domenica 30 ottobre 2011

Mercanti di sensibilità



Insomma...
ho sinceramente aspettato un po' prima di scrivere questo post. Ho voluto non farmi trascinare dall'emozione, farmi raffreddare un po' l'animo.
Per questo credo che il presente post sarà alquanto razionale, non edulcorato.
Una settimana fa, ora più ora meno, il mondo dei motori veniva scosso dalla morte di un noto e giovane motociclista. Non ne riporto il nome. Non per mancanza di rispetto o per disinteresse ma perchè, di contro, il nome di questa persona è stato oltremodo abusato.
Media in genere e social network hanno fatto a triste e nauseabonda gara su chi dovesse dedicare il servizio più strappalacrime, potesse riportare o intercettare il ricordo più sublime. A decine di migliaia di persone su facebook hanno cambiato d'improvviso la propria foto del profilo inserendo quella dello scomparso.
Tutti, insomma, si sono riscoperti amanti del mondo dei motori? Anche chi non sa neanche come si chiamasse (alcuni lo hanno chiamato Simone...)? Anche quelli che non sapevano neanche che fosse un pilota?
Non è per caso che c'è tanta di quella idiozia ormai in giro che, solo per farsi bello e sensibile agli occhi di tutti, ci si improvvisa in ogni salsa?
O davvero ci cantiamo la favola che il ragazzo scomparso rappresentava "la sfida dell'uomo verso i propri limiti" e per questo si è trasformato nell'eroe nazionale, quasi in un milite ignoto, che incarna la gioventù davvero bruciata per inseguire un sogno o una passione?
Allora siamo tutti così romantici...?
E, di grazia, il romanticismo perchè nasce solo in alcuni casi? Non sono eroi i muratori a nero che lavorano e rischiano la vita ogni giorno per neanche mille euro al mese? Eppure quando muore, purtroppo, qualcuno di loro la notizia passa in sordina. 30 secondi di commento, la solita sfilza di frasi ed espressioni contrite di sindacalisti, politici, imprenditori e nulla più.
Per il pilota di cui sopra, invece, funerali in diretta, pellegrinaggi di massa anche di chi non sa un emerito cazzo di chi fosse e cosa facesse fino a 3 secondi prima della sua morte!
Un atteggiamento "bislacco"...come quello di chi fa visita in luoghi come Avetrana e Garlasco...
Mi sento davvero triste. Per la morte del ragazzo, ovviamente, ma in non secondo livello anche per come sia stata mercificata la sua scomparsa e di come sia stata mercanteggiata, abusata e stuprata la sua immagine da persone che di sensibile non hanno neanche l'unghia del mignolo.



1 commento: