lunedì 29 febbraio 2016

Un giorno in più

Aphrodite detto "Il Pesciolone", Cavaliere d'oro del segno dei Pesci
Oggi è 29 febbraio.
E' un evento che capita solo ogni quattro anni.
Tipo i mondiali di calcio, le olimpiadi ed io che festeggio San Valentino.
Per questo volevo scrivere un post che rimanesse negli archivi del blog in questo giorno tanto particolare.
A me piacciono le eccezioni, le cose ed i casi particolari. Non volevo farmelo sfuggire.
Non fosse che, ragionandoci sopra, si tratta di avere a disposizione un intero giorno in più.
Psicologicamente mica cotica!
Certo, se poi penso a cosa ho fatto in questo giorno in più di questo anno non è che ci sia tanto da festeggiare.
E' stato, anzi, un giorno particolarmente intenso. Scandito, per lo più, dall'ennesima scadenza lavorativa (spostata, per l'occasione, appunto di un giorno in avanti).
Questo giorno extra è in pratica quasi finito e mi sento, purtroppo, di non averlo sfruttato per nulla.
In qualche mondo dei sogni sarebbe stato giusto impiegarlo facendo qualcosa di totalmente diverso dal solito. Magari facendo un piccolo viaggio, oppure trascorrendolo assieme ad una persona cara o dedicandolo interamente a se stessi.
Invece, nel mondo reale che tutto fagocita, questo giorno non pare abbia avuto molta fortuna. Io lo ho trascorso in modo abbastanza anonimo e consueto, ovvero: casa-lavoro-casa-lavoro-casa.
Di per se è capitato di lunedì, e questo lo ha castrato un bel po'.
Povero 29 febbraio. Vieni ogni quattro anni e ti ritrovi pure ad inizio settimana. Con tutti noi scazzati, incazzati e depressi di default.
Qualcuno, secondo me, ti ha pure preso in antipatia. Ad esempio quelli che dovranno spostare i calendari dei loro orologi non digitali. Sai che balle mettersi e far girare a vuoto le lancette.
Nel mio piccolo, 29 febbraio, ti dedico questo infimo post sperando che la prossima volta ti possa vivere un po' meglio.

