia.
In lontananza la nebbionila perla di acqua sollevata e pioggia.

Un sorriso bianchiccio nasce tra le mie labbra carne.
Gli occhi castani si rilassano.
Rimango fermo a contemplare e ricordare i colori.
Fin quando ritorno a casa e scrivo il tutto su una tastiera nera.


giovedì 15 novembre 2012

Abbè!




Cappero!
Non accedevo nel mio piccolo blog da tanto tempo che quasi non mi ricordavo la password...!
Come in quei momenti dove hai trattenuto tutto dentro, aspettando, quasi covando il pensiero da trasformare ini scritto, ora mi ritrovo quasi a non aver nullda da scrivere...
L'attesa, ho notato, quando protratta ti toglie energie e velleità. E quando è il momento di parlare, di scrivere, di esternare i propri pensieri, si è stanchi, arresi talvolta...

Cosa è successo? Cosa mi è accaduto in tutti questi mesi d'assenza?
Interesserebbe a qualcuno? A dirla tutta, guardandomi alle spalle, non interessa neanche me...
Il passato passa, ti lascia dei ricordi, delle sensazioni, anche delle cicatrici. Ma spesso è irripetibile, nel bene e nel male.
Il lavoro? Procede, vedo intravedo una piccola luce in fondo al tunnel...speriamo non sia un treno che corre in senso opposto al mio!
Socialità? Con cortese distacco tratto molte più persone che in passato, contemplo sempre il mio animo asociale, ma alla fine necessito (invero) di incontrare altre persone. Non sono mai un gran chiacchierone, mi basta anche stare ad ascoltare le chiacchiere che fanno gli altri. Non è un modo di giudicare o snobbare chi mi attornia, è un modo per apprezzare e conoscere davvero. Ascoltare fa bene e ci si pente molto di meno nel farlo, molto meno che parlare almeno.
Sentimenti? Ci sono, viva qualche dio! Ma non sempre quelli che ci si aspetta. Se penso (pensate) subito all'amore...meglio chiudere qui' il post. Se penso (pensate) al rancore e alla rabbia, pure (non abitano quasi più in me). C'è qualcosa tipo "serenità" che non so se possa definirsi un sentimento, ma io la vivo così. Scazzo sempre a mille, per carità, ma noto un discreto miglioramento in me tipo "bof...cazzi tuoi, io torno a casa e gioco alla x-box", quindi respiro profondamente e magari sfodero anche un sorriso giudesco.

Varie ed eventuali? Magari qualche pensiero sparso?

Fuori è nuvoloso.
Spero vinca Vendola.
La focaccia di prima era buona ma un po' pesante.
Ho scritto una mail che forse era meglio non scrivere.
Fesso chi m'ha perso.

 

lunedì 10 settembre 2012

18x2




Abbè, oggi compio 36 anni.
Mica cotica!
Per dire come è iniziata la giornata:

Mamma: Auguri!
Io: Grazie.
Mamma: A quest'ora 35 anni fa ti tenevo tra le braccia, eri appena nato.
Io: 36 anni fa...
Mamma: 36? Urge moglie!
Io: Come no...
Mamma: Comunque eri proprio bruttino appena nato...

Devo fare il solito elenco delle cose fatte/da fare? In effetti è da qualche anno che non lo faccio...

FATTE
Concerti: Caparezza, Afterhours e Marlene Kuntz; VOTO: 7 (i soli, con altre rare eccezioni, che possono farmi apprezzare la musica italiana)
Viaggio all'estero: Croazia; VOTO 7 (bel mare, belle croate, pulizia, ordine, gentilezza)
Socialità: iscrizione in palestra, corso di teatro; VOTO 8 (non sono Al Pacino...forse Al varo Vitali... Non sono Van Damme...forse Facc Dann)
Ottimismo: boffo un po' di meno (VOTO 5)
Cazzate: ancora tante, una marea! allontano sempre le persone giuste (quelle sbagliate, per fortuna, non s'avvicinano), perchè ho paura di perderle, di non essere all'altezza di tutto. poi le rimpiango, lacrimo come un coccodrillo da cui non si possono fare neanche portafogli e borsette. (VOTO 4 1/2).

