venerdì 18 marzo 2016

Come va?



"Ciao, come va?" è ormai diventata una domanda pericolosa fare.
Talvolta la diciamo come inizio di una qualsiasi discussione, giusto per non andare troppo al sodo della questione.
Altre volte invece la sento e la dico quale barlume di una remota e non del tutto sepolta umanità.
Spesso, per quanto si possa essere interessati a sapere come sta davvero l'altra persona, la risposta che riceviamo ci spiazza non poco.
E se in molti rispondono con altrettanto automatismo i vari "Tutto ok", "Si tira", "Al solito", tanti altri rispondono in modi che davvero ti fanno rimpiangere di aver osato solo chiedere.
La hit parade di risposte si sposta dal più o meno simpatico, al più o meno sarcastico fino a giungere al più o meno odioso.
Ci sono individui che, secondo me, strategicamente aspettano la fatidica domanda solo per propinarti una sequela di lamentele più o meno reali e credibili.
Strategie che si affinano poi quando, anche in assenza della domanda di cui sopra, il nostro interlocutore inizia la famosa sequela. Questa strategia, guarda caso, la ho riscontrata spesso nei miei assistiti nel momento in cui sentono che sto per chiedergli di essere pagato per il mio lavoro. E allora giù di malattie, lutti, infortuni, settimane, mesi, talvolta interi anni no.
Ma quelli che meno sopporto sono quelli che poi, a prescindere dalla risposta appena data, ti fanno a loro volta la domanda.
Ed io, nonostante tutto, dico che va bene, che non posso lamentarmi.
Perchè, tutto sommato, se sto bene in salute e stanno bene le persone a me più care e vicine, posso già dirmi soddisfatto.
Le rogne del lavoro, dei soldi, delle persone stressate, per quanto a volte risultino essere pesanti e sconfortanti, e non nascondendo la loro influenza sul mio stato d'animo, cerco sempre (non sempre riuscendoci) di circoscriverle.
Ma, appunto, tornado a qualche riga prima, quando rispondo così pare che non tutte le altre persone apprezzino. 
E mi sono sentito dire dal "Beato te", al "Che culo", al "E ci credo..." accompagnati spesso da miei eloquenti silenzi.
C'è melma in giro, lo riaffermo.
E c'è gente davvero stressata ed incattivita che se, capisco e non certo pretendo che debba essere felici per me, quantomeno se stesse zitta lo apprezzerei di molto.
Che poi la voglia di essere socievoli ed umani in me già è risicata all'osso...


1 commento:

  1. Quando ancora avevo un blog feci un post simile. Ho sempre sostenuto che l'abusato ciao come stai se fatto come dico io è un caldo abbraccio. ..ma il malcostume lo ha trasformato in un noioso ciaocomestai che spera nel completamento tuttobenegrazie. Ciao caro

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