domenica 31 maggio 2009

Crash

Da non so quanto tempo ho una rabbia segreta e muta dentro di me. Non chiedo tanto dalla vita, chiedo cose normali, che hanno la stragrande maggioranza delle persone.
Non cerco il lavoro strapagato, non cerco l'apparenza, non cerco il super. Mi basta un diesel, mi basta avere un lavoro che mi permetta di vivere, di vivere possibilmente non per me.
Le cose, "la robba", ha un senso, ha un'utilità solo se puoi condividerla con altre persone. Che senso ha avere un macchinone se non hai nessuno con cui andarci in giro? Che senso ha comprarsi un bell'abito se non hai nessuno a cui farlo vedere e dal quale ricevere complimenti o anche critiche?
Io ho un grosso limite, non riesco ad essere egoista. Non riesco a fare le cose SOLO per me; per questo so di essere diverso da molti. A volte la diversità, è una boa cui attaccarsi nell'oceano della vita. Ci si consola, talvolta ci si esalta pensandosi diverso, pensandosi non comune. Eppure, quante volte è desiderato appartenere a quella massa. Come vorrei essere più materialista, più stronzo, più egoista. Forse avrei tutto ciò che desidero.
Soffro di solitudine, sono un orso, ho un caratteraccio, eppure non so stare solo. SOno un uomo, con i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue voglie. Ma sono, da sempre, guidato da una sorta di moralità inopportuna che tende spesso a farmi dire "no, questo non si fa".
Quindi mai desiderare la donna di un altro, mai desiderare un aumento, mai desiderare di essere più considerato, mai desiderare di avere una strabenedetta vita semplice e normale.
E quindi mi friggo, mi rivolto come un gamberetto nella paranza, senza soluzione di continuità.
Ho paura di cambiare ma ne ho anche voglia. Vorrei uscire, ma non ho amici, vorrei amare ma non ho uno straccio di donna. Ho solo me stesso, e non mi basto più. Forse non mi sono mai bastato ed ora sono quasi arrivato ad un punto di rottura.
I film, i fumetti, i libri, i giochi...non riempiono nulla. Anche la famiglia, per quanto presente e numerosa, non è d'aiuto e non può capire tutto. Che mia madre mi chieda cosa c'è che non va, che lo facciano anche i miei fratelli, non serve ad altro che a chiudermi ancora di più, a nascondermi quasi fossi un alieno.
Mi è nato un nipote, ancora non l'ho preso in braccio. Non mi sono proposto e non mi hanno neanche chiesto se volevo tenerlo.
Ho problemi con la gente, ho l'aspetto di un burbero, lo sono anche, per carità, ma nessuno che si spinga a vedere oltre. Eppure ci provo a muovermi, ci provo a parlare, ci provo a far vedere che sono diverso. Ma non cambia nulla, non ne ricavo nulla e quando sembra che qualcosa stia cambiando, che forse una persona abbia intravisto che non sono tutto quello che appaio, si ritrae, scappa, fugge, quasi fossi un criminale assassino o un appestato.
Dio? La religione? La Chiesa? Non so cosa sia la fede, non la capisco semplicemente. Parlo talvolta con Dio, gli chiedo perchè, che cosa di male ho fatto talvolta per meritarmi questo deserto. Ovviamente non ho risposte, ovviamente non ho soluzioni. La soluzione forse sono io, ma sono anche il problema. Un ciclo, una ruota, il classico cane che si morde la coda. Difficile trovare la forza in me quando in me c'è poca forza, c'è poca stima, c'è poca fede.
Passano i giorni, passa il tempo, sperando che cambi qualcosa, ma non cambia, rimane tutto uguale quando va bene, peggiora, ovviamente, quando va male.
Sfruttato al lavoro, non cercato da nessuno, non amato. Tenuto a distanza di sicurezza, cercato solo nel momento del bisogno, e poi rimesso in naftalina. Tanto, stupido come sono, al fischio d'aiuto come un buon cagnolino obbedisco, scodinzolo e aspetto la carezza o l'osso che viene promessa ma mai data.
Forse devo diventare più materialista, devo sfogare la mia solitudine, le mie frustrazioni come fanno in tanto, comprando cose, vivendo solo per me stesso. Diventare ciò che ho e non ciò che sono o vorrei essere. A che mi serve timorarmi? Limitarmi? Soffrire? Tanto domani sarà sempre uguale o anche peggio. Forse comprandomi una moto? Colorandomi i capelli? Andando in palestra o dall'estetista? Tirandomela? O, al contrario, facendo il simpaticone? Cambierò, mi sentirò meglio, o semplicemente sopporterò meglio tutto stò schifo?
Forse dovrei smettere di scrivere cose personali su un blog...molti di voi, leggendomi ora, penserà "ma questo sta proprio male". Leggerete e forse riderete, leggerete e forse rimarrete indifferenti. Forse non leggerete affatto.
Beh, ciò che sia sia, il mondo, per quello che mi ha dato, può anche andare candidamente a farsi fottere. A me poco importa.

