E' vero, Settembre è un mese di cambiamento. Quasi come Dicembre.
A Settembre si ha ancora l'eco del passaggio dell'estate, si ha ancora il calore del sole sulla pelle, la luce dei tramonti alle nove di sera, ma è anche un mese di abbandoni e di riprese.
E' un mese un pò uggioso, con le prime pioggie, le prime giornate fresche, è un mese malinconico di Leopardiana natura.
Non a caso è il mese in cui sono nato. E' un mese che mi rispecchia molto sotto questo punto di vista.
Ho passato delle piacevoli giornate nelle settimane passate, complici le presenze degli amici e lo spirito di libertà mentale che mi sono autoimposto; niente pensieri, niente preoccupazioni, niente riflessioni.
C'ho provato, non ci sono sempre riuscito, ma almeno è bastato.
Oggi, però, chiudo tutto metaforicamente alle spalle; è come se chiudessi le ante di un armadio (non dissimile da quello di Narnia) perchè si cambia stagione, si cambia testa.
Ora, più che in passato, ho decisioni da prendere, strategie da seguire e faccende passate da archiviare definitivamente.
Ho necessità di risposte, non ho più voglia di darmene io di mie o, peggio, di non sentirmene dare per nulla.
E' una specie di Aut Aut come mi ha fatto notare qualcuno, ma è necessario.
Settembre è appena iniziato, tra non molti giorni compirò il mio 34esimo compleanno (numero pari, e non mi garba) ma è solo un dato numerico.
Il cambiamento, quando avverrà, non sarà di certo solo anagrafico.
Però stò maturando sempre più una strana, forse insana (almeno dal mio attuale punto di vista) consapevolezza: quando cambierò in pochi saranno degnati della mia attenzione.
I più, probabilmente, si mangeranno le mani per non aver creduto in me, per non avermi aspettato, rispettato e aiutato.