martedì 25 ottobre 2011

Pallottole a salve

E insomma...
mi reco al mio Comune, al cospetto del Sindaco.
Ho la pessima abitudine di essere puntuale. Altri hanno l'abitudine di fregarsene alla grande di appuntamenti, precedenze e tempi tecnici.
Faccio la mia bell'ora di anticamera. Nel frattempo osservo la costellazione di stelle (cadenti) che animano il piano.
Come formiche improduttive c'è chi vaga da una stanza all'altra, percorrendo quel benedetto corridoio almeno 10 volte portando un foglio per volta.
C'è chi ciondola come un ubriacone da anta della porta ad anta della porta. Saluta "ehilà, illustrissimo!" è la parola che si scambiano coloro che, di illustre, non mi pare abbiano granchè.
Poi c'è chi arriva alle 11.45, apre la propria stanza, deposita la borsa, chiude la stanza e se ne va. Incoraggiante la targa sulla sua porta: "si riceve dalle 10.30 alle 11.30" quando, già alle 11.00, due persone erano in attesa, invano, proprio davanti quella porta.
Dall'anticamera vengo chiamato ad una stanza vicina a quella del sindaco; in quella del segretario.
Tra chiacchiere sterili perdo un altri venti minuti buoni a vedere colui che mi ospita che apre buste di corrispondenza e fa telefonate a numeri sempre occupati.
Finalmente accedo alla stanza del Primo Cittadino (non prima di aver aspettato altri 10 minuti per far passare avanti uno dei ciondolanti di cui a qualche capoverso fa).
Le poltrone in pelle umana, alla Fantozzi, si sprecano. Il Mac ultimissima generazione campa sulla scrivania. Sfilze di cellulari.

"Benvenuto!"

5 minuti di conversazione. Io che non sono lì per chiedere aiuto ma per proporre e propormi con un progetto. Qualcosa di semplice, qualcosa di intuibile.
So che ho poco tempo a disposizione, cerco di essere incisivo.
Strappo un "Sembra una cosa interessante..." che suona come promessa da marinaio.
Nel frattempo alla porta bussano altri mendicanti, altri ciondolanti, altri...

Il mio tempo è scaduto, la mia pallottola a salve non ha fatto neanche rumore.
Ennesima delusione in saccoccia. I tentativi di farmi piacere questa vita stanno ormai finendo.


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