mercoledì 30 marzo 2016

Giocagiuè

 
 
Reduce dalle festività pasquali, posso affermare candidamente anche di non aver fatto alunchè per pasquetta.
Tra le altre, finalmente, pare che anche molto persone si siano fatte candidamente i fatti loro e non mi abbiano chiesto cosa facessi per questo così sentito lunedì di festa.
Io l'ho passato bellamente in relax a casa, trastullandomi tra xbox, fumetti, musica e riposo.
Quest'ultimo, però, è stato leggermente minato dalla presenza dei vicini di casa.
Nulla da dire nei loro confronti, per carità. Hanno discutibili gusti musicali (ricordo, anni addietro, una gioranta di loop musicale dove avranno ascoltato per circa un 470 volte un brano di Arisa..), ma per il resto non posso lamentarmene.
Una pecca però ce l'hanno: la loro nipotina.
Questa piccola creatura, che credo abbia ormai tra le 5 e le 6 primavere, ha un molesto modo di passare il proprio tempo a casa dei nonni: correndo come una forsennata lungo il corridoio.
Abitando io al piano di sotto, se ne deduce, che all'arrivo della nipotina in questione io e mia madre ci si debba sorbire questo continuo pesante rumore di passi.
Viene da chiedermi, tra le altre, come una creatura così piccola e magrina poi nel momento della corsa paia acquisire maggior peso e volume, oltre le normali leggi fisiche, tanto che nel corridoio di sopra pare stia imperversando un velociraptor...
Ma l'altro dubbio, quello più amletico e profondo, è: ma che razza di modo è di giocare?
Insomma, a patto che la bimba non diventi da qui a 15 anni la nuova e nostrana Usain Bolt, che cazzo si corre a fare per ore ed ore?
E mi ritorna in mente che io, all'età sua, se dovevo correre lo facevo fuori, all'aperto. Che se solo c'avessi provato mia madre avrebbe giocato al lancio della ciavatta dritto sul mio naso.
E un po' mi intristisco. Non per le ciavatte, ma per la bimba velociraptor.
Perchè ho notato da lungo tempo che è anche cambiato il modo di giocare.
Io reputo il gioco assai istruttivo e formativo. 
E non solo io. Anche psicologi, sociologi e altri che finoscono con ologi lo dicono.
Gli spazzi aperti dove giocare, anche nei buchi di paesi come il mio, cominciano a scarseggiare. E se anche ci sono, ormai ci vedo davvero pochi bimbi.
Ed anche i giochi più classici, quelli da fare in casa, coi giocattoli...solo io ho notato che stanno avendo una involuzione totale?
Si passa di botto dai giochi per bebè (quelli con le forme da mettere negli spazi designati, o i mega blocchi di costruzioni) alle console di gioco. Non pare ci sia una via di mezzo particolarmente percorribile.
Invece, già ai miei tempi, i giocattoli occupavano gran parte delle stanze di noi bambini dell'epoca. Forse era un eccesso anche quello, ma l'assenza di giochi materiali, che attivino sia i neuroni ma anche il tatto dei bambini, mi paiono una grossa assenza formativa per queste ultime generazioni.
Non posso fare a meno di pensarlo...e di pensare a come già i miei genitori criticassero all'epoca il modo di giocare di noi bambini di 30 e spicci anni fa (loro avevano al massimo una bambola di pezza, trottole e biglie).
Forse ogni generazione vede in quelle nuove qualche difetto, qualche mancanza. E credo che sia vero. Che le cose perse o trascurate o non più "di moda", non siano migliori di quelle che vanno oggi per la maggiore.
Non so quanto sia meglio non avere più un vero pallone con cui giocare e giocare, invece, a calcio su qualche iphone di ultima generazione.
 

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