domenica 3 luglio 2011

I'm no woman in love


E' estate, e ancor prima è stata primavera. I cuori si aprono (ho scritto cuori!), ormoni vari impazzano, si mostrano bicipiti e pettorali scolpiti in mesi di dura palestra.
L'estate è il momento nel quale, quasi per moda, ci si deve trovare un'anima gemella. Per alcuni l'anima poi è secondaria, basta solamente il corpo, e che sia gemella...tanto meglio, perchè magari c'è anche la sorella che può dare il cambio...
Tra i miei conoscenti/contatti virtuali, è quindi un fiorire di cuori (ho scritto cuori!), fiori, messaggi, ringraziamenti vari, accensioni di ceri.
Capisco l'amore, l'ho provato. Ricordo vagamente cosa ti porta a fare, a dire, a pensare. Sarà che ora non sono innamorato e che si dimentica troppo facilmente il passato (anche non remoto), ma a me tutto questo manifestare/ostentare il proprio amore, un po' mi fa venire le bolle...
I soliti benpensanti penseranno bene che la mia è invidia. E hanno, in fondo, anche ragione.
Ma sbandierare il proprio stato sentimentale io non lo capisco. Non lo capivo neanche quando ero ammalato (innamorato) sia ben inteso, e i soliti ben pensanti penseranno bene che 2+2 fa 4.
L'amore, o l'infatuazione, o il sentimento nascente, o la botta e via, credo debbano essere una cosa assolutamente intima, condivisa con pochi intimi. Non capisco chi le sbandiera. Non capisco chi deve necessariamente "gridare al mondo" che è innamorato.
Il mondo, credo, ha già un Pappalardo.

sabato 25 giugno 2011

Brasil o Brazil


Mi perplime...
Mi perplime e un po' mi intristisce rendermi sempre più conto di come bastino un paio di glutei femminili e addominali maschili per far accorrere e sbizzarrire mandrie di persone.
Persone che, fino a 5 minuti prima, sembrano abbastanza posati, con la testa ben sulle spalle, gente che lavora (o così pare) qualche padre o madre di famiglia.
E poi, d'un botto, arrivano questi brasiliani...e i locali che li ospitano si trasformano...e queste persone cominciano a fare i maiali e le scrofe...
Questi finti brasiliani (della serie: non basta essere vagamente abbronzati e avere un cognome che termina con la S) che scimmiottano movimenti di anca e bacino (se trattasi di maschi), che sballottolano prosperosi (e forse finti) seni e glutei vagamente prosciutteschi (se trattasi di brasiliane)...
Una moda alquanto triste, ripeto, che rappresenta un paese e una nazione che, per quanto poco io conosca, non reputo sia solo calcio, carnevale, trans e ballerini/e.
E' un po' come, per noi italiani, essere tacciati all'estero per mafiosi, mangia spaghetti, mandolino e monnezza di napoli. Ci incazziamo...giusto?
E presumo che anche i brasiliani, quelli veri, facciano bene ad incazzarsi se li consideriamo così. E forse fanno anche bene a sbattersene di noi, delle nostre leggi, ed a liberare presunti terroristi infischiandosene delle "minacce" dei nostri politici ridicoli (che si ricordano del brasile solo per i calciatori e per le zoccole).
Se vuoi rispetto, porta rispetto...


domenica 19 giugno 2011

Ambient


Uno dei più interessanti corsi sostenuti all'epoca universitaria fu "Geografia dello spazio e dell'ambiente".
Non fu un corso qualunque e per quanto sia mediamente affabulare o abbuffalatore nelle parole, non riuscirei a spiegare al meglio cosa rappresentò per me, e per molti miei colleghi di studio dell'epoca, quell'esperienza.
Cercando di riassumere il tutto in poche ed incisive parole, direi che fu l'unico esame in cui, alla fine della fiera, fui fiero e soddisfatto di me stesso, delle mie capacità, delle capacità dei miei compagni e del mio professore.

Alla prima lezione, ci fu posto tale quesito: definire concettualmente le parole "ambiente, territorio e paesaggio".
Cosa da poco, potrà apparire di primo acchitto. Cosa di non poco conto, vi garantisco, farlo.
Aprendo la mente su concetti similari, utilizzati erroneamente in maniera alternata e che sotto, invece, nascondono svariate sfumature.

Non so il perchè di questa premessa, talvolta, come un diesel, ho bisogno di carburare per raggiungere poi il fulcro del mio discorso. Di certo ricordo tutto, o quasi, con (quasi) devozione e pensare che è passata una piena dozzina d'anni, fa riflettere.

