lunedì 7 marzo 2011

NO!


Non so cosa scriverò in questo post!
Un misto di non sense ed incazzamento vario...? Non saprei.
Probabilmente, anzi sicuramente, è uno sfogo!
Uno dei tanti, l'ennesimo che scrivo su questo cappero di blog. L'ennesimo inascoltato, che se anche letto, condiviso, con attestazioni varie e pacche sulle spalle, non risolleverà di un'emerita cippa il mio morale.
Sono dannatamente stufo di tutto ciò che mi circonda. Delle persone che mi circondano (per lo più false ed iporcite, per lo meno anche ignoranti e presuntuose).
Sono stufo di gente incapace che mi supera professionalmente. Di gente tamarra e ignorante che mi supera negli affetti. Sono stufo di tutta una marea indescrivibile di teste di cazzo che a vario titolo pare si diverta a mettersi sulla mia strada e a legarsi come una schifosa zavorra.
Gente che si compra cavalli, macchine, case e non apprezza e conosce la gavetta. Che schiavizza l'altrui ed all'occhio dei più è visto come un santo o un benefattore mentre in realtà è sterco!
Sono stufo di combattere, di incazzarmi, di abbattermi, risollevarmi e reincazzarmi di nuovo. Di dover marcare di continuo il mio territorio, di dover ringhiare per ottenere uno strafottuto osso che, sia ben inteso, non solo mi E' dovuto per diritto, ma fa anche particolarmente schifo.
Sono stanco di dover piegare la schiena perchè la mangiatoia è bassa e tanto tanto altro ancora.
Potrei e, cazzo, DOVREI scrivere ancora di più, tirare fuori tutto quello che ho, coglioni fumanti compresi, e chissà che non mi calmerei.
Ma è proprio quello da evitare: il calmarmi. Il diventare riflessivo, il diventare pacato, il tipo dai toni mai sopra le righie, il razionale del mio paio di bolas!
L'esatto tipo di individuo, in pratica, che a patto di non aver un carisma di tutto rispetto, si fa fesso in tre secondi scarsi.
Cominicia a contare...chissà che nei tre secondi non riesca, io per primo, a mandarti sonoramente affanculo!!!

lunedì 28 febbraio 2011

Fuori mercato

 
Ieri, facendo una passeggiata sul lungomare, incontro casualmente un conoscente.
Ha la mia stessa età, abbiamo gusti, tutto sommato, simili; decidiamo di fare quattro passi assieme e, conseguentemente, di fare un po' di sana chiacchiera.
Parliamo del più, del meno, del per e del diviso.
Di tutto, una sua frase mi coglie impreparato: "Più leggo, più apprendo, più incremento in qualche maniera la mia cultura e più mi distacco da questo posto..."
Lo osservo sbigottito, il mio cervello registra l'informazione e la cosa migliore che riesco a fare è quella di annuire malinconicamente.
E' vero! Nella realtà in cui vivo, in cui le poche menti pensanti (e/o furbe) scappano appena possono, io e questo mio conoscente siamo una razza decisamente in via d'estinzione; un articolo ormai fuori produzione, fuori mercato.
Non penso di essere nulla di eccezionale e neanche di essere uno che si sente il migliore sulla faccia della Terra o che fa la cacca dorata e profumata. Eppure avverto la diffidenza che creo nelle persone che per lo più mi circondano.
Una cultura che ha le sue fondamenta sull'apparire e sul possedere. Una cultura che valuta una persona per la cilindrata ed il modello di macchina o per quanto riesci a "pompare" in palestra, non penso sia definibile neanche cultura.
Un posto dove la massima aspirazione delle ragazze è fare, quando va bene, l'estetista o la commessa (mestieri rispettabilissimi, per carità) se non fare le casalinghe/mamme dell'uomo macchinato e pompato di cui sopra.
Un posto dove se ti approci ad una ragazza con un biglietto "romantico" anzichè con un'occhiata intensa ed un "ohanmèh, ci sì bbona!" sei preso per un pirla.
Un posto dove non c'è cultura, non c'è un cinema, un teatro, una associazione culturale o una struttura sportiva polivalente (che non proponga solo calcio o calcetto, per intenderci).
Tutto questo fa parte del "mercato" che mi circonda. Mercato fisico, mentale, quotidiano. Un mercato in cui non mi ritrovo proprio e dove, mio malgrado, sono costretto a vivere.
Devo, pertanto, smettere di leggere perchè mi apre troppo la mente; devo vedere in TV l'Isola, il GF, Amici, Uomini & Donne, Pomeriggio sul Due, Giletti, Papi e Signorini!
Deve smettere di correre all'aria aperta solo per vedere il panorama e respirare aria pulita, e devo chiudermi in una palestra a farmi il fisico!
Devo smettere di conoscere persone e modi di pensare troppo diversi da quelli del mio mercato, perchè altrimenti mi vengono strane idee in testa; mi confronto e, forse, per un attimo, penso di essere destinato a qualcosa in più!
Devo smettere di cercare una ragazza normale, che veda i miei pochi pregi ed i miei tanti difetti, che sia attratta dal mio carattere e dal mio modo di fare, e non dalla marca di scarpe che indosso o dalla circonferenza del mio bicipite!
Devo essere...ciò che non sono...

