Filmone della mia adolescenza, decisamente trucido e grezzo come pochi, il capostipite, probabilmente, di tutta una serie di teenmovies demenziali che si vedono ancora oggi giorno in TV.
Ma non è del film che voglio parlare, bensì, prendendo a spunto il titolo del suddetto, dell'ennesimo allarme virus proveniente, questa volta, dalla carne suina.
Ebbene, dopo mucche pazze, polli raffreddati, pecore influenzate e gamberetti all'uranio, era ovvio che anche i maiali, alla fine, risentiti dessero il loro contributo in tal senso.
Tanto per cambiare in Italia sono già molti i proclami sulla sicurezza fatta dai nostri raccomandabilissimi politici e dalle associazioni di allevatori ovini; anche questa volta, me ne fregherò per un semplice personale motivo: la convinzione che ad oggi, NESSUN alimento, è esente da manipolazioni genetiche, chimiche o simili (il biologico, per me, è un pò come la Corazzata Potionkin), e se anche ciò fosse, le materie prime essenziali, quali aria, acqua e terra, sono già per loro conto belle e che contaminate di chissà cosa. Pertanto di una morte si deve morire, no?
Fiducioso, prima o poi, di sentire a proposito anche del mal di gola equino, mi riservo di pensare che l'unico vero virus fastidioso per l'intero pianeta sia proprio rappresentato dalla nostra bella razza!
Sull'ultima cosa non ci sono dubbi
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