martedì 21 aprile 2009

Filastrocca

Ambarabà ciccì coccò
Tre civette sul comò
Che facevano l'amore
Con la figlia del dottore
Il dottore si ammalò
Amabarabà ciccì coccò


Ci riflettevo su qualche giorno fa. Direi che il povero dottore ne ha ben donde di ammalarsi di crepacuore quando, rientrando a casa, sul comò della camera da letto magari vede fornicare, a turno o in contemporanea, tre civette (animali, notoriamente considerati anche forieri di sventura) con la propria giovane figlia.
Soprattutto ringrazio quanti tra genitori, parenti e conoscenti vari, con la scusa della filastrocca, propinano, magari sorridendo, storie del genere a bambini mentalmente influenzabili e impressionabili che poi, da grandi, non si impressionano più di nulla...

5 commenti:

  1. Ecco.....l'abbiamo perso ;-) questi sono i tipici vaneggiamenti di una dura giornata di lavoro si si, tipico caso da manuale.
    Quando parlerai anche con le biro tenendole al guinzaglio....un po' ci preoccupiamo.
    smucks

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  2. Comunque in origine è "il figlio", il che fa comprendere la vera natura delle "civette" ^_-

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  3. Effettivamente, mi stupisco che non sia ancora stata messa all'indice ... ma a quel punto, Moccia, lo avrebbero dovuto già mettere al rogo!

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  4. ....Ma perchè voi non sapete la verità, questa filastrocca è stata la prima opera di Moccia.... Ed è vero, dopo aver sentito questa cosa da bambini, poi succede che non ci si impressiona più con niente, è per questo che Moccia ha ancora successo.... :P

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  5. effettivamente non vorrei essere nei panni del dottore... ma in effetti neanche in quelli ella figlia!

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