lunedì 15 giugno 2009

Donne smemorate

Che lo saranno un pò di meno d'ora in avanti visto che, ad aiutarle, c'è già in circolazione un aggeggio elettronico che permetterà loro non solo di scoprire il loro eventuale stato interessante, ma anche di conoscere da quanto tempo lo sono.
Per scoprire invece se il futuro padre è quello giusto faranno ancora affidamento i test di Grazia e Donna Moderna.

martedì 9 giugno 2009

Cose da non fare ad una donna

Nella mia modesta (mediocre) esperienza sentimentale o pseudo-sentimentale, ho riscontrato una serie di cose da non fare con una donna se vuoi avere una minima possibilità di non essere preso candidamente in giro:

1) non dire mai che sei sincero, soprattutto se è vero, perchè certamente se ne approfitterà facendoti parlare, parlare e parlare scoprendo così di te tutti i punti deboli dove colpire al momento giusto;
2) non dire mai che tieni a lei e che le vuoi bene, perchè o scapperà spaventata o, come sopra, ne approfitterà per farti fare l'uomo-zerbino (salvo poi stufarsi e lasciarti);
3) non farle mai troppi regali tipo cioccolatini, cd del suo gruppo/cantante/genere preferito perchè nel migliore dei casi ti considererà un materialista che cerca di comprare il suo affetto con gli oggetti, nel peggiore penserà che non hai argomentazioni utili per attirare la sua attenzione e penserà a te come un demente;
4) non farle mai troppi complimenti, un pò perchè si assueferà, un pò perchè crederà di essere poi una sorta di dea in terra e ne approfitterà per schiavizzarti e, quando non le andrai più a genio, fanculizzarti alla prima occasione utile;
5) non dirle mai che la sera, quando sei stanco, ti metti sul divano a vedere TV, leggere libri o fumetti o a giocare alla Play Station perchè come minimo ti considererà come un bimbo grande (nel caso dei fumetti e PS) nel caso della TV o libri ti considererà invece un pesantone pantofolaio non adatto a lei (che magari passa le serate a vedere fiction e reality e non esce se non quando piove assieme alle lumache);
6) non essere premuroso e non esserle mai troppo vicino, neanche nei momenti del bisogno, tanto se ne dimenticherà in un batter d'occhio sempre che non ti ritenga, alla lunga, un pesantone cacacazzi che invade il suo spazio;
7) non tentare di farti amico le sue amiche, perchè, tanto per cambiare, lei agirà GIUSTO in quell'occasione (ovvero con TE) di testa sua, ignorando anche gli eventuali consigli/ammonimenti delle summenzionate amiche fanculizzandoti come e quando meglio crede. (ovviamente la regola verrà ribaltata nel momento propizio quando una qualche amica metterà nell'orecchio di lei la pulce su una tua eventuale mancanza, e allora, chissà perchè, verrà ascoltata eccome e tu ti ritroverai col culo per terra);
8) non dire, dare o fare mai nulla se non viene in qualche maniera ricambiata (per la serie, basta regali se lei non si spreca a comprarti manco un bottone, basta cene fuori se lei non si paga manco il coperto, basta staccare mezzora prima al lavoro per andare a trovarla se lei non ritaglia manco 2 minuti al giorno per farti un sms di buongiorno);
9) non credere mai fino in fondo a quello che ti dice, o comunque non essere mai troppo ingenuo e bonaccione;
10) se proprio vuoi dirle che l'ami, che pensi che sia la donna della tua vita, che vorresti costruire con lei qualcosa di serio, dillo, ma a tuo rischio e pericolo perchè, proprio in quel momento, sarai senza armatura, senza difese, e lei se vorrà potrà distruggerti!