DA FARE
Altri concerti, la musica credo che sia una delle poche cose che mi dona davvero felicità e spensieratezza;
Imparare a suonare uno strumento;
Continuare ad essere sociale nonostante tutto;
Essere meno pessimista;
Non voler controllare tutto e vivere più "caoticamente";
Dimenticare chi non merita i miei pensieri.


martedì 31 luglio 2012

Armiamoci e combattete (se poi vincete, vinciamo)




Una nazione si identifica con gli individui che la compongono.
Così, talvolta, i tanti si fondono in uno. Le speranze e le aspettative sono veicolate; le delusioni e le differenze spariscono d’incanto.
Questo genere di fusione l’ho riscontrata nello sport. A poche settimane dalla fine degli europei di calcio, a pochi giorni dall’inizio delle olimpiadi di Londra, tv, radio, giornali, pettegole e prostitute, parlano di sport.
Atleti semisconosciuti si trasformano, per qualche minuto di telecronaca, i paladini della nostra nazione.
Atleti, che sono persone reali per il 99,99999999 % della loro esistenza, diventano per una frazione della loro vita l’avatar di una nazione che, d’improvviso, si scopre (io credo più si inventi o ingegni) unita sotto il vessillo del tricolore, commossa nell’udire l’inno di Mameli, esultante e sofferente per  i risultati raggiunti o sfumati.
Questa è l’Italia. Un grande bluff, un concorrente del grande fratello, una nazione sconclusionata e allo sbando, che non trovando forza nell’unità d’intenti, si masturba mentalmente (e non solo) davanti il culo delle pallavoliste o gli addominali dei centometristi.
Un paese allo sbando, che perde pezzi, che cerca inutilmente di incollarseli addosso con lo sputo di una medaglia vinta da chi, veramente, ha lavorato e faticato per raggiungere il proprio obiettivo.
E tutti a sentirci fieri di costui, a prenderci il suo risultato, a sentirlo nostro. Come se avessimo noi corso 20 km al giorno, tutti i giorni, da almeno 4 anni. Come se fossimo noi ad aver sudato, ad esserci fatti calli, ad esserci strappati, ad aver mangiato solo cose sane e genuine, magari ad esserci anche dopati.
Siamo una nazione di ladri, non solo perché molti di noi trovano giusto e morale evadere le tasse, ma perché non abbiamo più ideali, orizzonti, idee, spiritualità…e  afferriamo tutto ciò facendolo nostro da chi, invece, se l’è faticato e sudato tutto.
Siamo una nazione che applaude il calciatore di colore che, qualche mese prima, veniva fischiato e accompagnato da cori razzisti.
Siamo la nazione che applaude un ex ministro del consiglio che corrompeva, frequentava minorenni (e “minorate” mentali tipo veline, meteorine e letterine) e che ha contribuito a spingerci verso il baratro in cui stiamo cadendo.
Siamo la nazione che si ferma per ascoltare San remo, ma che non si ferma per ascoltare i cassa integrati.
Siamo la nazione che non ha lavoro, ma che ha gli i-phone, l’accesso ad internet flat e perennemente chatta su facebook.
Siamo la nazione che assolve il farabutto e punisce l’innocente (che poi si trasforma in farabutto).
Siamo ancora una nazione…?

domenica 22 luglio 2012

Soddisfatto di...


