domenica 7 giugno 2009

Il conto dello stronzo

Lo stronzo, o stronza, lo si incontra sempre nella vita. Anzi, sono portato ormai a credere che di stronzi o stronze, in genere, se ne incontri parecchi, tantissimi, troppi. Se poi alla categoria ci sommiano anche quelli non conosciuti per i quali ci tocca pagare il conto, arriviamo davvero ad un numero pericolosamente alto.
Siamo figli del nostro passato, vero. Per cui se qualcuno ci fa del male, ferendoci quando proprio abbiamo abbassato la guardia, poi viene facile essere prevenuti.
Ma siamo anche genitori del nostro futuro, e allora ha un senso limitarselo, in futuro, per colpa del nostro passato?
E' giusto quindi far pagare o pagare le pene e gli errori a chi, in buona fede, cerca di avvicinarsi?
Troppe volte nella mia vita stò pagando questo prezzo. Prezzi di danni causati da persone (stronze) che mi hanno in qualche maniera preceduto, e ora, per questo, sono dannatamente stufo ed incazzato.
Perchè, ormai, non c'è quasi più nessuna persona in giro disposta ad accantonare il passato e prendere, magari, quel poco di buono che può offrirti il presente. Peggio ancora se al presente cominci a sostituire il futuro.
Non devo solo combattere con il mio carattere, non devo solo combattere con i caratteri altrui, devo anche combattere con chi non conosco.
Combattere contro colui che, per forza di cose, sono messo in contrapposizione e in paragone. E' una battaglia impari, perchè non conosci il tuo avversario (lo stronzo), che, peggio ancora, nel 99% dei casi è ricordato poi dall'altro (altra) come sì uno spauracchio, ma anche come colui o colei che, in maniera masochista, ci manca.
Peggio poi quando lo stronzo (stronza) è anche paraculo. Ovvero colui (colei) che è figgito o sparito, che ha tradito e mentito, senza dare risposta, senza dare motivazione. Rimangono in noi delle cicatrici larghe come solchi, rimangono le paure, rimangono i timori.
E' l'errore dunque, ma è anche il rammarico.
E quindi non si vede che a quello, non si vede che al passato, agli errori, ai rancori, alle paure, allo stronzo o stronza e al danno che ha arrecato e che, qualcuno, prima o poi dovrà pagare.
Ma così, è limpido, che le contrapposizioni ingiuste, inique e ingrate tra lo stronzo (o la stronza) ed il normale fesso (o la normale fessa) fanno sì che si confonda non tanto l'oro con il rame, quanto la cioccolata con la cacca.
Ma la cosa che è peggiore di tutte è che, alla fine, il pagare il conto altrui alla lunga ti cambia.
E come il morso del vampiro genera un altro vampiro, il conto dello stronzo, pagato dal normale, trasforma il normale ini stronzo.

2 commenti:

  1. Spero non ti succeda mai! Di trasformarti in stronzo, intendo. Ce ne sono già troppi in giro... e poi sono convinta che alla fine il cambio non paga!

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  2. Nella vita si passa da una fase in cui tutto va bene, senza minimamente tener conto di nulla; ad un momento in cui si selezionano eventi, amicizie o anche semplici frequentazioni.

    Personalmente se qualcuno non è in grado di accantonare il passato, di apprezzare la nostra rispettabile persona per ciò che siamo (difetti compresi), e se qualcuno è perennemente vincolato a paragoni, queste persone rimarranno schiave perennemente degli stronzi/delle stronze.

    Non penso che nè tu nè nessuno al tuo posto debba farsi coinvolgere in questa "schiavitù".

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