sabato 27 febbraio 2016

Rivoltarsi nella tomba


In quanti lo hanno fatto?
Dico, rivoltarsi nella tomba?
Penso un po' tutti. Il detto, credo, abbia più di un fondamento teorico alle spalle.
Io lo dico spesso.
Lo dico ad esempio per De Sica nei confronti delle carriere dei figli, o anche per Vittorio Gassman per la stessa motivazione.
Preambolo per dire che ieri, al termine del solito corso di aggiornamento professionale, mi sono ritrovato con alcuni colleghi a vagare per il centro di Bari.
Visto che, in genere, la frequentazione di corsi ed aggiornamenti vari sono un buon pretesto per rimanere poi fuori a pranzo e/o a cena, ieri non abbiamo fatto eccezione.
Indi per cui, ieri sera, abbiamo cenato fuori.
Visto che non siamo tipi schizzinosi o con preconcetti medievali, ci siamo voluti inoltrare nella cucina giappoense.
Per la verità, per me, è stata una mezza prima volta. In passato avevo gustato qualche assaggio di sushi, ma nulla di ecclatante.
Ieri sera, invece, ci siamo diretti ad un ristorante giapponese direi di ottimo livello.
Ne è valsa la pena ed io, nel mio piccolo, ho potuto fregiarmi della mia ridotta ignoranza/conoscenza delle cibarie giapponesi viste e captate, per lo più, leggendo manga e vedendo anime in TV.
Per dirla in simil dialetto, mi sono "scialato" nel gustare sashimi, sushi e anche del pesce in tempura. Alla fine ho concluso anche con del (vero) sake caldo ed i complimenti del cameriere che mi ha subito preso in simpatia perchè, ad ogni portata, aveva notato che qualcosa di cucina giapponese "masticavo".
Per cui ho chiesto se avevano i ramen e, sì, li avevano. Peccato solo che glielo abbia chiesto a fine cena altrimenti li avrei volentieri assaggiati per la prima volta in vita mia.
Ho anche chiesto altre cosine, non da ultimo la scelta del nome del locale.
Abbiamo poi acclarato che il nome era semplicemente il cognome del proprietario/titolare del ristorante.
Nessun nome altisonante, appunto.
Nessun nome scomodato dalla storia nipponica.
Al contrario di un altro ristorante giapponese, invero nostra prima scelta che però ci avrebbe riservato un tavolo non prima della 22.40, che come nome porta Hagakure.
Ecco, l'Hagakure è qualcosa di particolare.
E' un libro, uno scritto, una sorta di manuale.
Elenca la via del guerriero, la via del samurai. 
Qualcosa di serio e scritto seriamente.
Ed allora ho pensato all'autore dell'Hagakure, tale Yamamoto Tsunemoto, che per dirla tutta, non credo che apprezzi poi tanto che una sua opera abbia ispirato l'apertura di un ristorante nel centro di una cittadina del sud Italia.
Ecco, ho pensato che il buon Yamamoto un po' si sia rigirato nella tomba.
E da li ho anche pensato velocemente a quanti, come lui, lo facciano quotidianamente per svariati motivi.
Credo, infine, che anche molti di noi viventi ci rivoltiamo nella tomba.
Non magari in quella classica che viene seppellita o murata in qualche loculo.
Abbiamo tombe meno appariscenti e fisiche ma certamente più spesse e talvolta impenetrabili, strette e buie.
Io nella mia, a furia di rigirarmi, ho lividi dappertutto.

 