Sono molto critico nei mie confronti. Diciamo pure che ci vado giù pesante.
Tutto sommato sono soddisfato di me stesso quando affermo di:
  • non profumare come l'ex presidente del consiglio;
  • non essere ignorante e presuntuoso come alcuni calciatori della nazionale;
  • non tifare juventus;
  • preferire la montagna al mare;
  • odiare i cantanti neomelodici napoletani;
  • non leggere fabio volo;
  • non sopportare gli speaker di rtl 102.5 (un po' anche quelli di virgin radio);
  • fare battute contorte che capisco, spesso, solo io;
  • mangiare il piccante;
  • credere che sia più forte la cosa di hulk.

sabato 16 giugno 2012

Attività extra

 
Non statemi a chiedere come funziona il sistema scolastico ed universitario in Italia.
Considerando che l'ex ministro pensava esistesse un tunnel lungo qualche migliaio di km all'interno del quale erano sparati protoni, neutroni, bosoni, coglioni..., forse non sono l'unico ad ignorarlo.
Ho intuito, però, che esistono delle attività che donano dei "crediti". Attività extra scolastiche che, se frequentate, infoltiscono il curriculum dello studente. E più attività si fanno meglio è, o dovrebbe essere.
Un po' come uno studentello, quindi, quest'inverno l'ho infarcito di alcune attività extra lavorative.
Ho frequentato il corso di kick-boxe, con decenti risultati (ovvero: nessun dente perso, un paio di lividini, qualche mezzo kg perso e un paio di conoscenze nuove) che è finito qualche settimana fa.
Ho frequentato anche un laboratorio di teatro. Sì, proprio io. Lo scrivo, ci ripenso, e per quanto possa sembrare una bufala, la cosa è stata concreta.
E' stato un bell'impegno, per certi versi sacrificante (sia negli orari, che negli spostamenti visto che l'ho frequentato in un paesotto ad una 30ina di km dal mio) che, ad un certo punto, mi sembrava più un peso che altro.
Per la serie: "ero venuto qui' per divertirmi ed invece mi sento le anguille nello stomaco!".
 
Non è stata cosa facile, non è stato facile riattivare la memoria (ovvero l'imparare "a memoria" i copioni), non è stato facile ammettere l'ignoranza nel parlare (ovvero evidenti pecche in fatto di dizione), non è stato facile salire su un palco, indossare o smettere delle maschere, simulare, imitare, mimetizzarsi come un camaleone.
E non è stato facile, alla fine, portare in scena uno spettacolo. Una commedia, per la precisione, una commedia dove ho avuto un bel ruolo che, caso o fortuna, mi calzava abbastanza bene.
 
 
Ho affrontato un pubblico, per ben due volte. In tutto un centinaio di persone...e sono sopravvissuto!
Ho recitato, mi sono divertito, mi sono intruppato un paio di volte con la lingua...ma ho tirato dritto ed ho raggiunto il risultato.
Quale risultato, domanderebbe qualcuno?
Credo quello di aumentare di un po' la mia autostima. Quello di essere un po' più sicuro dei miei mezzi, delle mie possibilità. O anche quello, non so quanto politicamente corretto, di saper "recitare" e quindi di poter dissimulare ciò che penso. Una cosa che, a quanto pare, non riesco a fare molto bene visto che da un mio sguardo o già dal tono della mia voce la gente pare capire ciò che mi passa per la mente e intuire i miei stati d'animo, belli o meno belli che siano...
 Alla fine è stata una bellissima esperienza, la tensione, le paure, i ripensamenti sono valsi per quei 30 secondi scarsi di applausi, per le persone, che all'uscita dal piccolo teatro fai da te, che mi si sono avvicinate per farmi i complimenti, per stringermi la mano quasi fossi un attore vero.
Chi mi chiedeva delle mie esperienze rimanendo sconcerto quando ammettevo candidamente che non ne avevo. Chi mi incitava a continuare, a non lasciar cadere questa "passione". Chi mi abbracciava come se fossi tornato da un lungo viaggio.
Non so...non sono abituato ai complimenti...come non sono abituato a truccarmi!
La cosa più traumatica? La matita agli occhi! La truccatrice ha dovuto sudare qualche camicia per mettermi quella fetenzia agli occhi cercando, al contempo, di non cecarmi...!
 
