giovedì 15 aprile 2010

Disparità e incompletezza

Ho una strana fissa con i numeri dispari. Li trovo, a loro modo, unici, particolari, quasi indipendenti.
Per certi versi mi definisco io stesso un numero dispari, per motivi analoghi. I numeri pari, di contro, mi paiono troppo tondi, troppo perfetti, e divisibili in altri numeri pari.
Mi sento appunto dispari, mi sento, per certi versi, anche incompleto. Eternamente incompleto aggiungerei.
In ricerca forse di un altro numero dispari per creare assieme l'unità pari. Perchè l'unicità, per quanto bella, è pesante, stressante, mi mette sotto pressione.
E' talvolta disagevole e non da poi molte sicurezze se non quando si ha un'autostima decisamente elevata. Io questa autostima elevata non ce l'ho, ne sono sprovvisto.
Così ho paura di partire, ma anche di rimanere. Ho paura di agire, ma anche di rimanere passivo, e così via dicendo.
Tutto ed il contrario di tutto. Anche quando parlo mi sento, mi ascolto. Dico qualcosa e poi tendo a ridimensionarla poi a rivalutarla, a dire no, non mi piace, però, forse, potrebbe piacermi di più...se...
Non so bene se questo sia normale, forse è più diffuso di quanto pensi. Forse gli altri hanno più parole e nei fatti soffrono di paure e limitazioni. Forse sono più unico di quanto pensassi.
Più dispari e, pertanto, incompleto.

3 commenti:

  1. Poco fa ho sentito una frase di un'intervista a Sandra Mondaini, che sia vera o meno, televisiva o meno, non voglio discuterne, ha detto che la sua vita è iniziata il giorno in cui ha conosciuto Raimondo.
    Il senso di completezza che questa frase da mi ha lasciata così...confusa e felice.
    Ho sempre sostenuto che siamo individui unici ed è nella nostra unicità, disparità che dobbiamo trovare la completezza, però a volte è bello perdersi e diventare pari.
    un bacio

    ps: l'eco ha sempre affascinato anche me...da piccola lo consideravo una magia...

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  2. benvenuto nel club degli amanti dei numeri dispari ;)
    bel post!

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