martedì 29 dicembre 2015

Il coccodrillo come fa?



Chi lo sa?
Forse anche lui, quando vede che il suo fiume va un po' a puttane, che si secca, che ci muoiono i pesci, che le antilopi non lo attraversano più (perchè non ci sono più neanche le antilopi!), decide d'un tratto di diventare ecologico.
Si muove di meno. Consuma meno energia. Se si sposta magari condivide con altri suoi simili un viaggio a dorso di ippopotamo.
E noi, come il coccodrillo, ci risvegliamo d'un tratto amanti della natura, rispettosi dell'ambiente e della salute nostra ed altrui.
Ci sono voluti due mesi di assenza totale di pioggia, quantità immani di polveri sottili nell'aria, temperature quasi primaverili (a dicembre) per farci cadere dal pero.
Ovviamente in metà del globo terrestre ne stanno accadendo di tutti i colori. Siccità spaventose, uragani, allagamenti, concerti di Gigi D'Alessio...
E noi, fino a ieri, ancora stavamo a pensare ai sorteggi della Champions!
Sinceramente mi pare un attimo tardi.
Mi pare che abbiamo incasinato e sporcato questo nostro pianeta in modo irreparabile. Che solo una di quelle catastrofi cinematografiche, alla day after tomorrow, ci aspetta.
Tre giorni di blocco del traffico, targhe alterne, diminuzione delle temperature dei termosifoni, tutto utile, tutto bello, tutto tristemente inutile.
Magari tornerà a piovere, magari scaricherà tanta di quell'acqua che di certo qualcosa si allagherà, e allora piangeremo l'eccesso di acqua e rimpiangeremo il sole.
E' proprio nell'animo umano volere l'esatto contrario di quello che ha, e poi rimpiangere quello che aveva prima. Ed in tutto questo, non riuscire a fare un cazzo per mantenere l'una o l'altra cosa, pensandone magari ad una terza, quarta, quinta, ecc...
Siamo la razza più intelligente ed al contempo più idiota del creato.
Davvero.
Non vedo speranze particolari. Vedo molta ignoranza e, viceversa, molta conoscenza distorta. 
Alla fin fine quasi quasi faccio bene a non procreare, a non immaginarmi in futuri rosei, colmi di amore e felicità.
Che magari arriva un tornado e mi porta via, e mi porta via tutto.
O dalla tazza del WC salta fuori un coccodrillo incazzato scambiandomi per un'antilope.


giovedì 24 dicembre 2015

Augh



E' la vigilia di natale.
Non male. Ci sono arrivato anche quest'anno.
Mi sto leccando ancora le ferite per l'ultima delusione sentimentale. Forse passa pure questa, dai.
Fuori c'è il sole, ieri sera sono uscito, ho fatto tardi, ho bevuto buona birra (e, una volta tanto, non dovevo guidare per cui ne ho potuta prendere più di una).
Certo, l'età avanza e la vescica si allenta.
Prima di arrivare a casa ho rischiato seriamente di farmela addosso...
Pensieri alquanto sconnessi. Legati dal solo filo logico del caos e dello scrivere quello che penso.
Sono orfano di facebook.
Da un mese abbondante ho detto no.
Il colesterolo invece campa allegramente.
Ma facebook non più.
Io ci scrivevo quello che mi pareva. Aveva sostituito questo blog a tutto dire.
Solo l'immediatezza della socializzazione me lo ha fatto prediligere per un lungo periodo.
Ed ho trascurato il blog.
Chiuso facebook ora scrivo più prolificamente qui.
E sticazzi.
Va meglio. Non sono schiavo dei "mi piace", dei commenti e delle condivisioni.
Ad essere sinceri non lo sono mai stato neanche su facebook.
Sono sempre stato me stesso. Non mi sono finto o inventato diverso da come sono.
Ho chiuso perchè era necessario.
Io sradico i problemi alla radice se posso.
Il problema era che ho dato confidenza ed affetto a persone che non hanno capito.
Povere loro.
Infatti in pochissimi mi hanno cercato dalla sparizione. Giusto quelli che sanno davvero chi sono. Persone migliori di altre, decisamente più argute.
Basta mediazioni e correttezza politica.
C'è melma in giro. E' giusto chiamarla come merita.
A babbo natale non ho chiesto nulla.
Non mi serve nulla, ho notato questo.
Posso avere necessità materiali di vestiario, cibo, riscaldamento, sapone.
Avrei necessità di una persona al mio livello a fianco.
Basta anaffettive con macerie disastrose alle spalle, che non sanno far altro che creare macerie altrove.
Basta fare il crocerossino, che si affeziona ai casi difficili e pensa che il suo amore curerà e guarirà tutto.
Il mio amore non è migliore di altri. Anzi, lo reggono in poche.
Povere loro.
Necessito di una persona allegra, solare, ottimista e soprattutto seria.
Non mi serve babbo natale per trovarla.
Devo cercarla io.
O deve cercarmi lei.
Ecco. Sarò io il regalo di natale di qualcuna.
Augh-uri.