 

domenica 27 maggio 2012

Decadentismo



E' decadente la nostra società. O almeno io la percepisco e vedo così.
La noto dalle piccole cose, come da quelle più grandi.
Tra le piccole, nel mio piccolo, nel piccolo della mia cittadina, l'ho ricevuta ieri sera in pieno muso, come un diretto menato da Tyson.
Proprio in questi giorni di festa patronale (festa che ogni anno mi ispira sentimenti contrastanti) ho notato una certa tristezza diffusa.
Sarà questa benedetta crisi o sarà che, almeno dalle mie parti, sembra di essere sempre più una costola di un terzo mondo che sposta il suo baricentro sempre più verso l'alto, ma non ho scorto nei visi delle persone gioia o felicità.
C'è una diffusa volontà di ostentare ciò che non si è, c'è una colossale bugia di fondo: essere felici.
E' distorto soprattutto il modo di ritenersi tali. Sembra che la felicità sia come un abito da indossare. E non a caso, per una festa dove regnano solo bancarelle di extracomunitari messe fitte fitte l'una addosso all'altra, certa gente esce in giacca e cravatta.
Così come le donne si umettano, si tirano, indossano tacchi vertiginosi e minigonne più adatte a serate al Milionaire.
Le autorità con la fascia tricolore, la banda (neanche della mia cittadina, ma proveniente da un paesino sperduto nella provincia montagnosa), il prete con l'altoparlante e la processione, con il suo brusio di sottofondo che non è recita del rosario ma recita dei cazzi altrui...
Tutti tirati a lustro, sorrisi sgarcgianti, strette di mano a profusione.
Molta apparenza, poca sostanza. Arrivati a casa, dopo la festa, dopo il panino condito con carne di dubbia provenienza, dopo la birra  ghiacciata bevuta in piedi, dopo il giro sulle autoscontro o dopo la sfida al tirapugni che ti idolatra come "sei er mejo", cosa rimane?
Io credo ben poco. Non penso, purtroppo, di essere l'unico che rientra svuotato, amareggiato ed affamato di qualcosa di più, di qualcosa di diverso.
Ma siamo in caduta libera...in attesa di uno schianto.




domenica 8 aprile 2012

And easter for all...

 
Oggi è Pasqua.
Credenti, non credenti, semi-credenti, credenti della domenica...oggi, nei giorni passati, in quelli immediatamente futuri, avranno aperto o apriranno un uovo di cioccolata.
A prescindere dai gusti, dalle dimensioni, quello che conta credo sia la sorpresa.
Tutti speriamo in gran segreto di trovarvi dentro, quando apriamo l'uovo con precisione chirurgica o irruenza barbara, qualcosa di speciale.
E' un effetto tutto onirico, tutto un sogno. Sappiamo benissimo che in quell'uovo non troveremo, con certezza quasi assoluta, ciò che vogliamo.
E' un sogno, appunto. E come tale...quando ho aperto il mio, ho sperato, per quella frazione di secondo, di trovare l'impossibile, l'irrealizzalibe, l'improbabile.
Demoni e dei, se l'ho sperato con tutto me stesso!
Ovviamente ho trovato un inutile portachiavi in plastica.
 
 

sabato 7 aprile 2012

Io vengo dalla luna...

video


Mio video del concerto di ieri di Caparezza in quel di Matera...