domenica 21 febbraio 2016

Alfabeto nerd


Su iniziativa di mio nipote "N", ieri siamo andati al cinema a vedere il film di Deadpool.
La cosa mi ha fatto piacere per una serie di cose, tra le quali:
- il fatto che mio nipote mi abbia pensato;
- che mio fratello e mia cognata mi abbiano affidato tranquillamente loro figlio.
Tra le atre, mio nipote ha portato con se un suo compagno di scuola (entrambi studiano al liceo scientifico), mentre io ho invitato a mia volta il mio amico "M2" (che differisco dallo storico M per evidente omonimia).
Insomma. E' stata una bellissima serata.
Per quanto ci fosse un non piccolo gap generazionale (i giovani poco più che 18enni, mentre io ed M2 ormai a ridosso, e oltre, i 40), abbiamo parlato e dialogato per tutto il tempo. Sia durante il viaggio (lungo circa 150 km tra andata e ritorno...si perchè nel mio triste paesotto il cinema trasmette per lo più film di dubbia qualità...), sia durante la visione del film che, ovviamente, dopo.
In pratica, facendo poi mente locale, nel piccolo involucro della mia macchina ci siamo ritrovati in 4 nerd/geek ognuno con proprie vocazioni e gusti che, per forza di cose, si sono andate bellamente ad incastrare.
Mio nipote "N" è un nerd ancora in fasce, un giovane padawan lettore di comics (in particolare il sunnominato Deadpool) e incallito giocatore di videogames genere survivors, sparatutto e gdr.
Il suo amico "A", scudiero alla Corte degli Stark, appassionato di letture fantasy (pare sia alla terza lettura del Silmarilion, cosa che io mi sono fermato ad un terzo...), fantascienza espansa (cioè, non solo ha letto i classici romanzi di Asimov, ma anche i suoi saggi scientifici!) e di manga (nel suo portfolio annovera Death Note, One Piece e pare voglia cimentarsi nella lettura di Berserk!). Ha già le idee chiare: vuole diventare un chimico od un fisico. Ed in questo ha trovato spalla in...
M2, chimico, amante di...ehm...tutto. Mastica e pratica di manga, comics, fantasy, fantascienza, videogiochi (con passione smodata per i gdr), anime ed OAV (semplicemente conosciuti come cartoni animati giapponesi). Collezionista di ogni cosa collezionabile, aspirante parlatore giapponese (detiene un videocorso di cui ancora non ha visto le puntate...per mancanza di tempo).
Ed infine io, un fritto misto di cui sopra, meticcio per natura e destinazione, vocato a vari generi e sottogeneri del fantastico, però con molti limiti, purtroppo legati al tempo, solo parzialmente assorbiti da una smodata passione.
Vi lascio immaginare i discorsi che nascevano, morivano, rinascevano, si intrecciavano, mutavano ed infine riprendevano con qualche spin-off collaterale.
E quindi, a memoria, abbiano parlato della Star Comisc, della Granata Press, della Editoriale Corno, di Stephen Hawking, della teoria delle stringhe, delle equazioni di primo grado, di Asimov, di Simmons, di Heinlein, di Beta Ray Bill, di Deeadpool (ovviamente), degli X-Men, dei trailer dei prossimi film superoistici (Batman Vs Superman, Suicide Squad, X-Men Apocalypse), di Halo, Skyrim, Dragon Lance, Mordor, la Justice League, e ancora qualche altra cosa che se continuo finisco domani di elencare.
Ma oltre di quello che abbiamo parlato, mi è piaciuto anche quello di cui NON abbiamo parlato, ovvero: lavoro, donne (queste sconosciute che non ci capiscono proprio), calcio e politica.
Le battute si sono sprecate, i riferimenti anche, colti anche dai due giovani accoliti con mia evidente soddisfazione.
Ed il film?
Ah, certo.
Bello, simpatico, fico! Per chi conosce il personaggio il film è fatto bene. Per chi non lo conosce, probabilmente, lo troverà un po' troppo splatter, pieno di parolacce e con un paio di minuti di scene hot.
Vabbè che il pubblico italiano è andato in visibilio per una porcata come 50 sfumature di grigio, per cui non dovrebbero esserci problemi.
Unica nota stonata, a mio parere: hanno rappresentato Colosso troppo, troppo, troppo ingenuo e fesso. No, il caro Piotr meritava un attimo più di attenzione. La cosa è di certo voluta, forse per contrastare proprio la spavalderia di Deadpool, ma chi lo conosce dalle pagine dei fumetti sa che Colosso non è così.
Per questo gli dedico la copertina di questo post.

venerdì 19 febbraio 2016

Cognome


Chi, in svariati momenti di noia mista a curiosità, non ha utilizzato le potenti risorse del web per scoprire altre persone che hanno il proprio cognome?
Magai pochi, magari no. Io l'ho fatto poco fa.
Ebbene, i risultati sono stati interessanti.
Ho notato, in primis, una netta prevalenza del sesso femminile. Tutte donne/ragazze con (presunte) posizioni lavorative di livello nelle più svariate categorie. Dall'estetista, all'analista finanziaria, alla psicologa, alla commercialista, all'avvocatessa, alla studentessa.
Dalla parte maschile invece ho notato una presenza minore, in termini di numeri, ma comunque di buon livello. Ci sta un esperto in energia nucleare, un paio di fotografi, un parrucchiere, un meccanico, un professore, e via dicendo.
La prevalenza è di lavoratori autonomi, buoni anche i dipendenti per lo più del settore privato (impiegato nel pubblico, mi pare, solo uno).
Diciamo che se il livello è tendenzialmente interessante e variegato in ambo le categoria, non altrettanto è l'aspetto fisico.
Ecco, se molte delle foto che ritraevano le mie pari cognome mostravano una certa, ripeto, interessante beltà, non altrettanto può dirsi per noi  maschi.
Notando poi la foto con cui sono presente io nelle strette maglie della rete, diciamo che il livello si appiatisce ulteriormente.
Diciamo che dal lato maschile, tolto un paio di soggetti, stiamo messi tutti ai piedi di Cristo!
E la cosa mi ha fatto notevolmente sorridere. Evidentemente è proprio qualcosa nei geni primigeni del mio ceppo che non funziona. Proprio non si sforzano (i geni) per dare un qualcosina in più.
Per il sesso femminile, invece, pare che i geni abbiano lavorato decisamente meglio.
E mi sovviene, sempre con il sorriso in bocca, uno storico episodio dei Simpsons. Un episodio dove si scopre che tutti i maschi della famiglia Simpson sono per lo più dei perfetti idioti (uno su tutti, quello che per vivere si fa investire dalle macchine per chiedere il rimborso dell'assicurazione!!!), al contrario delle femmine del ceppo che invece sono tutte intelligenti ed affermate nel campo lavorativo.
Che dire? Sono perfettamente nella media del mio cognome e ne sono felice.