venerdì 29 maggio 2009

Flendeeeer jeeeet!




Chi non conosce Flender, il cane robot di Kyashan, il ragazzo fattosi androide per salvare la razza umana, potrebbe anche fare a meno di leggere questo post.
Chi invece lo conosce forse potrà capire la mia contentezza quando, stamane, accendendo la TV in cucina mentre facevo colazione l'ho rivisto dopo un pacchetto di anni.
E non solo il cartone di Kyashan, in quanto, a ruota, subito dopo è andata in onda una puntata del non meno mitico Hurricane Polymar. (uragaaaanoooooo!)
Come quando ero piccolo, mi sono quindi comodamente seduto e con la mia tazzona (a forma di mucca) di latte e la biscottiera (di forma normale) ho gustato una piacevole colazione.


mercoledì 27 maggio 2009

More nerd than this

Questa la dovevo scrivere subito.
Come forse sapete vado in bici a lavoro, ovviamente ci ritorno anche a casa. Non sapete che Policoro è una città (dina) per nulla tagliata per girarci in bici, e anche la sua popolazione lo è. Basti pensare agli sguardi in tralice, misti tra la sorpresa o lo sfottò, che molti "dritti" del posto mi stanno riservando da quel dì.
Stasera questi sguardi sono ulteriormente peggiorati da che, ben saldo nel portapacchi posteriore della bici, faceva bello sfoggio di se un bel fumettone degli X-Men.
Giunto infine a casa, nell'operazione di salire 3 gradini, tenere aperto il portone poco collaborativo ed infilare la bici nell'androne delle scale, è sopraggiunta la mia psicotica micia che per infilarsi velocemente tra i miei piedi per entrare prima in casa, mi ha fatto quasi capitombolare in terra con bici e tutto.
Ma per una "questione di riflessi", come direbbe il buon vecchio Jack Burton, ho mantenuto l'equilibrio e sono sano e salvo.
Ma non del tutto; infatti l'intera scena è stata osservata da una bellona che lavora al palazzo accanto.
Ecco, se ora fossimo in un film americano potrei pensare che la bellona di cui al riguardo, dopo molte peripezie surreali e demenziali, alla fine si innamori di me.
Purtroppo siamo nella realtà e quindi ho fatto l'ennesima figura del cà!.
Ma è pur vero che so da un bel pò di tempo di essere un nerd, e poco mi cala ^___^

"C" di Che pena


Ho notato come la recente incarnazione della Ruota della Fortuna sia una sottospecie di show demenziale per alzare il testosterone di noi maschietti un pò fessi.
Come fare, infatti, a non notare le inquadrature "sopra e sotto" (per non dire tette e culo e, poco ci manca, anche farfalla) riservate a quel canotto della Victoria Silvcomesichiamalei?
Per non parlare delle concorrenti che, guardacaso, indossanno sempre vestitini scollacciati che facilitano la vista delle poppe nel mentre che si piegano per girare la famigerata ruota? O i concorrenti, che quando non appaiono degli ebeti, sono lì solo per sbavare dietro le curve piene di silicone della biondona di cui sopra che li gratifica con sorrisini, occhiolini, scrollate di seno e menate varie?
Tralasciando poi l'incommentabile Papi con i suoi penosi doppi sensi che dovrebbero renderlo simpatico (criticarlo ulteriormente sarebbe, davvero, come sparare sulla Croce Rossa), trovo alquanto odioso altri due aspetti del gioco:
1) i correnti, sfacciatamente, si portano jella l'un l'altro ed esultano all'errore altrui;
2) ognuno personalizza, a cippa o con uno schema ben predefinito, la richiesta della lettera.
Per cui addio cara C di Como o S di Savona. Ora, se sarò un muratore, dirò C di calcestruzzo o S di scavo, se sarò un commerciante di scarpe dirò invece C di ciabatte e S di stivali, e così via.
E pensare che, anni fa, il gioco in questione lo percepivo, personalmente, come una sorta di prova d'intelligenza.
I concorrenti erano lì per vincere si dei soldi ma anche per far valere la propria arguzia nel risolvere gli enigmi, se così vogliamo chiamarli. Oggi, invece, è solo uno show pieno zeppo di ammiccamenti e di personaggi che sembrano presi tra gli scartati delle selezioni del Grande Fratello.