lunedì 21 dicembre 2015

Le dimensioni contano

Tra le varie chincaglierie maschili che sopporto e apprezzo in maniera accettabile ci sono gli orologi.
Non sono assolutamente un patito del genere. Ne ho però una modesta quantità. Cosa essenzialmente dovuta dal fatto che li so tenere bene, tanto che molti (anzi, praticamente tutti) hanno parecchi anni alle spalle.
Ecco, tra i vari autoregali che mi ero prefisso, c'era appunto l'acquisto di un nuovo orologio.
Per cui, da qualche settimana, passando davanti a qualche gioielleria adocchiavo un po' modelli e prezzi di vari orologi.
A questo punto è d'obbligo una precisazione. Io ho i polsi stretti. Tanto da far sembrare poi le mie mani decisamente sproporzionate ed alquanto grandi.
Per carità, un po' grandi lo sono per loro natura, ma comunque l'effetto è dovuto, in buona parte per via della ristrettezza polsacea che ne è alla base.
Ho una teoria in mente. Che non ha nulla a che fare con quella Darwiniana. Diciamo che, per un colpo di mio genio, ho capito che ho questo "difetto" perchè da piccolo vedevo troppo (e mi ci immedisimavo di conseguenza) in Jeeg robot d'acciaio.

Che, per chi non lo conosce, non ho altro da spiegare. Ma per chi lo conosce e se lo ricorda, sa che il suddetto aveva polsi e caviglie strettissime. Quasi strette come il Gakkeen, per non parlare poi del Getter Two
Tolta questa precisazione e questa (necessaria) spiegazione e divulgazione di chi fossero Jeeg e Gakkeen, torno all'orologio.
Si, perchè poi ieri me lo sono comprato.
Ero partito con budget ed idee decisamente più impegnative. A torto, vedendo amici, colleghi e conoscenti che vanno in giro esibendo ai loro polsi orologgi ben grossi, possenti, colorati, supertecnologici e costosi, avevo deciso di darmi un tono anche io.
Ma poi, alla fine, ieri sono rimasto folgorato per la strada di Corigliano (CS).
Ed ho comprato questo:
Ritrovato (o residuato) tecnologico dei primi anni 80 credo. Una versione vintage dei primi orologi Casio.
€ 35,00 di spesa, con luce incorporata, ed è passata la smania da grande manager/egr. dott.
Che, diciamocelo, è un po' come quando un uomo compra i mega suv 4x4 per girare le stradicelle di paese o le più affollate strade di città ed è costretto a parcheggiare in quadrupla fila, magari sulle striscie pedonali di fronte all'uscita di una scuola, perchè non sa dove piazzare un pachiderma di 5 mt di lunghezza: ridicolo.
E il dubbio che "più grande de l'ho (il suv...) e più sono maschio e forte" è li pronto.
Come pronto è anche l'altro dubbio che chi ostenta grandezza poi, in fondo in fondo, nasconde piccolezza.

