domenica 18 marzo 2012

L'io in voi


Secondo me, una delle maggiori fregature dell'essere umano, è la consapevolezza di se stesso.
Quello che crea, almeno in me, la sensazione di sconforto, di delusione, quasi di agonia, è la percezione che ho di me proiettata nelle altre persone.
Le aspettative! Quelle fregano eccome. Aspettarsi di essere bravo, di essere simpatico, di essere gentile, prodigo al lavoro...sono tutte aspettative che io vedo in me stesso però riflesse negli altri.
Parlo chiaramente. Non mi fregherebbe una ceppa essere simpatico...se non volessi che gli altri, le persone che mi conoscono e mi stanno accanto, pensassero ciò.
Mi aspetto che le persone mi ritengano gentile, garbato...e questo modifica il mio essere a favore degli altri.
E mi domando, tutto ciò ha un senso?
Probabilmente no. Probabilmente è un altro ennesimo inganno della mente (che già dal nome "mente", fa capire che dice spesso bugie), è probabilmente un inganno che facciamo a noi stessi e, in seconda battuta, a chi ci circonda.
Essere simpatico...è ben diverso dall'essere percepito come simpatico; c'è un abisso!
Nel mio caso, ultimamente, mi sono reso conto di essere spesso identificato con ciò che scrivo. E' un inganno! Sappiatelo!
Ciò che scrivo non sono IO...è una parte di me, per carità, è una mia espressione. Ma Io non sono le mie parole scritte su un dannato monitor. Chi lo fa mi sminuisce...o magari mi sovrastima. Si inganna a sua volta.
Io sono tante tante altre cose, belle e meno belle, percepibili come belle e meno belle.
Di certo non sono neanche la somma degli Io che percepiscono tutti gli altri.
Il fatto, di base, è che devo smettere di indagare su me stesso. Smettere di farmi percepire per come non sono, anzi, smettere proprio di farmi percepire!
Le percezioni, come ho scritto in un altro post, ingannano tanto quanto la mente.
Devo smettere di avere aspettative, sia nei miei confronti che nei confronti degli altri, solo allora il mio Io verrà alla luce.

 

domenica 4 marzo 2012

Come sarebbe...

 
Viviamo di percezioni, viviamo di ciò che ci trasmettono i nostri sensi.
Per questo, più di una volta, mi sono chiesto cosa si provi a non averli.
Come sarebbe non avere la vista? Come non poter vedere i colori, le espressioni dei volti, la natura, l'ambiente.
Come sarebbe non avere l'udito? Come non riuscire a sentire, ad ascoltare, le parole, i rumori, i suoni, la musica.
Come sarebbe non avere l'olfatto? Come non riuscire a sentire profumi, odori, puzze.
Come sarebbe non avere il gusto? Come non riuscire a sentire il salato, il dolce, l'acre, a non parlare.
Come sarebbe non avere il tatto? Come non riuscire a toccare, sentire il caldo, il freddo, il liscio, il ruvido.

Sì, quando ci manca qualcuno dei sensi entrano in aiuto, in supporto, gli altri sensi. E così sappimo che chi è non vedente ha, in genere, un udito più fine.
Chi è sordo, invece, pare sviluppare meglio la vista e l'olfatto.
E così via dicendo...

Ma...le percezioni, i sensi, ingannano?
Secondo me sì, lo fanno. Il percepire un colore o un sapore...non sono forse delle traduzioni di qualcosa comunque esterno al nostro essere?
Esiste anche la soggettività nelle percezioni. E quindi esistono diverse percezioni, diverse da individuo ad individuo; finanche diverse nell'individuo stesso da momento a momento.
Per questo, forse, i non vedenti, ad esempio, riescono a "vedere" qualcosa di diverso, qualcosa in più dei vedenti veri e propri.
Hanno percezioni diverse perchè si basano non esclusivamente su un ben specifico senso (es. la vista) ma da un insieme di sensi che rendono visibile le cose, le persone, in una maniera difficile anche solo da immaginare.

Il perchè di questo post? Ero a mare, sulla spiaggia, seduto. Ho chiuso per un attimo gli occhi ed ho sentito solo il rumore delle onde. E le mie mani sono affondate nella sabbia, poi sono riaffiorate ed ho accarezzato la sabbia.
La sabbia, quello che io vedevo ad occhi aperti come sabbia, era ora diversa. Al tatto sembrava un tessuto. Liscio in alcuni tratti, grinzoso in altri. Era morbido, umido, ma anche caldo.
Quando ho riaperto gli occhi...era tornata semplice sabbia.
E allora mi sono domandato...come fanno i non vedenti, come fanno i muti, i sordi, quelli paralizzati dal collo in giù...? 
Non lo so, non lo posso sapere. Forse percepiscono solo con la mente, senza filtri, senza attrezzi che siano occhi, pelle, lingua o naso.
Percepiscono le essenze ed escludono tutto il superfluo.
Vorrei riuscire a fare lo stesso.