mercoledì 8 giugno 2016

Zia Angela


Poche ora fa è morta mia zia.
Si chiamava Angela, era anziana ma non troppo.
Purtroppo da tanti anni, circa 13, era ricoverata in una clinica specializzata per gli ammalati di alzheimer.
Le ultime due settimane di vita, per lei, sono state difficili. Le ha trascorse in coma.
Poi, forse finalmente, stamattina ha avuto la sua liberazione.
Mia zia era una brava donna. Una donna vecchio stampo.
Una gran lavoratrice che ha fatto parte di quella generazione di italiani che per cercare e trovare fortuna o anche un lavoro dignitoso è dovuta migrare.
Ha vissuto e lavorato per anni in Svizzera.
Da piccolo e fin anche da primo adolescente, tante volte con i miei siamo andati in Svizzera a trovarla.
La Svizzera, per quanto ricordo, era un paese ed una naziona particolare. 
E mia zia, e con lei suo marito (venuto a mancare da ormai una 15ina d'anni) ci hanno vissuto.
Ricordo casa loro. Ricordo la moquette sul pavimento, la cioccolata, la tv che trasmetteva in varie lingue (italiano, francese, tedesco ed inglese), i Migros (antesiniani dei centri commerciali che solo dopo anni sono giunti qui da noi in Italia), le raclette, i wurstel.
Tutto vissuto a casa sua.
Poi, per lei e mio zio, finalmente la pensione. Il ritorno in Italia per godersi il frutto dei loro sacrifici; una casa ed un figlio.
Hanno avuto purtroppo poco tempo per godersi l'una e l'altro.
Le malattie li hanno colpiti troppo presto.
La beffa della vita.
Anni ed anni di gavetta in un paese straniero, attenti a rispettare le regole, il vicinato, il fisco...con rispetto e talvolta paura.
La paura che è insita, credo, in coloro che si trovano a vivere da emigrati. Nonostante tutte le integrazioni...non ci si sente mai del tutto come a casa propria, come nella propria nazione. Si ha timore di essere etichettati, allontanati, quasi scacciati e ricacciati indietro.
E poi nulla.
Ciao zia.

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