domenica 24 luglio 2016

Luglio col bene che ti voglio

Insomma, entrato anche io nel periodo estivo ho tralasciato un po' dallo scrivere qui sul blog.
Non sono in ferie e non lo sarò fino a metà agosto.
Però questo mese di luglio, fino ad oggi, è stato decisamente intenso.
Intenso, ovviamente, dal punto di vista lavorativo con le scadenze principe del mio lavoro.
Tanto stress, tanta tensione unite all'incertezza che mi accompagna sempre di non saper fare le cose e di non riuscire a rispettare i tempi.
Se sulla prima incertezza continuo a mantenere i miei dubbi, sulla seconda pare, al momento, che stia riuscendo ad incastrare il tutto.
Con fatica, per carità, lavorando almeno un paio d'ore in più in media al giorno (e non è che prima mi girassi i pollici eh...), ma ci sono dentro.
Lo starci dentro con le scadenze è stato fondamentale anche per incastrare qualcosa di vita sociale e personale. Che non vivo solo per il lavoro.
E quindi sono riuscito a ritagliarmi il tempo per un fine settimana romano impiegato totalmente alla mia passione per la musica.
E quindi ho iniziato con un memorabile concerto di Neil Young, tenutosi nella mistica corinice delle Terme di Caracalla, ed ho concluso con un altro strepitoso concerto di Bruce Springsteen.






Il tutto in compagnia del mio fedele amico concertaro L oltre che di un gruppo di altre persone, amiche principalmente di L, che si sono unite a noi ed hanno fatto si che quei scarso due giorni diventassero un'occasione non solo per vivere della gran bella musica, ma anche per  allacciare dei bei rapporti interpersonali.
L'emozione per i concerti continua a guidarmi e a darmi quelle energie e quegli scopi per tirare dritto a testa bassa nella vita di tutti i giorni.
Ormai ho inteso che sull'amore ho poche speranze.
Posso contare, se sarò bravo, a qualche bella amicizia.
Probabilmente, fin quando potrò fisicamente, la musica credo rimarrà la sola passione per la quale sacrificarmi.
In quest'ottica, proprio un paio di giorni fa, sono stato anche a Napoli.
Sempre con L, sempre per concerti. Questa volta è toccato a Robert Plant.

Immarcescibile anche lui, entusiasmante nei pezzi che ci ha regalato dello storico repertorio degli Zeppelin.
Ma, non di poco conto, mi ha colpito la città.
Come ho confessato anche su fb, pensavo di ritrovarmi in un luogo non accogliente, sporco e pieno di furbacchioni.
Invece, per quanto visto e vissuto, è stato l'esatto contrario.
Pulizia, simpatia e cortesia.
Alla faccia di tutti i luoghi comuni, dei tg e dei politici razzisti.
Sempre meglio vedere con i propri occhi, quando possibile.


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