lunedì 8 marzo 2010

Donne: istruzioni per l'uso (in giapponese)

8 marzo. brrrr...

Fa freddo sia climaticamente sia per altro.
Non me ne vogliate, sono critico di natura. E questa volta non penso farò sconti.
Non ho cambiato idea in un anno, e non riscriverò nulla di nuovo rispetto al post che, proprio un anno fa, scrissi quì sul blog.

Aggiungo però alcune cose:

- oggi le donne ricevono auguri anche se non lo desiderano;

- oggi alle donne verranno offerti caffè, dolcini, pasticcini, fiori (puzzolenti), pizze, cene a base di pesce (questi alcune lo accettano, altre no ma lo accettano lo stesso);

- oggi al TG, per radio, sui quotidiani si parlerà di loro quasi fossero delle creature aliene o in via d'estinzione;

- in alcuni locali ci saranno serate per "sole donne" e guai (maschio etero) ad entrarci anche per caso;
Ho un rapporto conflittuale con il gentil (?) sesso. Non lo capisco, non vengo capito. Ci vorrebbero davvero delle istruzioni per l'uso comprensibili per entrambi.
Stamane ho fatto gli auguri a poche donne. A quelle che, a torto o a ragione, ritengo importanti per me. Delle donne per le quali non aspetto un giorno all'anno per parlare, per domandare come stanno, per prenderci un caffè, per mandare un sms o per dare un bacio.
Donne che rispetto e che "amo" tutti i giorni dell'anno, domeniche e festivi inclusi ma alle quali oggi, più del solito, ho voluto testimoniare il mio affetto.

sabato 6 marzo 2010

Strano stranizzato

Ma...cioè...sono strano io o cosa?
Sì, strano un pò lo sono, lo so eccome. Eppure non pensavo di esserlo così tanto.
Perchè, insomma, posso capire i miei limiti, posso capire anche i miei numerosi spigoli, ma perchè, anche quando mi pare d'aver fatto tutto in maniera abbastanza normale mi ritrovo poi con il culo per terra?
Faccio il gentile...e nulla.
Faccio il premuroso...e nulla.
Faccio l'incazzato...e nulla.
Faccio il pentito e mi scuso...e nulla.
Faccio nuovamente l'incazzato...e nulla e cancello gli sms senza manco leggerli!

Eccheccazzo! La mia pazienza ha un limite molto basso. Lo chiarisco da subito, con tutti. E allora perchè poi tutti pare facciano apposta a farmela esaurire?
Bof...poi non lamentatevi e, possibilmente, non rimpiangetemi. E non cercatemi se avete bisogno perchè, chissà come mai, quando ho eventualmente bisogno io sono tutti impegnati!

venerdì 5 marzo 2010

Nudo alla meta! (...e alla moto?)

Ebbene sì. Oggi, con la tanto attesa rata numero 36, ho finito ufficialmente di pagarmi la macchina!!!
In questo periodo di magra e di spese proprio mi fa comodo non vedere prosciugare (in tempi assurdamente celeri) il mio scarno conto corrente.
Mi sento, per l'appunto, nudo (ovvero con pochi soldi) alla meta.
E ora...?
Sì, sarò alquanto sognatore e anche decisamente irresponsabile ma da tempo mi ero ripromesso che, non appena avessi finito di pagare la macchina, avrei pensato seriamente a comprarmi una moto.
Certo non so ancora guidarla (e l'andare in bici o su uno scooter non è per forza garanzia che ne sappia poi guidare una "seria") e, per iniziare, dovrei logicamente prendermi la patente.
Per cui, salvo ripensamenti, entro breve mi iscriverò alla scuola guida e vedrò quanto mi costerà quest'ennesima passione. Considerando che dovrò fare le guide con la moto della scuola guida probabilmente costerà molto...a meno che qualche pio conoscente non sia tanto pazzo da affidarmi la sua moto per fare un pò di pratica.
Bof...vedrò. Per intanto rimango nudo e visto la giornata assolata ne approfitto per abbronzarmi un pò!