venerdì 18 febbraio 2011

A me gli occhi...




Qualche persona falsa soleva dirmi "Che begli occhi hai Pier".
Non c'ho mai creduto, i miei occhi non sono belli, sono sporgenti e di un comunissimo color nocciola.
Nonostante tutto, però, svolgono abbastanza a dovere il loro compito. Non ho una vista alla Occhio di Falco, ma me la cavo abbastanza.
Gli occhi, scoperta dell'acqua fredda, servono per vedere. Per osservare. E' un'azione naturale e poco c'è da commentare.
Diverso è il caso in cui il soggetto osservato è un essere umano, specialmente se donna.
L'osservata, in questo caso, ha diverse reazioni.
Se l'osservata è una tipa schiva, in genere, abbassa lo sguardo e tira avanti.
C'è invece quella che regge lo sguardo, che lo ricambia, analizza, e passa avanti.
C'è poi quella che non è schiva e non ricambia lo sguardo se non per una frazione di secondo. Si tratta, in genere, di quelle che si sentono, a torto o ragione, un po' fiche.
Quelle che ti guardano, neanche, ti squadrano, ti scrutano e non ti ritengono quasi mai degni della loro nota.
Non ho controllo totale dei miei occhi; purtroppo sono ancora attratto dalla bellezza (o quella che ritengo io sia bellezza), ma mi incazzo sempre quando queste presunte "belle" fanno le snob e pensano, con evidente convinzione, di avercela solo loro! (la bellezza...)
Per questo...dovrei procurarmi un paraocchi.


domenica 13 febbraio 2011

Al lupo all'uopo


E' consuetudine mia, di me stesso medesimo, considerarmi un bonaccione.
E' consuetudine, degli altri, medesimi di loro stessi, riconoscere questa mia bonaccioneria, intenderla come mia presunta (talvota acclarata) fessacchioneria ed approfittaresene.
Mi considero scarso in pazienza, e se è vero che ogni limite ha una pazienza, in un determinato caso specificifo il limite è stato superato, abbondantemente.
In virtù di questo, la soglia di bonaccioneria s'è abbassata considerevolmente, almeno in questo caso. Pertanto, non riconosco più il vero dal presunto e non apprezzo o giustifico più tante motivazioni (o scuse) a me snocciolate con troppa abbondanza.
Pertanto, male o non male, non ascolto più certi richiami.
A gridare troppe volte al lupo al lupo, si sa, il cacciatore poi si stanca ad accorrere.
In bocca al lupo, letteralmente.