Come fa riflettere il fatto che, parlando di ambiente, di ciò che forse circonda l'individuo e che circonda, alla fine, se stesso, ci si possa infilare di tutto e di più. Senza limiti che siano spaziali o temporali, ma forse solo mentali.
E di questi limiti mentali, talvolta insuperabili come mura di Gerico, talvolta labili come tonni tagliati da grissini, che mi sono vagamente soffermato osservando un nuovo locale aperto da qualche mese nel mio posticino dimenticato dalle cartine geografiche.
Insomma, è bastato mettere qualche luce soffusa, chiamare qualche DJ dal nome vagamente etnico (che non si chiami, per l'appunto Antonio, Rocco o Ugo), far pagare cinquanta centesimi in più a bibita, rispetto agli altri locali del circondario, senza motivo apparente e la gente mi si è infichettata d'improvviso, e pure in maniera prepotente!

Non posso più girare per strada senza vedere tipi sbarbati con capigliature sfidanti diverse leggi di gravità, con occhiali da sole o da vista (o da finta vista) di dimensioni spropositate, eccezionalmente puzzolenti di profumo, che si sparano pose in foto degne di Cosmopolitan e Cioè, ad ogni angolo della strada.
E stesso dicasi per il falso gentil sesso, che sfoggia d'improvviso minigonne inguinali, tacchi rumorosi, glitter e trucchi alla Tracy Lord, che si spara le suddette foto al pari dei compari maschili e che fuma, sbocca, sclera e fa caciara con applombe britannico.
Il tutto, da precisare, in 20 metri quadri che, d'estate, si apliano in maniera interessante lungo la strada, tra un parcheggio ed un altro, improvvisando i cofani delle macchine come tavolini.

La mia "odiosa" ironia credo abbia già fatto intendere come vedo e percepisco questo locale. Ma è appunto l'analisi dell'effetto modificatore che il suo avvento, il suo presentarsi, il suo immettersi nell'ambiente, abbia di fatto modificato gli individui che ne sono entrati in contatto.
Ero sempre stato un convinto fautore che fossero gli individui, le persone, a creare ed influenzare l'ambiente. Ora, sempre più, mi rendo conto che è l'ambiente a influenzare l'individuo.

Eppure...mi domando, se avessero inaugurato una libreria come il Signore di qualcuno comanda...chissà se per strada ci sarebbe stata un'orda di secchioni occhialuti...?

martedì 7 giugno 2011

Alla bersagliera!

E insomma...
Mi sono messo in proprio. Qualche giorno fa ho inaugurato il mio piccolo ufficio. Due stanzette, grandi il giusto. C'è luce, tanta luce. Ho due bei finestroni, di quelli che vorrei anche a casa; sono stato fortunato.
Ho arredato, a giudicare dai complimenti ricevuti (soprattutto da donne), con un certo gusto.
Ora, dopo lo stress preparativo legato alle scelte, agli acquisti, ai viaggi, agli appuntamenti fissati, mancati, rimandati, alle sedie dell'ikea che non volevano sapere di montarsi decentemente, alle trapanate sbilenche nei muri, inizia la parte più impegnativa.
Abituato com'ero a fare almeno 5 cose contemporaneamente, ora, nel silenzio e nella fin troppa calma delle mia 4 mura, mi sento spaesato.
Al telefono mi chiama solo mia madre e qualcuno che sbaglia numero. Il citofono tace e l'unico che mi passa a trovare sta forse peggio di me.
Certo, è normale...qualcuno dirà...
Dai tempo al tempo...dirà qualche altro...

Forse ho fatto il passo più lungo della gamba...?
Ho voluto la bicicletta...vuoi che l'abbia presa senza sellino...?

"In sella, alla bersagliera!"


martedì 24 maggio 2011

Ma...trimonio?

 
E' una cambiale!
Sì, al bando i sentimentalismi e il politicamente corretto. 
Il matrimonio è una cambiale con scadenza a sorpresa, per di giunta, la quale però prima o poi la si deve pagare.
E' una cambiale anche per coloro che, nonostante numerose grattate alle parti intime, si rivedono di tanto in tanto, presentarsi all'uscio di casa proprio, con sorriso ebete misto tra rivenditori del folletto e testimoni di geova, qualche parente, amico, conoscente, ex-amante che li invita al loro matrimonio.
Il sorriso (ebete) che questa volta proviene dal malcapitato invitato è in genere tutto un programma che, in rapida successione prevede una serie di pensieri tipo: "Poverto te" "T'ha incastrato" "Quanto mi costerà" "Ma mi vuoi davvero male".