domenica 18 marzo 2012

L'io in voi


Secondo me, una delle maggiori fregature dell'essere umano, è la consapevolezza di se stesso.
Quello che crea, almeno in me, la sensazione di sconforto, di delusione, quasi di agonia, è la percezione che ho di me proiettata nelle altre persone.
Le aspettative! Quelle fregano eccome. Aspettarsi di essere bravo, di essere simpatico, di essere gentile, prodigo al lavoro...sono tutte aspettative che io vedo in me stesso però riflesse negli altri.
Parlo chiaramente. Non mi fregherebbe una ceppa essere simpatico...se non volessi che gli altri, le persone che mi conoscono e mi stanno accanto, pensassero ciò.
Mi aspetto che le persone mi ritengano gentile, garbato...e questo modifica il mio essere a favore degli altri.
E mi domando, tutto ciò ha un senso?
Probabilmente no. Probabilmente è un altro ennesimo inganno della mente (che già dal nome "mente", fa capire che dice spesso bugie), è probabilmente un inganno che facciamo a noi stessi e, in seconda battuta, a chi ci circonda.
Essere simpatico...è ben diverso dall'essere percepito come simpatico; c'è un abisso!
Nel mio caso, ultimamente, mi sono reso conto di essere spesso identificato con ciò che scrivo. E' un inganno! Sappiatelo!
Ciò che scrivo non sono IO...è una parte di me, per carità, è una mia espressione. Ma Io non sono le mie parole scritte su un dannato monitor. Chi lo fa mi sminuisce...o magari mi sovrastima. Si inganna a sua volta.
Io sono tante tante altre cose, belle e meno belle, percepibili come belle e meno belle.
Di certo non sono neanche la somma degli Io che percepiscono tutti gli altri.
Il fatto, di base, è che devo smettere di indagare su me stesso. Smettere di farmi percepire per come non sono, anzi, smettere proprio di farmi percepire!
Le percezioni, come ho scritto in un altro post, ingannano tanto quanto la mente.
Devo smettere di avere aspettative, sia nei miei confronti che nei confronti degli altri, solo allora il mio Io verrà alla luce.

 

domenica 4 marzo 2012

Come sarebbe...

 
Viviamo di percezioni, viviamo di ciò che ci trasmettono i nostri sensi.
Per questo, più di una volta, mi sono chiesto cosa si provi a non averli.
Come sarebbe non avere la vista? Come non poter vedere i colori, le espressioni dei volti, la natura, l'ambiente.
Come sarebbe non avere l'udito? Come non riuscire a sentire, ad ascoltare, le parole, i rumori, i suoni, la musica.
Come sarebbe non avere l'olfatto? Come non riuscire a sentire profumi, odori, puzze.
Come sarebbe non avere il gusto? Come non riuscire a sentire il salato, il dolce, l'acre, a non parlare.
Come sarebbe non avere il tatto? Come non riuscire a toccare, sentire il caldo, il freddo, il liscio, il ruvido.

Sì, quando ci manca qualcuno dei sensi entrano in aiuto, in supporto, gli altri sensi. E così sappimo che chi è non vedente ha, in genere, un udito più fine.
Chi è sordo, invece, pare sviluppare meglio la vista e l'olfatto.
E così via dicendo...

Ma...le percezioni, i sensi, ingannano?
Secondo me sì, lo fanno. Il percepire un colore o un sapore...non sono forse delle traduzioni di qualcosa comunque esterno al nostro essere?
Esiste anche la soggettività nelle percezioni. E quindi esistono diverse percezioni, diverse da individuo ad individuo; finanche diverse nell'individuo stesso da momento a momento.
Per questo, forse, i non vedenti, ad esempio, riescono a "vedere" qualcosa di diverso, qualcosa in più dei vedenti veri e propri.
Hanno percezioni diverse perchè si basano non esclusivamente su un ben specifico senso (es. la vista) ma da un insieme di sensi che rendono visibile le cose, le persone, in una maniera difficile anche solo da immaginare.

Il perchè di questo post? Ero a mare, sulla spiaggia, seduto. Ho chiuso per un attimo gli occhi ed ho sentito solo il rumore delle onde. E le mie mani sono affondate nella sabbia, poi sono riaffiorate ed ho accarezzato la sabbia.
La sabbia, quello che io vedevo ad occhi aperti come sabbia, era ora diversa. Al tatto sembrava un tessuto. Liscio in alcuni tratti, grinzoso in altri. Era morbido, umido, ma anche caldo.
Quando ho riaperto gli occhi...era tornata semplice sabbia.
E allora mi sono domandato...come fanno i non vedenti, come fanno i muti, i sordi, quelli paralizzati dal collo in giù...? 
Non lo so, non lo posso sapere. Forse percepiscono solo con la mente, senza filtri, senza attrezzi che siano occhi, pelle, lingua o naso.
Percepiscono le essenze ed escludono tutto il superfluo.
Vorrei riuscire a fare lo stesso.
 