giovedì 17 dicembre 2015

Solo (senza Han) per me



E' uscito il nuovo film di Guerre Stellari.
Lo sanno pure i sassi, credo.
Spinto dalla volontà di vederlo, ho da prima trovato un cinema decente in zona che lo trasmettesse, successivamente è sorto l'annoso dubbio sul quando andarci e, soprattutto, col chi andarci.
Fare l'orso o il riccio (come dice qualcuno) o tentare la ricerca di un po' di socialità.
Tra i miei amici/conoscenti più immediati, anche in termini di vicinanza kilometrica, non ho molti appassionati del genere.
Per fortuna, ultimamente, ho conosciuto un gruppetto di persone molto simpatiche e tra queste ne spiccano un paio che hanno dimostrato di avere gusti ed interessi talvolta molto simili ai miei.
La tecnologia wazzappiana mi ha permesso quindi di proporre l'evento e, con grande gioia, vederlo accettato.
Quindi, se tutto va come al solito, martedì andrò a vedere, in compagnia di questa coppia di amici (marito e moglie) il nuovo Star Wars.
La felicità estemporanea della cosa però è stata un po' incrinata quando, nel momento di prenotare i biglietti online, mi è stata posta una innocua domanda: "Quanti biglietti per te?".
Ed io, sospirando e storcendo vagamente le mie labbra in un'espressione di disappunto, ho come di consueto digitato: "Solo per me".
Qualche mese fa avrei risposto in altra maniera, forse.
O più probabilmente avrei, come di consueto, girato a vuoto un film solo nella mia testa, ritrovandomi comunque solo.
Poi dici che sono solo film e racconti inventati. Ma questa storia della Forza e della battaglia tra il lato buono ed il lato oscuro colpisce secco.
Sono uno jedi nelle apparenze e speranze, un sith nella realtà.
E come tale il percorso è oscuro, freddo, tortuoso, va affrontato da solo. E probabilmente non porta da nessuna parte.



lunedì 14 dicembre 2015

Han Solo

Ieri pomeriggio, assieme ai miei colleghi, abbiamo fatto visita ad un'altra collega che di recente ha avuto una bella bimba.
Eravamo un bel gruppo. Circa una decina di persone in tutto.
Come è di prassi, gli uomini adulti si sono messi sul divano, le donne adulte sedute al tavolo della cucina mentre i bimbi erano sparsi sul tappeto.
Il mio occhio clinico ha fatto si che notassi che uno dei bimbi avesse una manciata di pupazzetti Lego al suo seguito; ciò ha fatto si che mi avvicinassi a lui e chiedessi di farmeli vedere.
Ciò ha fatto si che per un bel po' io fossi, ad onore, annoverato tra i bimbi e quindi mi spargessi anche io sul tappeto.
Questo già la dice lunga sia sulla mia capacità comunicativa con i miei pari età, sia la mia probabile età mentale.
Non a caso sono stato introdotto dalla madre di uno di questi bimbi come: "quello appassionato come voi di queste cose". 
Sinceramente non mi sono trovato a disagio. Anzi, semmai il disagio lo ho provato con gli adulti, quando ho dovuto necessariamente sedermi al divano dei capi tribù, mangiando crostata, bevendo amaro lucano e guardando, ahimè, l'album fotografico del matrimonio di questa mia collega e, non da ultimo, anche il filmino (dove ero stato, ovviamente, inesorabilmente inquadrato in pose ed espressioni quantomeno ridicole...).
Fatto sta che tra i pupazzetti dei lego campava bellamente il mitico Han Solo.
Il bimbo suo proprietario, purtroppo, non ne sapeva neanche il nome. Lo aveva trovato semplicemente nella confezione del Millenium Falcon.
Stessa confezione e stesso modellino dei lego che ho pure io, tra le altre...
Al che mi sono prodigato in una veloce ma esaustiva presentazione dell'immarcescibile Han. Nominando, più o meno a spot, diversi altri protagonisti della storia di Star Wars.
Il bimbo, tutto sommato, li conosceva. Aveva un po' di confusione in testa, ma ci sta.
A conclusione della visita, il bimbo:

  • sapeva meglio di Han Solo;
  • come regalo di natale ha espresso ufficialmente ai propri genitori di volere in dono il Millenium Falcon dei Lego (quello grande e fico che costa più o meno un occhio...)
  • vorrà vedere il Risveglio della Forza (e anche io, solo che la vedo dura visto che nel triste cinema del mio triste paesotto per le prossime settimane sono in proiezione solo film sul Papa, film di Boldi e, a ruota, quelli di Pieraccioni e Zalone).



venerdì 11 dicembre 2015

Cosa succede amico estetico?