Inutile cercare scappatoie, augurarsi improvvisi mal di denti, diaree o fusioni improvvise di motore, quando tocca tocca!
E, qualche giorno fa, è toccato al sottoscritto.
Impossibile sfuggire, ho dovuto agghingerarmi con giacca, cravatta e scarpe decisamente scomode. Ho dovuto far lavare la macchina (che, in verità, non vedeva il sapone da almeno un semestre), ho dovuto percorrere un buon 250 km, tra andata e ritorno, per le manie di grandezza dei novelli sposi, ho dovuto sborsare quello che, almeno attualmente, equivale alla quasi metà dei miei introiti lavorativi mensili.

Ovviamente ho reincontrato parentame alla lontana che non vededo (senza particolari rimpianti nè miei nè loro) da una decina d'anni buoni e raccontare, ovviamente, vita morte e miracoli di quanto accaduto nel frattempo.
Ho evitato, agilmente ma con fatica, trenini, macarene, amici di charlie brown, lanci di fiori e di giarrettiere.
Ho dovuto, ahime, sorbirmi "musici" dalla dubbia capacità musicale e dal pessimo repertorio, sparati per di più a palla dall'alto parlante che mi distava pochi metri dal tavolo.

Ripromettendomi di non partecipare più a nessun altro matrimonio (compreso il mio eventuale) ho cogitato che:
  1. se proprio devo sposarmi, la cerimonia la farò in spiaggia, con obbligo, per gli invitati, di non indossare giacche, tailleur, scarpe con tacchi e via dicendo;
  2. si mangia tipo buffet. niente camerieri pomposi, maitre psicotici e proprietari di sala egocentrici;
  3. la bomboniera sarà una cosa utile, niente delfini di cristallo di svaroschi, cornici d'argento, piattini da caffè dorati e minchiate simili;
  4. niente musicanti! magari un qualche amico, di quelli mezzi alternativi che hanno tutti, che strimpella una chitarra e canticchia, ma nulla di più coinvolgente;
  5. nessun steven spielberg dè noartri per il filmino dell'evento. giusto qualche foto ricordo ed un filmato modesto, semplice, senza effetti speciali, riprese alla fast & furious. 
Tutti buoni propositi...che qualcuno penserà, giustamente, crolleranno davanti alle richieste della mia futura lei.
La famigerata Lei per la quale si fa di tutto, si accetta, di tutto, per far si che quel giorno sia, soprattutto, il suo giorno.
Quella Lei, che nel mio caso, è già sposata...


domenica 22 maggio 2011

Meditare...

Se c'è una cosa in cui sono bravo è pensare.
Pensare, ri-pensare, farmi continue seghe mentali che mi frenano, che mi inibiscono, che mi fanno razionalizzare un buon 90% delle mie azioni e delle azioni altrui.
Forse, vedendola da un'altra prospettiva, il pensare troppo, per quanto possa far male, crea un attimo una sorta di empatia nei confronti dell'ambiente circostante.
Di certo, come ho affermato poche ore fa strappando un mezzo sorriso ironico ed un mezzo sorriso di compassione, tendo ad immaginarmi con la sfera di cristallo. Come una sorta di mago o di indovino che cerca, nella riflessione e meditazione continua, una base per il futuro prossimo venturo; dovrei quindi iniziare a leggere carte, divinare ossa e scrutare specchi d'acqua...

Ma...come sempre, c'è un fattore che mi frega, che non mi fa essere "mago" in tutto e per tutto: la pazienza.
Medito, sì, ma un po' a cazzo, diciamocelo. Il fattore pazienza mi è spesso estraneo, salto subito e spesso a conclusioni errate, fuorvianti perchè, per quanto cerchi di razionalizzare, c'è sempre la componente istintiva che proprio di neutralizzarsi non ne vuole sapere.

Dico e scrivo, spesso, di voler diventare stronzo. Non tanto nel senso cattivo del termine, quanto in quello mentale. 
Lo stronzo, in primis, appare assai distaccato. Cinico, freddo e oltremodo razionale nel suo modo e, forse, nel suo mondo.
Ecco, io quel modo e quel mondo lo vorrei tanto padroneggiare.
E, non da poco, ho notato che molti stronzi (ma soprattutto stronze) hanno acquisito questo status grazie ad una profonda meditazione. Tanto profonda che non ha annullato l'istinto, ma lo ha fuso, sapientemente, con la calma, con la pazienza, con quel dannato distacco dalla realtà e da un certo tipo di materialità che io, ancora, non riesco ad operare.
Ho notato che in codesti stronzi (e codeste stronze) fattore scatentante è stato sempre uno: lo yoga!

Sarà la respirazione, sarà l'apertura dei vari chakra, sarà che tutto gira intorno al sesso, ma chi conosco e so che fa yoga, in qualche modo, è notevolmente stronzo...

domenica 8 maggio 2011

Aria fritta



uhmmm...
diciamo...
eggià...
mah...
bof...
veramente io...
sarà...
qualche dubbio ce l'ho...
capisco...
saluti