 
 

martedì 7 febbraio 2012

no snow



Direi non meriti miei ulteriori commenti ...

mercoledì 1 febbraio 2012

Sweet dreams


Are made of this...
E allora di che cosa sarei fatto ora?
Ultiumamente sto facendo (e ricordando) più sogni del normale e tutti alquanto bislacchi.
E passi fin quando sogno di combattere contro mostri ancestrali o di vedermela con branchi di maialini che mi distruggono casa...ma questo di stanotte, proprio non volevo ricordarmelo.
Perchè già è un casino non riportare alla mente certi ricordi reali, ma quando ci si mette anche l'inconscio allora la lotta diventa impari.
Perchè sognare Lei che si siede ad un altro tavolo, per mangiare in compagnia di un distinto uomo brizzolato (che ricordava vagamente il caro Richard Gere), mentre io sono seduto ad un tavolo distante, in compagnia di un terzetto di gente sconosciuta che però so essere di Torino, qualcosa vorrà dire.
Non voglio farmi interpretazioni nè farmele fare però, no!
Non voglio dare retta ai sogni!

giovedì 26 gennaio 2012

IdiosincrasieS

Dopo attenta analisi ho notato una cosa.
Le persone che conosco e che hanno il proprio nome che inizia per S, in qualche maniera, sono destinate, con un'approssimazione vicina al 90%, a farmi soffrire.
Non volevo crederci ma, veloci conti alla mano, i numeri mi parlano chiaro.
E l'ultima S, in ordine cronologico, ha ben deciso di farmi spezzettare cuore e coglioni come fette biscottate.
Senza considerare, poi, che le fette biscottate a me non piacciono neanche...
Quindi, cara e, spero, ultima S (rientrante nel 90% di cui sopra) della mia vita...nell'ipotesi remota tu legga questa mia vorrei tu sapessi:
  1. che dello psicologo, probabilmente, ne avresti bisogno anche tu;
  2. che dopo averti fatto le mie scuse, averti cercato, averti aspettato, averti giustificato, averti sopportato, aver rispettato il tuo silenzio, rispettato il tuo corpo, era ovvio, umano oserei dire, che mi incazzassi (inoltre, ti avviso, che in Europa l'autocrocifissione mi pare sia messa al bando...);
  3. che le "brutte pieghe", con pazienza e passione, si riescono a stirare e che è molto facile e comodo comprare ogni volta una nuova camicia;
  4. che, come diceva il forse primo tra i fessi, sarebbe meglio non additare la pagliuzza nell'occhio altrui senza aver visto prima la trave nel proprio;
  5. che le critiche, io, non le saprò forse incassare all'inglese maniera...ma le so metabolizzare e, vivaqualchedio, le sto imparando ad accettare ponendole come obiettivo di miglioramento personale;
  6. che, per colpa tua, ho dovuto sigillare un'amicizia con una brava e bella persona;
  7. che esistono al mondo persone che, come me, sbraitano, si incazzano, scattano come molle...ma che vogliono bene e amano al contempo (e tu, genio mancato della psicologia, non hai pensato che l'affetto può essere talvolta proporzionale all'incazzatura? che più si tiene ad una persona e più si ha paura di perderla?) senza dover dichiarare guerra ed odio eterno a chi non le capisce, non le scusa, non le apprezza, non le ama...
  8. che prima di voler essere capiti e apprezzati, si dovrebbe fare un piccolo sforzo nel capire e apprezzare chi cerca di capirci ed apprezzarci;
  9. che ti voglio un bene dell'anima, che non ti odio, che ti ritengo, almeno al momento, una grande stronza;
  10. che, sì, vado ancora in palestra;
  11. che, è per merito tuo (merito vero, non ironico) se ho deciso di fare una piccola adozione a distanza.
Grazie.



lunedì 23 gennaio 2012

Fear of the...



