domenica 22 febbraio 2015

Meticcio


Sono nato a Milano: c'ho vissuto fino ai 5 anni.
Mia madre è calabrese.
Mio padre era campano.
Poi sono stato in Sicilia, in provincia di Messina: c'ho vissuto fino agli 8 anni.
Poi sono stato di nuovo in Lombardia, in provincia di Mantova: c'ho vissuto fino agli 11 anni.
Poi sono stato in Puglia, in provincia di Bari: c'ho vissuto fino ai 12 anni.
Poi sono stato nel Lazio, in provinci di Roma: c'ho vissuto fino ai 17 anni.
Poi sono arrivato in Basilicata, in provincia di Matera: ci sto ancora.

Ho studiato all'università a Bari.
Ho fatto un master a Pisa.

Ho girato e vissuto l'Italia da Nord a Sud passando per il Centro.
E' normale, credo, che io sia "complesso".
E' indubbio che di tutte questi luoghi e mentalità abbia colto qualcosa.
La precisione milanese?
L'affidabilità mantovana?
La strafottenza pugliese?
La teatralità romana?
La semplicità lucana?
La simpatia toscana?

Più di altri, in me, convivono tutte queste esperienze. Queste forze, alcune simili, alcune totalmente contrastanti.
Non penso di averle domate, ad ognuna di loro do il suo spazio, senza prevaricazioni.
Sono un mix, un bastardo, un meticcio.
E vedendo la piattezza monocromatica e monotona di tanti, che paiono copie di fotocopie, sono felice di questa mia eccletticità.


domenica 15 febbraio 2015

Tu acciù acciuffi me...


Ho aspettato che il santo (e la festa) fossero passati.
Anche questo 14 febbraio è passato abbastanza indenne.
No, nessun pippone sulla convenienza o motivazione che sta alla festa degli innamorati. In giro, al riguardo, per la rete se ne leggono e vedono di tutti i colori, alcune davvero geniali e divertenti.
Una in particolare però mi ha colpito.
Chi ha visto qualche puntata dei Simpson sa chi sia Ralph Winchester. Ralph è un ragazzino un po' particolare. Divertente nel vedere ma, secondo me, molto triste e solo.
Ricordo un paio di puntate a lui dedicate, dove cerca, a modo suo, di trovare un po' di conforto e amicizia nelle persone.
In una di queste puntate, poi, si sfiora a mio modesto parere, la perfezione dell'imperfezione umana in fatto di rapporti interpersonali.
La puntata è quella dove il nostro Ralph prova, forse per la prima volta, l'ebrezza dell'amore.
La puntata è quella dedicata a San Valentino, per l'appunto.
Due scene indelebili su tutte. La prima, quella in cui Ralph osserva tristemente il suo portabiglietti per San Valentino vuoto.
La seconda (mandata anche in slow motion da Bart) in cui, non tanto metaforicamente, Lisa spezza il cuore del povero Ralph.
Questo mio post non so bene cosa voglia raccontarvi.
Forse l'eccessiva aspettativa che mettiamo nell'amore?  Anche sì.
O magari sempre l'eccessiva noncuranza che abbiamo nel porci verso gli altri? Quante volte ci slanciamo, sentimentalmente verso qualcuno, per poi ritrarcene spaventati quando ci rendiamo conto che l'altra persona non è quella che pensavamo?
In amore, io credo, si è più eogisti di quanto si pensi.
Si parla molto di condivisione, di spesa di tempo, di energie, di esperienze da vivere insieme al compagno o alla compagna.
Ma, sotto sotto, io credo che tutti abbiamo a salvaguardia in primis, il nostro di cuore. E poco importa se ritraendoci, sparendo, magari attaccando ed insultando (nelle situazioni più compromesse), facciamo male all'altro o all'altra.
Che il cuore dell'altro si spezzi ci importa relativamente poco. O se ci importa il tutto ha una durata relativamente breve. Lo stesso tempo medio che dedichiamo quando al TG vediamo i bambini senza cibo in Africa o i barboni che dormono nelle stazioni ferroviarie.
Ralph è tutti noi...e anche Lisa lo è.


Rappresentano le due parti di una stessa medaglia. Chi soffre e chi fa soffrire. Ad uno il dolore, all'altra il rimorso.
In genere, però, passa più velocemente il secondo del primo.

lunedì 9 febbraio 2015

Come si dice?