Ieri sera sono stato al concerto di Venditti.
Ok.
Sto male?
Si. 
Forse.
Potrebbe andare meglio, quello sempre.
Il fatto è che mi è piaciuto.
Sinceramente, quando il mio amico concertaro "L" mi ha proposto la cosa ho storto un attimo il naso.
Cioè. Io non sono tagliato per quel genere di musica, o almeno è quello che credo (o credevo).
Eppure Venditti, mi sono reso conto, calca i palchi musicali da una quarantina d'anni. Insomma, non è proprio l'ultimo dei fessi.
Diciamo che della generazione dei "68ini" è uno dei pochi che si è salvato, e pur virando verso una maggiore commercializzazione del proprio genere ha pur sempre mantenuto un certo livello di qualità e, cosa di non poco conto, orecchiabilità.
Perchè tutto sommato i suoi brani, per quanto alcuni decisamente interessanti anche nei testi, sono quelli che ti puoi ritrovare abbastanza di frequente a fischiettare.
Ma non è certo che lo scopro io Venditti.
E' che mi sono scoperto di sapere, nonostante tutti i miei muri interni, abbastanza bene molti testi delle sue canzoni.
E qui' che sono caduto come un asino. 
Sono più morbido di quanto voglia credermi e non solo apparire.
Quando sento certe parole, certi ritornelli, certe dannate storie raccontate e cantate, non posso non sentirle in parte su di me.
Venditti, forse più di altri, qualcosa la smuove dentro di me.
E non era previsto.
Come non era previsto il concerto.
Come non era previsto pensare ad una certa persona durante il concerto.
Antonè, potevi farti i fattacci tuoi?
O potevo farmeli io?
Forse più la seconda.

Rincoglionirsi non conviene.


giovedì 10 dicembre 2015

Il mio nome (non) è Remo Williams


Chi si ricorda di questo film?
Credo in pochissimi.
E' uno i quei film anni 80 che a dei ragazzini adolescenti, come il sottoscritto, non poteva non lasciare un segno indelebile.
Tra alcune memorabili battute (una delle quali uso ancora di frequente) e scene simil epiche di azione e combattimento, insuperabile resta quella dell'allenamento per far indurire le dita delle mani.
Alcuni anni dopo, vedendo un certo e 'poco noto'  cartone animato giapponese chiamato Ken il guerriero, l'esasperazione delle dita indurite usate come vere e proprie armi mortali di combattimento raggiunse l'apoteosi.
"Sei morto ma ancora non lo sai" annunciato enfaticamente da Kenshiro dopo aver piantato una o più dita nel cranio dei propri nemici, ho pensato svariate volte di metterlo come avviso personalizzato per la ricezione degli SMS.
Qualche anno dopo, in un altro 'poco noto' cartone animato giapponese chiamato i Cavalieri dello Zodiaco, un certo Sirio il Dragone si allenava restando in equilibrio, in verticale, sulle proprie dita.
Insomma.
Tutto bello, tutto fico, ma come sempre poco affine alla realtà.
Peccato perchè, essendomi cimentato l'altro ieri nel montaggio dell'albero di natale, mi sia scartavetrato via centimetri di pelle dalle mani e dalle dita. Sorte non migliore è accaduta alle mie unghie.
Alla fine del montaggio, in pratica, avevo le mani distrutte.
Che razza di albero di natale hai montato? Domandereste con giusto interesse.
Non lo so. E' un albero comprato da mia madre un paio di anni fa. E' gigantesco ed è un'arma contundente non dichiarata tale ma spacciata, appunto, per un semplice addobbo natalizio.
Per fortuna, anche per questo, natale viene una volta l'anno.
Non sono Remo, non sono Ken, non sono Sirio e neanche Wolverine.
Stacce.