domenica 7 giugno 2009

Il conto dello stronzo

Lo stronzo, o stronza, lo si incontra sempre nella vita. Anzi, sono portato ormai a credere che di stronzi o stronze, in genere, se ne incontri parecchi, tantissimi, troppi. Se poi alla categoria ci sommiano anche quelli non conosciuti per i quali ci tocca pagare il conto, arriviamo davvero ad un numero pericolosamente alto.
Siamo figli del nostro passato, vero. Per cui se qualcuno ci fa del male, ferendoci quando proprio abbiamo abbassato la guardia, poi viene facile essere prevenuti.
Ma siamo anche genitori del nostro futuro, e allora ha un senso limitarselo, in futuro, per colpa del nostro passato?
E' giusto quindi far pagare o pagare le pene e gli errori a chi, in buona fede, cerca di avvicinarsi?
Troppe volte nella mia vita stò pagando questo prezzo. Prezzi di danni causati da persone (stronze) che mi hanno in qualche maniera preceduto, e ora, per questo, sono dannatamente stufo ed incazzato.
Perchè, ormai, non c'è quasi più nessuna persona in giro disposta ad accantonare il passato e prendere, magari, quel poco di buono che può offrirti il presente. Peggio ancora se al presente cominci a sostituire il futuro.
Non devo solo combattere con il mio carattere, non devo solo combattere con i caratteri altrui, devo anche combattere con chi non conosco.
Combattere contro colui che, per forza di cose, sono messo in contrapposizione e in paragone. E' una battaglia impari, perchè non conosci il tuo avversario (lo stronzo), che, peggio ancora, nel 99% dei casi è ricordato poi dall'altro (altra) come sì uno spauracchio, ma anche come colui o colei che, in maniera masochista, ci manca.
Peggio poi quando lo stronzo (stronza) è anche paraculo. Ovvero colui (colei) che è figgito o sparito, che ha tradito e mentito, senza dare risposta, senza dare motivazione. Rimangono in noi delle cicatrici larghe come solchi, rimangono le paure, rimangono i timori.
E' l'errore dunque, ma è anche il rammarico.
E quindi non si vede che a quello, non si vede che al passato, agli errori, ai rancori, alle paure, allo stronzo o stronza e al danno che ha arrecato e che, qualcuno, prima o poi dovrà pagare.
Ma così, è limpido, che le contrapposizioni ingiuste, inique e ingrate tra lo stronzo (o la stronza) ed il normale fesso (o la normale fessa) fanno sì che si confonda non tanto l'oro con il rame, quanto la cioccolata con la cacca.
Ma la cosa che è peggiore di tutte è che, alla fine, il pagare il conto altrui alla lunga ti cambia.
E come il morso del vampiro genera un altro vampiro, il conto dello stronzo, pagato dal normale, trasforma il normale ini stronzo.

mercoledì 3 giugno 2009

In cerca del colpo di grazia

Non mi interessarà perdere o vincere, mi interesserà solo mettere fine a questa ennesima delusione.
Un pò come potare i rami secchi di un albero affinchè si dia, forse, lo spazio a quelli giovani di crescere e riempire il vuoto lasciato; ma ci credo poco.
Sono pronto a sorbirmi l'ennesima serie di scuse, o anche, forse, a sostenere il peso del silenzio. Ma io non starò in silenzio, parlerò, dirò, congetturerò e poi, probabilmente (sicuramente) beccherò in pieno il colpo di grazia e sconfitto, ritornerò al mio nulla.
Perchè, per come la vedo io, è sconfitta comunque quando per chiarire si deve inseguire, quando per chiarire ci si deve spogliare di ogni orgoglio, quando per chiarire corri il rischio di essere deriso e considerato un debole che non riesce a far scorrere l'acqua su di se come la superficie di uno specchio.
Ma, qualcuno a me molto vicino, una volta seriamente mi disse che sono e sarei stato il tipo di uomo che vince perdendo e perde vincendo.
Quel qualcuno era mio padre.