martedì 26 maggio 2009

Urge shopping


Non proprio come il tipo nella foto, ma quasi. Per la serie "sono dimagrito troppo" ho notato come il 90% del mio abbigliamento estivo mi calzi a campana.
Da una 50 che portavo all'inizio dell'estate scorsa sono sceso quasi ad una 46 con tutti i pro e i contro del caso.
Tra i contro, di certo, c'è il fatto che dovrò rifarmi quasi tutto il guardaroba estivo a patto di non spacciarmi per un poco credibile rapperhiphop che va in giro con magliettoni lunghi e larghi e le braghe che si tengono su solo grazie alla cintura.

lunedì 25 maggio 2009

I want to ride my bicycle i want to ride my byke


Ho comprato la bici nuova.
Il troppo caldo di questi giorni, la poca voglia di infilarmi nella macchina/forno, l'idea, rimandata da troppi anni (considerate che l'ultima bicicletta comprata dal sottoscritto risale ai tempi delle superiori, quindi non meno di una 'ina di anni fa), sono state le molle che mi hanno spinto alla decisione.
Così, sabato mattina, sono andato in un negozio di bici e ne sono uscito con un velocipide niente male.
Contrariamente a quanto qualcuno possa pensare, non ho comprato una mountain byke o una BMX (anche se la tentazione per la prima è stata fino all'ultimo dura da ignorare), bensì ho acquistato una bici classica da passeggio con un pò di marce (tipo 6 contro tipo le 21 in media di una mountain byke per l'appunto), con tanto di parafanghi, portapacchi posteriore e dinamo per la lampadina. Non è un Graziella comunque!
P.S. Già i miei colleghi, vedendomi arrivare stamattina, mi hanno battezzato come il "commercialista ecologico".

venerdì 22 maggio 2009

Giorni a perdere

Ci sono giorni e giorni.
Ci sono giorni felici e giorni tristi.
Ci sono giorni normali e giorni anormali.
Ci sono giorni pieni e giorni vuoti.
Ci sono giorni che vale la pena di vivere, altri che sarebbe meglio averli persi.
Ci sono giorni in cui mi dico: "oggi sarebbe bello morire" e ci sono giorni in cui mi dico "se morissi oggi, che cazzo di giorno brutto avrei scelto per farlo."

Oggi è uno di quei giorni dove pare che tutto sia inutile, asettico, di troppo. Un giorno dove lavoro con poca voglia e svogliatamente osservano ogni 5 minuti l'orologio nella speranza che il tempo, per miracolo, corra più veloce. E mi chiedo, se anche fosse, cosa cambierebbe? Uscendo dall'ufficio cosa mi aspetta lì fuori di entusiasmante? Una casa che è un cantiere (per via dei pittori), una madre che si lamenta perchè (non so proprio come potrei) perchè non l'aiuto, una gatta psicopatica che si presenta solo per mangiare, fa le sue 4 moine e avuto ciò che le serve se ne va.
Una giornata dove ho salutato delle persone e non mi hanno risposto. Una giornata dove sto schiattando dal caldo. Una giornata dove ho appena mangiato meccanicamente (senza nessun gusto e commento al riguardo) una fetta di ciambella preparata da una mia collega. Una giornata dove, tutto sommato, ho fatto qualcosa che nessuno, io per primo, apprezzo e riconosco.
E ora arriva il fine settimana...di riposo? Di relax? Di felicità?

Ne dubito fortemente.