giovedì 4 marzo 2010

Io e il rugby

Sopra una foto (ovviamente di scarsa qualità viste le mie pessime doti fotografiche) dell'incontro tra Italia e Scozia del 27/02/2010 valido per il 6 Nazioni.
Lo ammetto candidamente, non capisco moltissimo del rugby. Conosco vagamente le regole del gioco e non c'ho neanche mai giocato per errore.
Eppure, da qualche anno a questa parte (complice le prime partite tramesse su La7), sono diventato un estimatore di questo sport. E dopo varie indecisioni, questa volta, mi sono organizzato e sono andato a gustarmi una partita dal vivo.
Già attraverso la televisione avevo provato un non so che di particolare nei confronti di questo sport. L'atmosfera che pareva trasudare dagli spalti e dal campo erano (e sono) per me un'attrattiva troppo difficile da ignorare per troppo tempo.
E così, zainetto ini spalla, sono partito alla volta di Roma e poi diretto allo stadio Flaminio.
Già lo stadio mi ha colpito. Raccolto, ospitale, caldo. Non come certi stadi monumentali che, solo per televisione, paiono giganteschi, impersonali.
Poi, altra cosa gradita, il clima. E' stata una giornata oserei dire primaverile. Per gran parte del l'incontro sono stato senza il giubbotto.
E nell'intervallo mi sono anche concesso una birra (certo un pò cara) ma era da fare e stop!

Potrei poi elencare una serie di pregi del rugby che però cerco sempre di comprimere in un'unica parola: rispetto.
Il rispetto non solo nei confronti di uno sport "antico" (nel senso positivo della parola ovviamente), ma rispetto anche per chi lo gioca e rispetto per chi lo osserva. Il rispetto che c'è in campo tra i giocatori che si meneranno pure, ma non s'accapigliano, non fanno scenate, non insultano il pubblico e l'arbitro. Ed il rispetto che c'è tra i tifosi. Ho avuto la fortuna di ritrovarmi, in curva, circondato da tifosi scozzesi e nessuno s'è azzardato manco per errore di incazzarsi con me o menarmi perchè alla fine la nazionale italiana ha vinto.
I tifosi scozzesi applaudivano alle giocate sia della loro nazionale che di quella italiana!!! E alla fine, uno dei miei vicini, mi ha anche stretto la mano!
Cose d'altro mondo? Forse sì, soprattutto se il mondo a cui siamo (tristemente) abituati noi italiani è quello del calcio. Dove si va allo stadio per fare a botte, dove l'avversario in campo è un nemico, dove il tifoso dell'avversario è un idiota che merita solo ceffoni se esulta. Dove ci sono cori offensivi e bestemmie a tutto spiano. Dove girano troppi soldi, dove i calciatori sono visti come degli idoli da emulare quando, molto spesso, sarebbero invece da ignorare.
Tutto questo, per fortuna, nel rugby non c'è e spero non ci sarà mai.

giovedì 25 febbraio 2010

FESR (d'mamt)

FESR, acronimo di Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
Oggi scadeva, o meglio, oggi sarebbe scaduto il termine per la presentazione delle domande per accedere ai finanziamenti del FESR per quanto riguarda la regione Basilicata.
La Basilicata, sì...questa piccola regione che, pur non essendo la mia "patria" natia, mi ha adottato più o meno volontariamente una 15ina d'anni fa.
Ora, in maniera inconscia, spesso mi ritrovo a definirmi un lucano a tutti gli effetti. La cosa che oggi mi pare tanto naturale, anni fa mi dava decisamente fastidio non avendo mai accettato del tutto tale adozione.
Forse perchè fu difficile adattarmi ad una realtà così piccola, rurale, quasi scarna; forse perchè non ci sono venuto ad abitare certo per scelta quanto per un obbligo.
Ma oggi, appunto, con quasi una vena di simpatia mi ritengo felice di essere parte di questa piccola regione.
Una regione abitata da un popolo davvero unico. Un popolo che unisce e apprezza ancora certi valori forse troppo facilmente dimenticati altrove in Italia, un popolo gentile, mite. Ma è anche un popolo burbero, testardo, unito, che sa farsi valere quando c'è qualcosa che non gli va.
Ma ci sono, "abbiamo" anche diversi difetti. Siamo pochi (e questo, in un mondo che vuole la competizione a tutti i costi e conta sui famosi grandi numeri è, purtroppo, un problema), siamo un pò provincialotti e agresti, intenti tutti a guardare nei nostri giardini. Siamo anche vagamente "gelosi" dei successi dei nostri corregionali (che immediatamente, anche ingiustamente, vengono etichettati come raccomandati o figli di tal dei tali). E così potrei andare avanti per righe e righe scoprendo, forse, che poi non siamo nè migliori nè peggiori di tutti gli abitanti della nostra bella (ancora per poco forse) Italia.
Ma questa corsa alla tecnologia che coinvolge, anche quì, un pò tutti in modo non proprio volontario ci pesa parecchio.
E così, primo esperimento in questo senso, quest'anno per la presentazione delle domande al bando di cui sopra, il FESR, è stato introdotto l'invio telematico!
Via la vecchia carta insomma! Si compila un form su un sito internet dedicato, e si lavora lì. Poi, finito tutto, basta un click ed invii la domanda. Stop! Finito! Facile no?
Ora, questo magari ad alcuni potrà sembrare banale, forse anche superato. Ma non qui in Basilicata dove questo slancio tecnologico ha causato più di un mal di testa a molti!
E così, non solo il sito è stato reso utilizzabile in netto ritardo a quanto previsto, ma ha avuto numerosi crash; per non parlare poi delle bizzarre (che penso abbiano fatto tirare giù diversi bestemmioni) scomparse dei dati faticosamente introdotti e l'assenza di un quasivoglia metodo di salvataggio vagamente intuitivo (nel senso che il modo di salvare c'era, ma per scoprirlo dovevi arrivare letteralmente all'ultima schermata del famigerato form, che però non ti permetteva d'andare avanti se prima non compilavi le pagine precedenti, insomma...un sistema cervellotico che ti faceva perdere più tempo nell'operazione del salvataggio che non in quello della compilazione!).
Morale della favola, dopo mal di testa, bestemmioni, mail e messaggi di vario genere piovuti a mò di grandine è arrivata, un pò come Babbo Natale, la famigerata proroga!
L'Italia è un pò il paese delle proroghe. Nella mia piccola e modesta esperienza lavorativa ho visto e vissuto quasi sempre delle proroghe. E sinceramente non mi aspettavo che questa volta fosse l'eccezione.
Ma in genere la proroga non serve a nulla perchè, in linea di massima, ci si riduce sempre all'ultimo giorno.
Ma, forse, questa volta la proroga servirà un pò per migliorare questo "avanzato" sistema informatico.
Lo spero proprio perchè "noi" lucani, certe cose tecnologiche proprio non le digeriamo. A noi che piace ancora il pane fatto in casa, la salsa fatta in casa, i boccacci di sottolio fatti in casa, insomma, le cose fatte "a mano" alla vecchia maniera, questa virtualità, questi termini come "form", "download" e "patch" continuano a preoccuparci. Un pò come le macchine fotografiche che ti rubano l'anima!

