venerdì 13 maggio 2016

bof smash!

Che io sia crescito, tra gli altri, a fieste, spremute d'arancia e fumetti lo sanno anche le pietre.
Ed il gaudio per l'utilizzo sensato dei progressi tecnologici degli ultimi anni, che ha reso possibile la trasposizione filmica dei vari comics, in me è grande.
In questi periodi, come in altri anni addietro, le pellicole dedicate ai comics americani proliferano.
Ed il vederli, per me, ha un non so che di inebriante ed al contempo rilassante. Come il ritrovarsi con dei vecchi amici che conosci da tempo e passarci del tempo assieme.
E' un ripercorrere avventure sempre e solo viste bidimensionalmente, un "tastare" con nuovi occhi qualcosa che avevo sempre e solo immaginato nella mia mente.
Certo, anche i film sono frutto di fantasia, sono didimensionali pure loro (tralasciando le tecnologie 3D) ma vedo i miei eroi impersonati da persone vere, fatte di carne ed ossa.
E' tranquillizzante.
E' come dirsi: "visto? esistono davvero!"
Talvolta è anche un po' deludente. Certi attori incarnano ben poco l'eroe che sono chiamati ad interpretare (i miei occhi piangono ancora lacrime napoletane per Ben Affleck/Daredevil, o Nicholas Cage/Ghost Rider).
Ma il lungo preambolo è solo per esprimere, dopo anni ed anni di letture assennate ed approfondite, chi sia il mio supereroe preferito.
Altro piccolo flashback: il primo comics americano sfogliato nei meandri di una piccola e polverosa edicola era un numero dei Fantastici Quattro della Editoriale Corno. Già li intravidi la Cosa che, almeno per senso estetico, mi avrebbe poi portato alla decisione di cui sotto.
Poi, lo status di lettore incallito lo ebbi iniziando a collezionare l'Uomo Ragno (che non chiamerò Spiderman come ora tutti pare lo riconoscano...) della Star Comics, che mi aprì pienamente all'universo supereroistico della Marvel.
Ecco, di certo ho sempre preferito la Marvel alla DC, quest'ultima casa editrice di vari e memorabili Superman, Batman, Lanterna Verde, Justice League ecc...
Ma proprio sulle collane della Star Comics iniziai ad intravedere lui; come ogni passione, non scoccò da principio. Le sue storie erano meno divertenti di quelle dell'Uomo Ragno, meno dinamiche di quelle degli X-Men, meno fantasiose di quelle dei Fantastici Quattro.
Era, e sembrava, un po' tocco. Decisamente scemo. Si esprimeva, e lo fa ancora oggi a fasi alterne, solo tramite grugniti e urlacci.
Ma poi, qualcuno, finalmente cominciò a dare a quel personaggio la giusta luce, la giusta chiave di lettura e di interpretazione della sua mente.
I grugniti iniziarono ad avere un senso, la sua rabbia ad essere se non condivisa, almeno giustificata.
Qualcuno, infine, decise di donargli voce e raziocinio umano, e lui stesso ci spiegò e ci fece capire che cosa voleva dire essere lui: Hulk.
Non so perchè la mia scelta sia ricaduta, infine, su di lui.
Ho letto invero molto meno su di lui che di altri suoi illustri colleghi.
Forse il fatto che sia verde?
O che sia notoriamente un bestione.
Ho notato che dei vari supereroi ho avuto sempre una predilezione per quelli più massicci. Hulk, la Cosa, Wendigo, Sasquatch, il Fenomeno, Colosso (anche se decisamente più mingherlino di altri)...

E questa scelta la faccio ancora oggi. Se devo crearmi un personaggio in qualche videogioco o gioco di ruolo, vado su qualcosa di massiccio.
Non farò autoanalisi dei miei gusti in tal senso. Non voglio scoprire turbe o gusti sessuali o carenze affettive e genitoriali.
Voglio solo dire che Hulk, per me, è il migliore.
E quando, tornando a bomba sul discorso film, per la prima volta vidi non tanto i suoi recenti film dedicati a lui individualmente, quanto il primo Avengers (che io preferisco, come sopra, chiamare Vendicatori), tra tutti fu lui a farmi emozionare più di tutti.
Quando Cap (Capitan America), nel mezzo della lotta contro i Chitauri, gli dice semplicemente "Hulk, spacca!", credetimi, ho i brividi; e quasi quasi un paio di bruschette all'aglio paiono entrarmi negli occhi, almeno fin quando Hulk non sfodere il suo miglior sorriso e da sfogo alla sua reale potenza.


Senza freni.
Senza frizzi e lazzi.
Senza maschere e perbenismo.
E' libero.




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