sabato 13 febbraio 2016

Bang sulla croce rossa


Qualche giorno fa, su una delle reti satellitari della RAI, ho seguito un programma: Europa tra le righe.
Mi è piaciuto molto. Ovviamente non è italiano, è una produzione francese (i cugini d'oltralpe avranno pure la puzza sotto al naso, ma sanno gestire e rispettare la cultura in modo decisamente migliore rispetto a noi...).
Il tema del programma però non è quello (solo) di pubblicizzare un tale libro. Quanto quello di far conoscere, attraverso un'intervista interessante, acuta e mai banale, il pensiero del dato scrittore.
E quindi, più che capire cosa potremmo trovare in quel dato libro, lo spettatore è guidato nella conoscenza del pensiero, del modo di essere e di porsi dell'autore del libro.
Non udiremo la domanda: "Di cosa parla il libro?" ma udiremo "Perchè hai scritto quel libro?". Cosa diversa, sottilmente e abominevolmente allo stesso tempo.
Il primo pensiero al termine della visione è stato: qui da noi non sarebbe possibile un programma del genere.
Per due evidenti e lampanti motivi:
- mancanza di cultura letteraria di "nicchia";
- mancanza di un giornalista/scrittore decente che possa fare le interviste.
Ahinoi, ne sono certo, un programma del genere in Italia verrebbe affidato a qualche figlio di papà (o mammà), senza alcun reale interesse nel programma stesso. Una sorta di bambolotto che a malapena ha letto il libro che vorrebbe rencesire o lo scrittore che vorrebbe intervistare.
Il tutto si tradurrebbe, quasi certamente, in uno spot del libro in questione (distribuito da qualche casa editrice di punta, ovviamente) con evidenti riflessi di natura commerciale e con poco o scarso approfondimento sia nel libro sia, soprattutto, nella conoscenza dell'autore stesso.
I format e le costrizioni commerciali ed imprenditoriali, poi, andrebbero a far si che si intervistino scrittori già in qualche maniera affermati, oppure campioni di incasso di sedicenti e presunti "best seller", lasciando zero spazio ad esordienti od a scrittori di nicchia.
Pessimo poi sarebbe il trattamento di generi e/o sottogeneri decisamente poco considerati nella nostra cultura, o sedicente tale.
E qui che voglio andare a parare fondamentalmente. 
Penso sia improbabile l'intervista o anche la simil recensione (mi accontenterei anche di quella) di un qualche libro in ampio senso "fantastico".
In Italia, si sa, fantasy, fantascienza, horror, sono poco e mal considerati.
Ricordo ancora come, anni fa in una libreria di Bologna, una pessima signora commentò, con una sua amica, un mio acquisto.
Era un libro di fantascienza. Per la precione Ubik di Philip Dick.
La summenzionata signora disse, circamenoquasi: "Non capisco come si possano leggere libri di fantascienza".
Io non replicai (e certamente sbagliai), feci anzi finta di non sentire, pagai e uscii dalla libreria in modo anche abbastanza tranquillo.
Non me la presi più di tanto. Ora come adesso, so che certi preconcetti esistono e non si possono facilmente sradicare.
So che chi ama il fantastico è visto, di base, come un bambino. Indipendentemente dall'età anagrafica ovviamente.
E' accettato che si legga di fantasia fino ad una certa età. Poi si _deve_ diventare adulti. E le storie da leggere non devono più basarsi su viaggi spaziali, spade magiche e vampiri.
Devono per forza vertere su pipponi mentali di stampo storico, melodrammi struggenti d'amore, pseudo racconti di vita vissuta di giornalisti politicizzati o allecchinati.
Come una spugna si cancella il tutto.
Eppure la fantasia, il fenomeno di costruizone mentale che vi è alle spalle, credo sia una delle poche manifestazioni della specialità umana.
E castrarla così meschinamente, a favore di una presunta realtà o verosimiglianza, non mi pare giusto.
Alla fin fine, i romanzi da quattro soldi di F.V., non sono anche quelli opera di fantasia?
Perchè quelli possono essere considerati accettabili mentre la lettura di un altro autore di modesta qualità, che si cimenta però in racconti prettamente fantastici, è ritenuto quantomeno diseducativo? Una lettura da ombrellone?
Si fa presto a ghettizzare di questi tempi. Si fa presto a giudicare lo spessore delle persone solo per come vestono, figurarsi per quello che sono solite leggere, vedere od ascoltare.
E purtroppo i fan del fantastico sono i più bistrattati, quelli su cui spari sopra anche se sono la Croce Rossa.