lunedì 22 febbraio 2010

Fiero di essere uno sfigato

Oggi una persona si è permessa il lusso di darmi dello sfigato.
Sfigato perchè a suo dire non cavalco le famigerate sfumature. Sfigato perchè ho rispetto ma anche timore. Sfigato perchè non mi abbandono all'istinto. Sfigato anche perchè leggo fumetti e perchè giudico senza aver mai vissuto. Sfigato perchè critico quello che non sarò mai.

Beh, cara persona di cui sopra. Se questo è essere sfigato, beh, ne sono orgoglioso. Sono orgoglioso di ciò che sono, di quello che ho fatto di quello che faccio, dico, creo e distruggo. Sono orgoglioso di me stesso, del mio essere, del mio apparire e della mia intelligenza. Sono orgoglioso perchè posso vivere 364 giorni di cacca e 1 di felicità e ritenermi soddisfatto.
Sono orgoglioso di leggere (cosa che forse tu non sai neanche più fare...) che siano fumetti, libri, o giornali perchè ciò apre la mia mente, stimola le mie capacità intuitive, la mia fantasia, e mi permette di sapere cose che forse non vivrò ma di cui avrò almeno sentito parlare e ciò mi permetterà di affrontarle nel miglior modo possibile.
Sono orgoglioso del mio essere spigoloso e al contempo fragile. Di sembrare burbero e di essere invece fin troppo buono. Sono anche orgoglioso di essere qui a scrivere questo "sfogo" anzichè stare al telefono a insultarti come probabilmente ti meriteresti.
Sono orgoglioso anche di essermi trattenuto perchè, qualche dio lo sa, quanto avrei voluto risponderti per le rime, ma non mi abbasso all'altezza della tua sporca mangiatoia.
Sono orgoglioso perchè ho una specie di sesto senso che mi porta a non fidarmi del tutto delle persone di una certa (scarsa) lega.
Sono oroglioso delle mie paranoie, delle mie paure, dei miei limiti perchè rappresentano uno stimolo a migliorarmi, a non fossilizzarmi.
Sono orgoglioso di non aver ragionato col cazzo come forse le tue sfumature prevedevano e aver ragionato con la mente e, viva dio, con il cuore.
Sono infine orgoglioso di capire che, nonostante per la maggiore in giro ci siano persone insulse come te, in circolazione c'è anche del buono, magari nascosto, oppresso dalla merda che siete, ma esiste!