Tra i sentimenti che più non sopporto c'è la paura.
Peggio ancora è quando poi mi prende la paura di aver paura...
Sentirsi quelle dannate farfalle...che dico, anguille...che mi pare ballino la lambada nel mio stomaco, non lo sopporto proprio.
E poi la "qualità" della paura è avvilente. Avessi paura di un intervento chirurgico, di un viaggio turbolento in aereo, potrei davvero capire e capirmi.
Ma aver paura di accendere un cellulare o di accedere a FB, questo proprio è da coglioni!
Ma per quanto me lo dica, per quanto mi ci senta, non riesco...
Mi sento innaturale perchè, con tutte le forze, sto cercando di non mandare tutto a cacare.
Sto resistendo con quanto posso per non dare soddisfazione al solito "Pierpaolo", quello che quando vede la mala parata si chiude a riccio e addita gli altri per i suoi errori.
Quello che, ad oggi, avrebbe già cancellato gente a destra e a manca, che avrebbe iniziato ad odiare, o a far finta di odiare per non ricordare.
E invece no, faccio qualcosa di diverso per me, qualcosa di diverso per l'altra persona interessata...
Ma perchè ho la sensazione che non servirà a nulla...che non verrò cercato, che non verrò premiato, neanche da me stesso, per questo sforzo, per questa paura che da una settimana intera mi sta logorando dentro, anche ora mentre scrivo, anche mentre mangio, mentre lavoro.
Odio aver paura...
Odio me per aver paura...!



giovedì 19 gennaio 2012

Calma e capienza


Sì, perchè la pazienza l'ho esaurita da quel dì.
Eppure sto cercando di resistere, di essere capiente, e raccogliere tutto come fossi un secchio.
Di accontentarmi della goccia, della virgola, del messaggio, del sorriso, del silenzio, del pensiero. Di accontentarmi anche di ciò che sento sia falso e artefatto, di ciò che mi fa male.
Ma per quanto resisterò?

Pensiero estemporaneo:
Più che da uno psicologo o da uno psichiatra, dovrei prendere in considerazione di andare da un buon genetista e farmi modificare proprio a livello di fottuto DNA!




venerdì 13 gennaio 2012

...una kiccka...


Orbene, ieri sono stato in palestra!
Dalle vostre parti ha iniziato a nevicare? Se fosse così capirei.
Soprattutto capirei visto e considerato che, cavolo, mi sono divertito.
Non ho fatto la pesistica classica, non mi interessa "pompare" il fisico in maniera esagerata; ho frequentato però la prima lezione di kick boxe ^_^
Come ho scritto già ad una cara persona, sono proprio un fesso! Lo sono perchè per il mio carattere, per la mia mente e per il mio fisico, una qualsiasi attività sportiva è quantomeno necessaria.
Mi serve per scaricarmi dalle tensioni e dai troppi, troppissimi, pensieri che mi faccio.
L'avevo capito anni fa con la corsa, poi ho interrotto per via di una pleurite e da allora l'ho portata avanti molto a singhiozzo.
Mi piace stare all'aria aperta, mi piace il contatto con la natura, ma credo sia paradossalmente necessario anche respirare aria piena di testosterone (e non aggiungo altro per non urtare eventuali palati fini).
Serve anche quello, serve un po' di tutto alla fine.
In soldoni credo che continuerò le lezioni. Non mi importa l'agonismo, mi importa solo divertirmi e rilassarmi.
I bisogni, forse, cambiano meno velocemente dei mezzi per soddisfarli. Prima era la corsa, ora sono calci e cazzotti all'aria. Credo, in futuro, arriverà anche la meditazione.
Ora devo far esplodere piuttosto che imbrigliare l'energia che ho in corpo. La sento all'altezza del petto e del diaframma; non credo sia indigestione di peperoni...
Sono curioso e speranzoso. Alla lezione ho incontrato, fortuitamente, anche dei conoscenti. Questo mi ha fatto piacere. Le battute si sono sprecate e anche ridere e sorridere fa parte del tutto.
Non sono e non diventerò una macchina da combattimento, non mi interessa per nulla.
Voglio solo sentire ed avvertire il mio corpo; una cosa forse banale...ma è come se mi mancasse.
Ultimamente mi sono spesso sentito privo di un involucro. Quasi come uno spirito, senza una sua forma e senza una specifica sostanza.
Voglio risentire con tutti i sensi, tatto compreso. La pelle non è forse l'organo più grande ed esteso del nostro corpo? Lo è...me lo ero dimenticato, e una persona cara prima e quello di ieri me lo hanno rammentato.




