giovedì 4 marzo 2010

Io e il rugby

Sopra una foto (ovviamente di scarsa qualità viste le mie pessime doti fotografiche) dell'incontro tra Italia e Scozia del 27/02/2010 valido per il 6 Nazioni.
Lo ammetto candidamente, non capisco moltissimo del rugby. Conosco vagamente le regole del gioco e non c'ho neanche mai giocato per errore.
Eppure, da qualche anno a questa parte (complice le prime partite tramesse su La7), sono diventato un estimatore di questo sport. E dopo varie indecisioni, questa volta, mi sono organizzato e sono andato a gustarmi una partita dal vivo.
Già attraverso la televisione avevo provato un non so che di particolare nei confronti di questo sport. L'atmosfera che pareva trasudare dagli spalti e dal campo erano (e sono) per me un'attrattiva troppo difficile da ignorare per troppo tempo.
E così, zainetto ini spalla, sono partito alla volta di Roma e poi diretto allo stadio Flaminio.
Già lo stadio mi ha colpito. Raccolto, ospitale, caldo. Non come certi stadi monumentali che, solo per televisione, paiono giganteschi, impersonali.
Poi, altra cosa gradita, il clima. E' stata una giornata oserei dire primaverile. Per gran parte del l'incontro sono stato senza il giubbotto.
E nell'intervallo mi sono anche concesso una birra (certo un pò cara) ma era da fare e stop!

Potrei poi elencare una serie di pregi del rugby che però cerco sempre di comprimere in un'unica parola: rispetto.
Il rispetto non solo nei confronti di uno sport "antico" (nel senso positivo della parola ovviamente), ma rispetto anche per chi lo gioca e rispetto per chi lo osserva. Il rispetto che c'è in campo tra i giocatori che si meneranno pure, ma non s'accapigliano, non fanno scenate, non insultano il pubblico e l'arbitro. Ed il rispetto che c'è tra i tifosi. Ho avuto la fortuna di ritrovarmi, in curva, circondato da tifosi scozzesi e nessuno s'è azzardato manco per errore di incazzarsi con me o menarmi perchè alla fine la nazionale italiana ha vinto.
I tifosi scozzesi applaudivano alle giocate sia della loro nazionale che di quella italiana!!! E alla fine, uno dei miei vicini, mi ha anche stretto la mano!
Cose d'altro mondo? Forse sì, soprattutto se il mondo a cui siamo (tristemente) abituati noi italiani è quello del calcio. Dove si va allo stadio per fare a botte, dove l'avversario in campo è un nemico, dove il tifoso dell'avversario è un idiota che merita solo ceffoni se esulta. Dove ci sono cori offensivi e bestemmie a tutto spiano. Dove girano troppi soldi, dove i calciatori sono visti come degli idoli da emulare quando, molto spesso, sarebbero invece da ignorare.
Tutto questo, per fortuna, nel rugby non c'è e spero non ci sarà mai.

3 commenti:

  1. Non vedevo l'ora di leggere le tue opinioni :) la prima partita al Flaminio non si scorda mai, la seconda spesso è pure meglio :D
    Dopo Italia - Scozia di tre o quattro anni fa (non mi ricordo esattamente la data) i tifosi scozzesi ci cercavano in giro per congratularsi della partita e dirci che la nostra squadra aveva meritato la vittoria, mentre prima della partita, da Piazza del Popolo allo stadio l'abbiamo fatta tutti insieme, con gli scozzesi che suonavano le cornamuse.
    L'anno prossimo spero di riuscire ad andare, magari a vedere l'Irlanda che ancora non ho mai visto dal vivo.

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  2. Si ma... la signora truce dallo sguardo omicida era compresa nel prezzo o andava richiesta a parte? :-?

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  3. @ Fede: per la 2° c'è un annetto e spero tanto di bissare l'esperienza. E poi credo che anche il pubblico irlandese sia fantastico.
    Purtroppo il percorso da piazza del popolo allo stadio l'ho fatto in autobus perchè ero tremendamente in ritardo. in pratica sono arrivato alla fine dell'inno nazionale italiano.

    @ CmT: all inclusive. però, sai, in foto pare truce ma ora che ricordo si era anche premurata che non mi sedessi inavvertitamente sulla mia macchina fotografica.

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