domenica 7 febbraio 2016

Yatta

Domenica mattina.
Inizia quella mezza giornata dell'intera settimana in cui mi sento abbastanza libero mentalmente.
Sistematicamente, appena dopo pranzo, inizia l'ansia da lunedì e della ripresa di tutto e il tutto diventa solo un angoscioso sistematico passare delle ore.
Mi sono seduto al pc senza un motivo particolare. Neanche questo post, per la verità, ha un motivo particolare. Nè capo nè coda.
Fuori brilla il sole, la temperatura è gradevole. In genere, quando si parla del tempo vuol dire che non si hanno particolari argomentazioni.
Se ne devono avere per forza?
Anche di domenica mattina in orario tutto sommato accettabile?
Come mia madre che quando mi porta la colazione a letto (lo fa solo di domenica eh!), mentre ancora cerco di capire chi sono, dove sono e dove vorrei essere, mi profila una sequela di domande che vanno dal semplice "come stai" per arrivare già a richieste che meritano ragionamenti più fini ed approfonditi come "che cosa cuciniamo oggi" o "dobbiamo andare a fare la spesa".
Mi sento stanco nonostante mi sia da poco alzato.
Certo ieri sera ho fatto tardi. Caso unico e raro al contempo.
La qualità della mia vita è ormai scandita da ripetitivi passaggi tra casa-lavoro-casa. Intermezzo unico la famosa palestra e, appunto, qualche uscita estemporanea.
Anche ieri sera ho fatto il 30enne, seduto in terra ad ascoltare Giorgio Canali, le sue splendide canzoni intramezzate da bestemmie e parolacce (non le canzoni, tra una canzone e l'altra...).
Giorgio Canali e la sua eloquente t-shit
Sarà per quello che mi sento spezzato, due ore rannicchiato sul parquet non sono proprio il massimo. Schiena incastrata e glutei atrofizzati. Jill Cooper mi riderebbe in faccia, lo so. Mia madre ha la tendenza a vedermi sempre debole, sfatto, scavato, verdolino, come dice lei (ieri pomerggio, al consueto elenco, si è aggiunto anche "vecchio"...).
Ogni tanto mi compra kit di sostegno, tipo pappa reale, vitamine ed integratori vari. A me vien da ridere, perchè ogni volta che li prendo mi viene in mente il tonico di Yattacan. Ma a parte il retrogusto dolciastro, non è che noti questa impennata di energia, nè tantomeno la capacità di fabbricare nel mio stomaco dei micro robot...
Yattacan