domenica 17 aprile 2011

Unreal tournament


C'è qualcosa in me che non quadra proprio. Qualcosa di cui provo a cercare qualche traccia che non sia solo un sentore. La traccia, anzi le tracce, le trovo cercando poi bene. Le trovo in me, nei miei atteggiamenti e nei miei pensieri, e le trovo anche negli altri, in quelle persone che vuoi per un motivo o per un altro si trovano ad interagire in qualche maniera con me.
Ho scoperto di essere un tipo decisamente fantasioso. Di essere una persona dotata di una discreta elasticità mentale.
Il fatto che mi piacciano storie irreali e fantasiose, di draghi, elfi, mostri, astronavi. Quello è stato uno dei primi indizzi.
Fin da piccolo, giocando, ho sviluppato un modo alquanto complesso di distorcere la realtà a mio piacere. Le battaglie tra robot non erano solo "pum! crash! raggio laser!", ma erano condite da situazioni di volta in volta diverse: qualche volta era stato catturato qualcuno dei buoni, e lo si doveva andare a liberare; altre volte i cattivi scoprivano qualche arma super potente e la si doveva distruggere prima che venisse completata.
All'epoca volsi a mio favore il fatto di avere una pronuncia tutta mia, alla jovanotti maniera, e mi riusciva anche facile e divertente fare i "rumorini" della battaglie (tanto che, memorabile, una volta mia madre mi rimproverò di abbassare il volume della televisione. peccato che la tv fosse spenta ed i rumori della battaglia, con tanto di canzoncine d'azione, fosse tutta saliva della mia bocca).
Ma appunto, il modificare, l'adattare, il distorcere la realtà. Bello: qualcuno penserà. Poco utile: penserà qualche altro.
C'è, manco a dirlo, il fatidico rovescio della medaglia. Una eccessiva fantasia, una eccessiva elasticità, portano, MI portano, ad immaginare forse troppo, ad idealizzare qualcosa che non esiste se non nelle mie aspettative.
Trovo naturale pensare, ma il mio pensare è talvolta eccessivo. Scavo, ravano, immagino, congetturo, costruisco e poi demolisco. Il tutto con sorprendente velocità.
Mentalmente faccio discorsi che, probabilmente, mai farò. Perchè, è lì il problema, nella mia testa comando io. Ho io l'ultima parola, la parola più bella, quella che mi fa vincere.
Peccato poi, che nella realtà, queste parole non escano se non in casi tanto particolari che quando ciò accade mi sento quasi svuotato. Tremante talvolta, con la gola secca e le mani sudate.
Sono spesso schiacciato dall'evidenza della realtà, delle cose che impone e delle cose che estirpa senza alcuna eccezione.
E la virtualità data oggi da internet, da questo blog, da facebook, dalle chat...
Riesco a spostare un po' di questa mia attitudine all'irreale in un luogo che è differente dalla realtà quotidiana. Eppure non mi piace del tutto, non riesco a trovarmici del tutto a mio agio. Uso il mezzo, ma con la mia consueta diversità.

"E' tutto bello perchè non è reale...perchè se lo fosse, ora non staremmo neanche parlando..."
E riesco ad essere antipatico anche li.


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