giovedì 28 aprile 2016

Tutta esperienza



Una fine può essere sempre un inizio. Talvolta però non è così automatico ed ottimistico.
Una fine è una fine. Punto.
E fa un certo effetto e provoca sempre un dolore intenso, mai diverso.
Io sono una compilation di sbagli, lo so.
E' il mio retaggio, è la mia debolezza maggiore.
Una sfilza di errori che ho compiuto e che, qualcuno mi faceva notare, compio continuamente.
Dovrei essere diabolico a questo punto, dal vecchio adagio che errare è umano, perseverare è appunto diabolico.
Ma manco il diavolo credo abbia voglia di mischiarsi con me. Deluderei anche lui.
Sono al contempo un bonaccione o forse un debole. Prometto e premetto rabbia e rancore a chiunque penso mi abbia fatto del male. Ma. per chi ancora non l'ha capito. sono il classico cane che abbaia e non morde. Che dopo 10 minuti scarsi è buono come prima.
Ma lo so, lo sa chi mi conosce (in pochi a dirla tutta). Io nei momenti no dico e faccio spesso qualcosa che fa male. E' voluto che faccia male, deve, almeno secondo la mia logica. Più mi sento ferito e più devo ferire.
Solo che a me poi passa e subentra la mancanza. Chi è stato ferito da me non ha quasi mai la stessa evoluzione. Si ferma alla rabbia, alla delusione. E resta lontano.
Anche quando chiedo scusa. Anche quando chiedo aiuto.
Non mi si perdonano gli errori. Come ad un dio volubile che permette la fame nel mondo e dona opulenza a chi non la merita.
Ho paura di come sono, di come non riesco a cambiare. Del perdurare nei miei difetti, nei miei errori e nelle mie mancanze.
Ed hanno paura le persone che invece vorrei accanto a me, per tutta la vita.
Ma fin quando avrò la forza di farmene una ragione?
Fin quando riuscirò simbolicamente a risorgere come una fenice? 
O a diventare via via più forte, dopo la sconfitta, come un guerriero sayan?
Fin quando dovrò accumulare esperienza per dirmi, alla fine, pronto per essere felice?
Io che, la felicità, forse non l'ho mai cercata veramente per la troppa paura, per le troppe responsabilità, per la grande maturità che necessita per riconoscerla, viverla e tenersela stretta.
Per quanto tempo dovrò ancora sentire esplosioni di suonerie personalizzate che annunciano lieti eventi...altrui?
Misaki, se mai leggerai queste righe, scusami.


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