E tu, cara persona in questione, sei orgogliosa di qualcosa? E' motivo d'orgoglio trattare le persone come dei "caronte" usa e getta? E' motivo d'orgoglio mostrarsi per ciò che non si è, ammettere la propria solitudine e poi infangarmi perchè ciò ti fa stare meglio? E' motivo d'orgoglio pensarti superiore e migliore a me solo perchè non ho giocato con le tue regole?
Non lo so, se leggessi questo post forse potresti anche rispondere, ma non lo farai ed è anche meglio così perchè insozzeresti questo mio spazio con la tua sporca logica qualinquista, materialista e fondamentalmente falsa di cui faccio volentieri a meno.

Cara persona in questione, non ti meriti neanche d'essere mandata al diavolo perchè, ne sono certo, anche lui ricaccerebbe indietro a pedate.
E neanche mandata a fare in culo perchè, anche quello, ti sputerebbe fuori come una supposta non ben assimilata.
Per cui, per quanto, ripeto, sono certo non leggerai queste righe, preferisco rimanere a vita sfigato pur se la tua di figa fosse l'ultima in circolazione!

domenica 21 febbraio 2010

Paradise City (where the grass is green and the girls are pretty)

Che avessi bisogno di un nuovo paio di occhiali era certo.
Non solo per un cambio di look (poco importante) quanto perchè la montatura è quanto di più sbrindellato esista e le lenti sono tanto rigate da farmi vedere il mondo tipo schema di sudoko (al quale non so neanche giocare per cui peggio al quadrato!).

E questi nuovi occhiali urgono perchè, cavolo, abito in una città paradiso e non me ne sono reso conto.
Insomma, esco e vedo macchinoni, moto assurde, fichette e fichetti "griffati" da testa a piedi.
E mi domando: "Ma la crisi quì non c'è?" e subito dopo "Vai a vedere che sono l'unico coglione (inteso come simpatizzante di centrosinistra) a soffrirla stà crisi?"

Beh, se vedo un ragazzetto di scarso 19 anni con una macchina che io non mi potrei permettere neanche vendendo casa...il dubbio sorge spontaneo.
Magari è un figlio di papà? Magari lui il papà, soprattutto, ce l'ha. Io no, ma questo centra poco con la crisi.

E che cavolo di crisi è allora? Qualcosa non mi torna.
Non sarà forse che nel mio paesello (pardon, cittadina, dal lontano 19equalcosa! andiamone fieri!) c'è qualcosa che funziona al contrario?
Perchè, diciamocelo, quando vedo perdigiorno dalla dubbia capacità professionale che ostentano ciò che posseggono un pò i coglioni mi girano.
Per non parlare di quando poi li sento parlare.
Per la serie, giovedì sera sul bus per Pisa, due tipi fichi di poco più giovani di me:

"Ah, bella Firenze. Domani ci andiamo!" uno
l'altro "Si, soprattutto la piazza...come si chiama? Quella lì aiutami non mi viene il nome..., Trinità è a Roma vero?"
l'uno di prima: "Sì, quella di Firenze è piazza dei Miracoli!"

Ok, io non sono un genio in geografia, ma, almeno, certe cose penso si dovrebbero sapere...o sono tanto assurdo?
Io non credo perchè poi la discussione tra i figuri verte su argomenti decisamente più utili (e a me, in proporzione inversa, assolutamente sconosciuti).

"E Rocco poi che macchina s'è preso?" uno
l'altro "Mercedes!"
l'uno di prima "Quel cesso? Ma se non ha neanche l'allestimento "E"!!!"

Ecco, io non so neanche cosa sia l'allestimento E e non ricordo neanche sinceramente se parlassero di una Mercedes o di una BMW, ma decisamente tale allestimento è fondamentale che si conosca piuttosto del nome di una delle piazze più conosciute d'Italia e del mondo!

E, in finale, la mia cittadina allora ho intuito che sia molto di più di ciò che sembra.
E' un misto tra Shangrilla e Paperopoli! Dove si ostenta ciò che si ha anche quando questo è scarso, inutile, vuoto.
Poi, invece, chi ha qualcosa magari la tiene nascosta per paura d'esser invidiato e fa il finto straccione o spilorcio ma che poi compra una casa nuova all'anno.
Ma, il limite, è solo di natura materiale. Possedere oggetti, cose...la "robba" alla Mazzarò maniera.

Peccato che ci siano (o ci dovrebbero essere) anche altre priorità o altri "valori" con il quale rapportarsi e confrontarsi.
Peccato anche che abbia perso i capelli e peccato anche che Al Bano si sia lasciato con Romina.