mercoledì 2 febbraio 2011

Facile e veloce...come comprare da una televendita

Da un po' latito su questo mio angolo di vita e virtualità.
Se qualcuno s'è preoccupato, tranquilli, non sono migrato all'estero (peccato) e non ho cambiato neanche taglio di capelli.
Semplicemente l'immediatezza di canali quali l'amato odiato facebook, ha attratto anche me.
Ed è un vero peccato. Un peccato perchè tanti pensieri, che in passato cercavo di tradurre quì in parole, ora sono sostituiti da più immediati "mi piace", da link vari, da foto, da commenti istantanei...
Quì, invece, ci vuole un po' d'olio di gomito. Ci vuole un attimo di predisposizione per scrivere qualcosa che non sia un monosillabo.
Non è una critica verso il mezzo facebook, non demonizzo nessuno, nè chi lo usa troppo nè chi lo usa troppo poco. Ognuno, alla fine, fa quello che sente.
Ed oggi, ora, mi sentivo di tornare a scrivere quì sul mio blog che, un po' come il primo amore, non si scorda mai.
E' stato quì che ho mosso i primi passi "social". Il resto, l'attuale, proviene tutto da bof...ed è un bel dire ^_^


domenica 16 gennaio 2011

Mica è facile...


Massimo rispetto e massima invidia per chi ha un fine, un obbiettivo, un idea, e la persegue.
Tra i vari, numerosi, difetti che ho c'è anche quello dell'indecisione.
Odio avere dubbi, odio avere incertezze e odio, in determinate occasioni, dover scegliere tra soluzioni che non mi convincono del tutto.
So già che nessuna scelta è esente da rischi, che spesso si sceglie la soluzione meno peggio; qualcuno, spesso, non ha soluzioni, ne ha solo una.
Già di questo, forse, dovrei ritenermi fortunato nell'avere a disposizione due soluzioni, tre se consideriamo una soluzione rimanere così com'è.
Ho paura, la verità è questa. Ho paura di cambiare abitudini, per quanto squallide esse siano, ho paura di dover lasciare quell'unico affetto che, a torto e ragione, mi da quel poco di sicurezza che mi mantiene ancora in equilibrio, ho paura di fallire e di dover ritornare indietro con le classiche pive nel sacco.
Come lungo un'autostrada, lo svincolo è arrivato. A volte ho accelerato, a volte ho rallentato, ma ora che lo vedo lì, molto vicino, perchè ho l'impressione non sarei dovuto partire...?

martedì 4 gennaio 2011

L'eclisse



Ispirato dall'eclisse di oggi, post, copiato da quest'altro blog: http://blumoon_lalunablu.blog.tiscali.it/?p=242 (quando qualcosa è scritta bene e rappresenta in tutto il pensiero e lo stato d'animo, inutile riscriverla...)

Narra una antica leggenda cinese di due amanti, con un destino crudele… non riuscire mai ad unirsi, si chiamano: giorno e notte…

Nelle magiche ore del tramonto e dell’alba, gli amanti sono sul punto di incontrarsi, ma non succede mai… Dicono che se fai attenzione, puoi ascoltare i loro lamenti e vedere il cielo tingersi di rosso della loro rabbia.
Afferma la leggenda che gli dei ebbero pietà di loro e vollero concedergli un attimo di felicità e per questo crearono le eclissi, nel corso delle quali gli amanti riescono a unirsi…”

Conoscevo già questa leggenda, ma un giorno curiosando di qua e di là, per caso, l’ho ritrovata scritta in un sito, ma la cosa che mi ha colpito sono state queste ultime righe aggiunte…

A volte mi chiedo se non ci incontreremo mai più…
se siamo condannati a vivere separati…
se siamo anche noi il giorno e la notte…
e se stiamo aspettando la nostra eclissi…
(Scritto su un tovagliolo di carta, da chissà chi per chissà chi)

L’amore, quello vero, deve avere dentro di sè una forza davvero grande… che aiuta ad affrontare, con pazienza, molti ostacoli… eppure alle volte sembra quasi non riusciamo, o non vogliamo, superarli…