giovedì 25 febbraio 2010

FESR (d'mamt)

FESR, acronimo di Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
Oggi scadeva, o meglio, oggi sarebbe scaduto il termine per la presentazione delle domande per accedere ai finanziamenti del FESR per quanto riguarda la regione Basilicata.
La Basilicata, sì...questa piccola regione che, pur non essendo la mia "patria" natia, mi ha adottato più o meno volontariamente una 15ina d'anni fa.
Ora, in maniera inconscia, spesso mi ritrovo a definirmi un lucano a tutti gli effetti. La cosa che oggi mi pare tanto naturale, anni fa mi dava decisamente fastidio non avendo mai accettato del tutto tale adozione.
Forse perchè fu difficile adattarmi ad una realtà così piccola, rurale, quasi scarna; forse perchè non ci sono venuto ad abitare certo per scelta quanto per un obbligo.
Ma oggi, appunto, con quasi una vena di simpatia mi ritengo felice di essere parte di questa piccola regione.
Una regione abitata da un popolo davvero unico. Un popolo che unisce e apprezza ancora certi valori forse troppo facilmente dimenticati altrove in Italia, un popolo gentile, mite. Ma è anche un popolo burbero, testardo, unito, che sa farsi valere quando c'è qualcosa che non gli va.
Ma ci sono, "abbiamo" anche diversi difetti. Siamo pochi (e questo, in un mondo che vuole la competizione a tutti i costi e conta sui famosi grandi numeri è, purtroppo, un problema), siamo un pò provincialotti e agresti, intenti tutti a guardare nei nostri giardini. Siamo anche vagamente "gelosi" dei successi dei nostri corregionali (che immediatamente, anche ingiustamente, vengono etichettati come raccomandati o figli di tal dei tali). E così potrei andare avanti per righe e righe scoprendo, forse, che poi non siamo nè migliori nè peggiori di tutti gli abitanti della nostra bella (ancora per poco forse) Italia.
Ma questa corsa alla tecnologia che coinvolge, anche quì, un pò tutti in modo non proprio volontario ci pesa parecchio.
E così, primo esperimento in questo senso, quest'anno per la presentazione delle domande al bando di cui sopra, il FESR, è stato introdotto l'invio telematico!
Via la vecchia carta insomma! Si compila un form su un sito internet dedicato, e si lavora lì. Poi, finito tutto, basta un click ed invii la domanda. Stop! Finito! Facile no?
Ora, questo magari ad alcuni potrà sembrare banale, forse anche superato. Ma non qui in Basilicata dove questo slancio tecnologico ha causato più di un mal di testa a molti!
E così, non solo il sito è stato reso utilizzabile in netto ritardo a quanto previsto, ma ha avuto numerosi crash; per non parlare poi delle bizzarre (che penso abbiano fatto tirare giù diversi bestemmioni) scomparse dei dati faticosamente introdotti e l'assenza di un quasivoglia metodo di salvataggio vagamente intuitivo (nel senso che il modo di salvare c'era, ma per scoprirlo dovevi arrivare letteralmente all'ultima schermata del famigerato form, che però non ti permetteva d'andare avanti se prima non compilavi le pagine precedenti, insomma...un sistema cervellotico che ti faceva perdere più tempo nell'operazione del salvataggio che non in quello della compilazione!).
Morale della favola, dopo mal di testa, bestemmioni, mail e messaggi di vario genere piovuti a mò di grandine è arrivata, un pò come Babbo Natale, la famigerata proroga!
L'Italia è un pò il paese delle proroghe. Nella mia piccola e modesta esperienza lavorativa ho visto e vissuto quasi sempre delle proroghe. E sinceramente non mi aspettavo che questa volta fosse l'eccezione.
Ma in genere la proroga non serve a nulla perchè, in linea di massima, ci si riduce sempre all'ultimo giorno.
Ma, forse, questa volta la proroga servirà un pò per migliorare questo "avanzato" sistema informatico.
Lo spero proprio perchè "noi" lucani, certe cose tecnologiche proprio non le digeriamo. A noi che piace ancora il pane fatto in casa, la salsa fatta in casa, i boccacci di sottolio fatti in casa, insomma, le cose fatte "a mano" alla vecchia maniera, questa virtualità, questi termini come "form", "download" e "patch" continuano a preoccuparci. Un pò come le macchine fotografiche che ti rubano l'anima!

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