domenica 6 dicembre 2015

Alta infelicità


 
La decadenza della nostra società e della nostra intera razza io la vedo ovunque.
In ultimo in un deprimente e pessimo programma tv intitolato "Alta infedeltà".
Da qualche settimana, almeno io, l'ho notato. Va in onda a nastro su DeeJay TV (che già fa tristezza come radio, ma come contenitore tv è se possibile anche peggio).
E nulla. Il programma narra storie di tradimenti. Punto.
Ci stanno i presunti protagonisti che narrano gli eventi a mò di intervista. Poi ci sta la fase filmica che, con attori che rassomigliano vagamente ai protagonisti di cui sopra, mettono in scena il teatrino dell'ato tradimento.
Cosa insopportabile è l'"Alto tradimento", annunciato con voce suadente prossima ad un coito dalla speaker/terza narratrice/deus ex machina dell'intero programma, non appena scatta la scena culmine del tradimento.
Insomma, una porcata senza mezzi termini.
Odio il tradimento, si capisce? E' una delle cose che proprio non sopporto che non tollero che non, e basta.
Ed odio chi di questo, addirittura, ne fa una narrazione da intrattenimento.
Sarà per questo che odio di conseguenza film come l'Ultimo Bacio, la Finestra di Fronte, la quasi intera produzione di Ozpetek, Muccino, Almodovar e via dicendo.
Diciamo che nello schifezzometro delle varie trasmissioni dementi per dementi questo Alta infedeltà raggiunge picchi ragguardevoli.
Diciamo che assieme all'immondizia mediatica tipo Grande Fratello, Uomini & Donne, Quinta Colonna, l'Arena, andrebbe dritta dritta nel non riciclabile, come i pannolini sporchi.


giovedì 3 dicembre 2015

Gracile



Non ho per nulla un fisico statuario.
Ho la fortuna di essere solo un po' snello di mio. Non perchè non mangi, anzi.
Forse è perchè mangio cose tutto sommato genuine, se ancora qualcosa di genuino esiste, evitando più per caso che per scelta alcuni cibi spazzatura.
Tolto l'apparenza estetica, le mie difese immunitarie sono alquanto blande.
Con questa in corso, nell'anno 2015 penso di essermi buscato almeno 4 volte l'influenza.
Per dirla tutta, influenza è un termine inesatto. In genere prendo infreddature, colpi d'aria per come volete intenderli.
Il tutto, in genere, nasce dalla gola.
"Hai il collo come un cigno" mi disse qualcuno eoni fa.
Al pari di un cigno, però, appeno busco un po' d'acqua o di umidità la mia gola ne risente.
E dal mal di gola, nel 90% dei casi, l'evoluzione è la seguente: raffreddore, tosse ed infine febbre.
Al momento sono nella fase tosse e sto cercando, con vari rimedi medicali, new age ed ancestrali al contempo, di evitare il sopraggiungere dello stato febbrile.
Poi, in quanto maschio, sapete cosa vuol significare avere una febbre per noi "sesso forte".
E nulla. C'è poco da dire.
"Sei gracile"mi disse sempre qualcuno eoni fa.
E forse c'aveva pure ragione.
Certo, se la non eccezionale prestanza fisica la si unisce alla mia caparbia faciloneria con cui affronto i primi inesorabili freddi, è facile rimanere fregati.
Io sono il tipo che "l'ombello me lo porto, ma che senso ha aprirlo in un tragitto di 10 metri dal portone alla macchina (e viceversa)?" e anche del "il giubotto che lo metto a fare?" sempre riferito ai famigerati 10 metri di spostamento. 
E quindi, capirete, se poi i 10 metri diventano magari 100, se nel mentre non piove ma diluvia, non tira vento ma c'è la bora, ci casco facile.
Fatto sta che dovrei un minimo rinforzare le mie difese interne. Ho fatto un ciclo di fermenti lattici che, a detta di un estemporaneo guru della salute, mi ha detto mi avrebbe protetto un minimo.
Forse aveva ragione anche in questo visto che, almeno per ora, la febbre non è sopravvenuta.
Dovrei rinforzare anche le difese esterne, ovvero mettere una cazzo di sciarpa, un cappello di lana o anche solo infilarmi i giubbotti.
Dovrei anche tonificare un attimo l'esterno. Non vado a correre da secoli e anche la bici è giù nel garage in attesa che arrivi la prossima primavera.
Dal 9 novembre, quindi da quasi un mese, ho sulla mia scrivania un certificato medico di sana e robusta costituzione (?) che dovrebbe permettermi di segnarmi in palestra.
Nulla di che, non aspiro a diventare Conan il barbaro. Ma magari, un po' per passare il (poco) tempo libero in un modo diverso dal solito, un po' per tonificare sto fisico che con l'andare del tempo e dell'inattività si sta inesorabilmente arrugginendo, conto di iscrivermici.
Magari per la fine di questo strano 2015 ci riuscirò.