 
 
Come si dice quando fai le cose per te?
Egoismo.
Sicuri proprio?
Eppure ho notato che, almeno in me, anche se faccio le cose per me sento, un pezzettino, anche di farle per gli altri.
Perchè alla fine ho notato che farle solo per me, tenendomele segrete, non hanno poi lo stesso gusto.
Insomma devo condividerle (non alla facebook maniera) ma un po' tanto ci si avvicina.
Solo così poi le sento più mie, più vissute, più memorabili.
E allora l'egoismo cosa sarebbe?
Sono un attimo confuso.
La risposta potrebbe essere 42.
 
 

sabato 7 febbraio 2015

40,50


Un bel salto numerico, non c'è che dire.
Dalle 9 settimane e mezzo alle 50 sfumature di grigio intendo.
E' notorio che in questi giorni, anche solo guardando di sfuggita la tv, si stia assistendo ad un massiccio battage pubblicitario sul film 50 sfumature di grigio.
Il film è tratto da un libro (anzi, da una serie di libri, mi pare siano tre in tutto) e fin qui' nulla di nuovo sotto il sole.
Non avendo letto tale libro (o trittico), non rientrando per nulla nei miei gusti letterari, ho cercato di scoprire un minimo di cosa tratti anche capire, a mia volta, che cosa ci fosse dietro questo fermento mediatico.
Non rivelerò di certo la trama (che comunque non presenta particolari colpi di scena...semmai i colpi, o le "botte" sono di altro tipo...permettetemi) ma è ovvio che il tutto gira attorno al sesso (come cantavano gli spariti -per fortuna- neri per caso).
Alla mente, quindi, mi è tornata un'epoca trascorsa. Un'epoca di anni e anni fa, quando ero pieno di forfora, capelli e brufoli e gli ormoni iniziavano ad agitarsi. 
Correva l'anno 1985 (o giù di lì), ed al cinema uscì questo fantomatico 9 settimane e mezzo.
Qualcuno dei miei amici (più grandi ed un attimo più scafati) andò a vederlo al cinema, ed i racconti che ne uscirono sapevano di mistico.
La descrizione di alcune scene, rammento, mi sconvolsero non poco e sconvolsero anche gli ormoni di cui sopra.
Dovetti, ahimè, accontentarmi per un bel po' di tempo solo di quei racconti...fin quando, in una calda tarda serata d'estate, mi pare su rete 4, trasmisero il famoso 9 settimane e mezzo.
Incuriosito ed al contempo intimorito, ricordo che mi accertai di avere ben chiusa la porta della mia camera e della camera dei miei; misi al minimo il volume della tv e seduto sul letto iniziò la visione.
Ebbene...anche a 12/13 anni, sto film mi parve una gran fetecchia.
Insomma...le famose scene hard c'erano ed erano anche utili agli ormoni (che negli anni si erano moltiplicati), ma rimasi decisamente meno sconvolto di quanto avessi immaginato.
A raccontarlo ora non credo di ricordarmi molto della trama (visto che da allora non ho più visto il film in questione), a parte la scena con il sottofono della musica di Joe Cocker ed un altro paio di battute.
Orbene...non so se questo 50 sfumature di grigio avrà lo stesso effetto sulle giovani (e meno giovani) menti che lo andranno a vedere: quello di una gran torta montata che poi, appena sfornata, s'affloscia come un copertone bucato.
Leggendo poi la famosa trama ci trovo davvero poco attinenza con il bistrattato San Valentino (data prossima di programmazione del film nel 90% delle sale cinematografiche d'Italia). Se la festa del santo è qualcosa che dovrebbe "legare" gli innamorati, questo delle 50 sfumature non mi sembra proprio un libro che tratta di quell'amore tutto baci, cioccolatini, fiori e cenette a lume di candela.
Forse che si voglia dare una veste un attimo più hard al povero Valentino?
Una cosa con frustino e mascherine al posto di baci e abbracci?
Bof...staremo a vedere, anzi, starete a vedere...anche se un po' di curiosità, la ammetto, ce l'ho. Soprattutto relativa ad un fantomatico "gadget" che alcuni cinema regaleranno agli spettatori del film.
Già vedo tristi fotografie su facebook di coppiette che, all'interno del cinema, lo sfoggeranno con sorrisi beffardi sui loro volti e battutine a triplice senso che manco Alvaro Vitali.