giovedì 12 agosto 2010

Tarantolato


Io sono un tronco.
Quando mi muovo, all'eccezione del camminare, ho movenze fin troppo scattose e nervose, ma con una rigidità esagerata.
I piedi è ben difficile che si articolino con le mani, e le mie quattro prolunghe (cinque contando il naso) diventano, ben presto, armi per nulla innocue per chi mi si trova nei paraggi.
Ieri, per questo, ho rischiato di fare qualche livido alle incaute (e sfortunate) persone che gravitavano nella mia zona di ballo.
Infatti, non previsto nella mia agenda, ieri sera ho assistito ad un concerto di taranta, ed è stato praticamente impossibile stare fermo.
Il bello della taranta, da quello che ho capito, è che ti puoi muovere liberamente piroettando, saltellando, battendo le mani, il tutto senza alcuna regola.
Affrancato da ciò, mi sono cimentato nel ballo, con effetti da non scoprire (qualche immancabile amico era fornito dell'immancabile macchinetta fotografica, ed ho timore di essere stato, ahime, ripreso e fotografato...) ma con un piacevole effetto liberatorio.
Alla fine delle danze, malido di sudore e con il fiatone (ed un leggero giramento di testa a furia di fare pseudo piroette e giri in cerchio), sono riuscito anche a tornare a casa, per fortuna ero a piedi...

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