Non credo di essere il solo a pensare con chirurgica ricorrenza: "Mollo tutto e me ne vado!".
Quante volte si sogna ad occhi aperti. Si sognano cambiamenti drastici. Estirpazioni di radici più o meno profonde, che spesso hanno più l'aspetto ed il peso di ingombranti fondamenta di cemento.
Il desiderio è sempre lì, sopito ma mai domo.
Come anche la paura di assecondarlo.
C'è sempre una battaglia interna. Tra l'agiatezza dell'abitudine e l'incertezza del nuovo.
In me, inutile dirlo, vince a mani basse la seconda, la paura.
Non ho le "palle", per dirla in gergo francese.
Visiono svariati siti su ipotetici cambi di lavoro. In città lontane, in città che ho spesso solo visto scritte sulla cartina geografica.
E se non mi spaventano le distanze, mi affossano le esperienze richieste, con tutti quei termini anglofoni che fanno figura e spavento che non riesco a capire.
E mi dico: "Io? Aspirante esimio professionista operante nel paesetto sperduto della Basilicata, vado a fare il CFO (?!) a Novara? A Pierpà! Sei pesce d'acqua dolce e lì è un oceano salato! Tre giorni e torni piangendo!".
Allora altra evasione mentale diventa il viaggio.
Vado dove?
In Brasile? A fare che? Il turista per sempre?: "A Pierpà, non c'hai li soldi!"
Il Jamaica? Mi apro un barettino sulla spiaggia?: "A Pierpà, sai aprire a stento una lattina di cocacola! E non fumi...".
Europa del Nord? Svezia? Finlandia? Mi accontento anche di un lavoro modesto. Meno responsabilità ho e meglio vivo: "A Pierpà, primo fa freddo, secondo c'è il sole a mezzanotte per non so quanti mesi, terzo la lingua; il tuo attuale livello di inglese è pari a quello di Biscardi, figurati imparare una lingua ostica come lo svedese o il norvegese o l'islandese! Ed a servire ai tavoli ci vuole pazienza ed un sorriso perenne in faccia. Ti sgamano dopo tre giorni!".
USA?: "A Pierpà, a fare che? Investi quelle quattro lire che hai e ti compri un buco? O vivi nei motel dei telefilm dove vanno solo le coppie per fare sesso, i serial killer o quelli inseguiti dai serial killer?" E dopo tre mesi ti scade il visto e o ritorni a casa o fai il clandestino?".
Quindi...?
Quindi nulla. Ciccia. Servito.
Che per fare certi cambiamenti, in effetti, ci vuole coraggio, ci vuole determinazione, ci vuole avventatezza e ci vuole, magari, anche una persona che ti accompagni e che abbia lo stesso coraggio, se non più, la stessa determinazione, se non più, la stessa avventatezza, se non più, lo stesso affetto (se non più...o meno...).
Che ancora ho questo difetto di voler sognare i sogni altrui e non i miei.
Che ancora penso di voler fare le cose perchè vorrei stare vicino a chi sento di voler bene.
E chissene del lavoro, della casa, dei clienti.
"Datemi un centimetro su cui fare leva e terrò il mondo sulle spalle!".
"A Pierpà, c'hai 45 di piede, e pure la cervicale!".