venerdì 26 giugno 2015

Rompere il cà


 Pare sia sport nazionale, prossimo al riconoscimento olimpionico, farmi da padre/madre/maestro zen.
Cosa carina se non fosse che IO non chiedo questo genere di assistenza.
Sono ben conscio che l'unico che può aiutarmi sono io e soltanto io.
Tutti gli altri, tranne rari e sporadici casi, possono solo alleviarmi qualche scelta di poco conto (tipo se scegliere una cravatta o un papillon da mettere sotto un vestito per un matrimonio).
Ciò nonostante, qualcuno continua ad arrogarsi tale diritto campando, tra le altre, presunti sentimenti di amicizia. Il classico "te lo dico perchè ti voglio bene", insomma.
Lungi da me pensare che il bene non sia poi reale, penso però che il suddetto bene porti poi un po' a cacare fuori dal vasetto (citazione del 1993).
E quindi venire sistematicamente criticato, spronato, rimproverato per miei eventuali comportamenti di asocialità o di freddezza o di distacco o di tristezza.
Il fatto è che, continuo a dirlo, le persone, io per primo, ci limitiamo spesso e volentieri a vedere la facciata delle cose e delle altre persone che ci circondano.
Non abbiamo quasi mai il tempo o la pazienza di vedere oltre. Ci fermiamo allo specchio d'acqua, senza sporgerci per vedere quanto poi sia profondo in realtà.
Nel mio caso quasi nessuno ha dimostrato questo "coraggio" nell'affacciarsi oltre il bordo.
E chi l'ha fatto ha ben agito nel ritrarsi subito.
E probabilmente hanno fatto bene. Non giudico, io.
Ma se vi siete tirati indietro, non avete domandato, non avete immaginato, non avete neanche per un momento pensato a come mai l'acqua così cheta poi nasconda un geyser, almeno cortesemente cessate il ruolo di grilli parlanti.
Non chiedo altro. Solo di non ricevere domande sciocche come: "ma come mai non ti diverti?". Io mi diverto eccome, ma nei miei ambienti, in compagnia di persone simili a me o, tante volte, anche nella mia solitudine che mi accompagna come un'ombra.
E se posso sembrare decadente, criptico, pessimista, morto di figa...beh, lo sono! Fatevene una ragione e non ergetevi a paladini della coscienza o del più bianco non si può.
O vi affacciate alla pozzanghera e provate a capire quanto è profonda, e allora sono disposto a ragionare, a raccontare, a spiegare, ad esprimere il mio essere; oppure cambiate pozzanghera, anzi, cambiate proprio strada. Andate su quella bella asflatata. Arriverete più volecemente dove io, nella mia testa, vi ho già mandato.


1 commento:

  1. Ho ancora le scarpe sporche di fango.....e non è quello del Pollino. Ma non è servito a molto. Smetti di essere pozzanghera e diventa acqua cristallina, scorri e lascia che sia. E sorridi che sei più bello quando ridi.

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