domenica 10 aprile 2011

Sottosonico



Un passo alla volta, con lenta saggezza, mi rendo conto che qualcosa riesco a costruirla.
Fragili architetture fatte di sabbia e di carta, scarne a vedersi.
Dopo anni di sciocchi timori, di paura di rapportarmi, di misurarmi con l'esterno, penso di essere tutto sommato cambiato.
Come una sorta di lista dei desideri (o più una lista della spesa), mi stò togliendo qualche sfizio.
Da un anno abbondante lo sfizio numero è rappresentato dalla musica. Non più (solo) quella ascoltata per radio, ma quella gustata e vissuta dal vivo.
Chi segue questo blog ogni tanto avrà letto delle mie scorribande musicali. Beh, questa volta, ieri per la precisione, è toccato ai Subsonica.
Al contrario del passato, non ho dovuto sottopormi a nessun viaggio massacrante (visto che Bari mi è discretamente vicino) e forse per questo ero più attivo del solito tanto che per un buon 3/4 del concerto ho sgambettato come un 18enne (e qualche 18enne vero l'ho pure battuto visto che dopo un po' ne ho visti parecchi abbandonare il campo).
L'ultimo quarto, ahime, è stato più soft, all'insegna del "respiri lunghi e profondi" perchè le gambe si erano legnificate, su negli spalti in totale tranquillità ma, purtroppo, con non eccellente acustica.

In conclusione, i consueti promemoria/appunti/dubbi:
1) perchè mentre ballavo mi venivano addosso sempre e solo maschi? [mentre ad un mio amico, sue testuali parole: "quella mi è venuta addosso ed in pratica mi ha messo il suo culo sul mio uccello!"];
2) la bicromia arancione/grigio mi crea allucinazioni visive (della serie, ho rischiato almeno un paio di volte di capitombolare scendendo le scale del Palaflorio saltando gradini a piè pari);
3) se non sei capace, non fare il fico con le amiche cercando di scendere le scale "scivolando" lungo il passamano (impresa non mia, tengo a precisarlo).

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