domenica 31 maggio 2009

Crash

Da non so quanto tempo ho una rabbia segreta e muta dentro di me. Non chiedo tanto dalla vita, chiedo cose normali, che hanno la stragrande maggioranza delle persone.
Non cerco il lavoro strapagato, non cerco l'apparenza, non cerco il super. Mi basta un diesel, mi basta avere un lavoro che mi permetta di vivere, di vivere possibilmente non per me.
Le cose, "la robba", ha un senso, ha un'utilità solo se puoi condividerla con altre persone. Che senso ha avere un macchinone se non hai nessuno con cui andarci in giro? Che senso ha comprarsi un bell'abito se non hai nessuno a cui farlo vedere e dal quale ricevere complimenti o anche critiche?
Io ho un grosso limite, non riesco ad essere egoista. Non riesco a fare le cose SOLO per me; per questo so di essere diverso da molti. A volte la diversità, è una boa cui attaccarsi nell'oceano della vita. Ci si consola, talvolta ci si esalta pensandosi diverso, pensandosi non comune. Eppure, quante volte è desiderato appartenere a quella massa. Come vorrei essere più materialista, più stronzo, più egoista. Forse avrei tutto ciò che desidero.
Soffro di solitudine, sono un orso, ho un caratteraccio, eppure non so stare solo. SOno un uomo, con i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue voglie. Ma sono, da sempre, guidato da una sorta di moralità inopportuna che tende spesso a farmi dire "no, questo non si fa".
Quindi mai desiderare la donna di un altro, mai desiderare un aumento, mai desiderare di essere più considerato, mai desiderare di avere una strabenedetta vita semplice e normale.
E quindi mi friggo, mi rivolto come un gamberetto nella paranza, senza soluzione di continuità.
Ho paura di cambiare ma ne ho anche voglia. Vorrei uscire, ma non ho amici, vorrei amare ma non ho uno straccio di donna. Ho solo me stesso, e non mi basto più. Forse non mi sono mai bastato ed ora sono quasi arrivato ad un punto di rottura.
I film, i fumetti, i libri, i giochi...non riempiono nulla. Anche la famiglia, per quanto presente e numerosa, non è d'aiuto e non può capire tutto. Che mia madre mi chieda cosa c'è che non va, che lo facciano anche i miei fratelli, non serve ad altro che a chiudermi ancora di più, a nascondermi quasi fossi un alieno.
Mi è nato un nipote, ancora non l'ho preso in braccio. Non mi sono proposto e non mi hanno neanche chiesto se volevo tenerlo.
Ho problemi con la gente, ho l'aspetto di un burbero, lo sono anche, per carità, ma nessuno che si spinga a vedere oltre. Eppure ci provo a muovermi, ci provo a parlare, ci provo a far vedere che sono diverso. Ma non cambia nulla, non ne ricavo nulla e quando sembra che qualcosa stia cambiando, che forse una persona abbia intravisto che non sono tutto quello che appaio, si ritrae, scappa, fugge, quasi fossi un criminale assassino o un appestato.
Dio? La religione? La Chiesa? Non so cosa sia la fede, non la capisco semplicemente. Parlo talvolta con Dio, gli chiedo perchè, che cosa di male ho fatto talvolta per meritarmi questo deserto. Ovviamente non ho risposte, ovviamente non ho soluzioni. La soluzione forse sono io, ma sono anche il problema. Un ciclo, una ruota, il classico cane che si morde la coda. Difficile trovare la forza in me quando in me c'è poca forza, c'è poca stima, c'è poca fede.
Passano i giorni, passa il tempo, sperando che cambi qualcosa, ma non cambia, rimane tutto uguale quando va bene, peggiora, ovviamente, quando va male.
Sfruttato al lavoro, non cercato da nessuno, non amato. Tenuto a distanza di sicurezza, cercato solo nel momento del bisogno, e poi rimesso in naftalina. Tanto, stupido come sono, al fischio d'aiuto come un buon cagnolino obbedisco, scodinzolo e aspetto la carezza o l'osso che viene promessa ma mai data.
Forse devo diventare più materialista, devo sfogare la mia solitudine, le mie frustrazioni come fanno in tanto, comprando cose, vivendo solo per me stesso. Diventare ciò che ho e non ciò che sono o vorrei essere. A che mi serve timorarmi? Limitarmi? Soffrire? Tanto domani sarà sempre uguale o anche peggio. Forse comprandomi una moto? Colorandomi i capelli? Andando in palestra o dall'estetista? Tirandomela? O, al contrario, facendo il simpaticone? Cambierò, mi sentirò meglio, o semplicemente sopporterò meglio tutto stò schifo?
Forse dovrei smettere di scrivere cose personali su un blog...molti di voi, leggendomi ora, penserà "ma questo sta proprio male". Leggerete e forse riderete, leggerete e forse rimarrete indifferenti. Forse non leggerete affatto.
Beh, ciò che sia sia, il mondo, per quello che mi ha dato, può anche andare candidamente a farsi fottere. A me poco importa.

venerdì 29 maggio 2009

Flendeeeer jeeeet!




Chi non conosce Flender, il cane robot di Kyashan, il ragazzo fattosi androide per salvare la razza umana, potrebbe anche fare a meno di leggere questo post.
Chi invece lo conosce forse potrà capire la mia contentezza quando, stamane, accendendo la TV in cucina mentre facevo colazione l'ho rivisto dopo un pacchetto di anni.
E non solo il cartone di Kyashan, in quanto, a ruota, subito dopo è andata in onda una puntata del non meno mitico Hurricane Polymar. (uragaaaanoooooo!)
Come quando ero piccolo, mi sono quindi comodamente seduto e con la mia tazzona (a forma di mucca) di latte e la biscottiera (di forma normale) ho gustato una piacevole colazione.


mercoledì 27 maggio 2009

More nerd than this

Questa la dovevo scrivere subito.
Come forse sapete vado in bici a lavoro, ovviamente ci ritorno anche a casa. Non sapete che Policoro è una città (dina) per nulla tagliata per girarci in bici, e anche la sua popolazione lo è. Basti pensare agli sguardi in tralice, misti tra la sorpresa o lo sfottò, che molti "dritti" del posto mi stanno riservando da quel dì.
Stasera questi sguardi sono ulteriormente peggiorati da che, ben saldo nel portapacchi posteriore della bici, faceva bello sfoggio di se un bel fumettone degli X-Men.
Giunto infine a casa, nell'operazione di salire 3 gradini, tenere aperto il portone poco collaborativo ed infilare la bici nell'androne delle scale, è sopraggiunta la mia psicotica micia che per infilarsi velocemente tra i miei piedi per entrare prima in casa, mi ha fatto quasi capitombolare in terra con bici e tutto.
Ma per una "questione di riflessi", come direbbe il buon vecchio Jack Burton, ho mantenuto l'equilibrio e sono sano e salvo.
Ma non del tutto; infatti l'intera scena è stata osservata da una bellona che lavora al palazzo accanto.
Ecco, se ora fossimo in un film americano potrei pensare che la bellona di cui al riguardo, dopo molte peripezie surreali e demenziali, alla fine si innamori di me.
Purtroppo siamo nella realtà e quindi ho fatto l'ennesima figura del cà!.
Ma è pur vero che so da un bel pò di tempo di essere un nerd, e poco mi cala ^___^