martedì 10 gennaio 2012

Silenzio



C'è quello di riflessione
e quello di risentimento.

C'è quello di solitudine
e quello di fraintendimento.

C'è quello di speranza
e quello di allontanamento.

C'è quello di imbarazzo
e quello di emozione.

C'è quello di gioia
e quello di noia.

C'è quello di disinteresse
e quello d'attesa.

C'è quello di incoraggiamento
e quello di stroncamento.

C'è quello rotto.
e quello imposto.

C'è quello del gioco.
e quello pesante.

C'è quello della morte.
e quello della vita.

C'è quello tuo.
e quello mio....

lunedì 9 gennaio 2012

Bollo in pentola

 
 
Dovrei cambiare carattere.
Me ne sono reso conto dall'ennesima dimostrazione di fraintendimento che ho creato.
Io non penso di essere complicata come persona, ma evidentmente mi sottostimo.
Sono conscio di essere infantile in molti dei miei atteggiamenti, e non parlo solo delle mie passioni.
Ci sono in giro omoni grandi e grossi che, pur amando i fumetti, i cartoni, i libri fantasy, i gdr...sono di una pasta molto solida.
Io no. Semplice. Cristallino.
Io sbraito, batto i piedi e mi chiudo a riccio ad ogni parola che minimanete non mi piace. Sono supercritico nei miei confronti, è vero, ma è altrettanto vero che non sopporto la minima critica da parte degli altri.
Dagli amici e dai parenti, come dagli sconosciuti.
Devo essere meno impulsivo, più razionale e, soprattutto, devo parlare di più. Devo iniziare ad articolare questa benedetta bocca che ho e non lasciare i miei pensieri ed i miei sfoghi solo alla scrittura.
Perchè nel modo di fare da "scrittore" mi pongo le domande, anche tante, ma non ho le risposte. O meglio, le risposte le ho, ma sono quelle che mi do io; e ciò non è il massimo.
Tenermi dentro tutto, anche le schiocchezze, mi sta logorando al punto che ingigantisco anche ciò che è microscopico.
Un sms non risposto, una parola non detta, o detta nel modo che non mi aspettavo...io scazzo per queste cose molto spesso, per non dire sempre.
Un'altra cosa è che questo cambiamento, questo "aiuto" nel percorso che dovrei (e devo) intraprendere, lo devo fare da solo. Non posso chiedere aiuto a nessuno perchè nessuno ha il tempo e la voglia di farlo.
E se anche ciò fosse possibile, perchè il cambiamento sia pieno e convinto, devo farlo io da solo.
Posso trovare dei paletti a cui agganciarmi, posso avere degli obiettivi da raggiungere, ma i passi, uno per uno, devo farli con le mie sole gambe.
Sono irrequieto...lo sono anche quando sono apparentemente calmo. Come una pentola di fagioli che bolle di continuo alla quale metto semplicemente un coperchio.
Ho riflettuto...e ciò non basterà probabilmente per recuperare il passato, anche se recentissimo.
Forse potrebbe aiutarmi per il futuro, anche se imprevedibile.