sabato 25 giugno 2011

Brasil o Brazil


Mi perplime...
Mi perplime e un po' mi intristisce rendermi sempre più conto di come bastino un paio di glutei femminili e addominali maschili per far accorrere e sbizzarrire mandrie di persone.
Persone che, fino a 5 minuti prima, sembrano abbastanza posati, con la testa ben sulle spalle, gente che lavora (o così pare) qualche padre o madre di famiglia.
E poi, d'un botto, arrivano questi brasiliani...e i locali che li ospitano si trasformano...e queste persone cominciano a fare i maiali e le scrofe...
Questi finti brasiliani (della serie: non basta essere vagamente abbronzati e avere un cognome che termina con la S) che scimmiottano movimenti di anca e bacino (se trattasi di maschi), che sballottolano prosperosi (e forse finti) seni e glutei vagamente prosciutteschi (se trattasi di brasiliane)...
Una moda alquanto triste, ripeto, che rappresenta un paese e una nazione che, per quanto poco io conosca, non reputo sia solo calcio, carnevale, trans e ballerini/e.
E' un po' come, per noi italiani, essere tacciati all'estero per mafiosi, mangia spaghetti, mandolino e monnezza di napoli. Ci incazziamo...giusto?
E presumo che anche i brasiliani, quelli veri, facciano bene ad incazzarsi se li consideriamo così. E forse fanno anche bene a sbattersene di noi, delle nostre leggi, ed a liberare presunti terroristi infischiandosene delle "minacce" dei nostri politici ridicoli (che si ricordano del brasile solo per i calciatori e per le zoccole).
Se vuoi rispetto, porta rispetto...


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