sabato 10 aprile 2010

Le colpe dei padri...

Stanotte ho sognato mio padre.
Da circa metà della mia vita non ce l'ho più. Me l'ha portato via un dannato tumore ai polmoni.
Non girerò attorno al problema o a quello che è il mio indissolubile punto di vista.
Mio padre è stato uno sciocco! Si rivolterà nella tomba, di certo lo ha già fatto perchè non è la prima volta che esterno questo pensiero.
Sciocco perchè se l'è cercata. Fumava quantità immani di sigarette, e non venitemi a dire che all'epoca dei fatti, 17 anni orsono, già non si sospettava che il fumo "nuocesse gravemente alla salute".
Non lo scrivevano sui pacchetti di sigarette, questo è certo, ma non ci volevano degli scienziati per capire che faceva male.
E la cosa mi da (e dava) ancor più fastidio è che mio padre non era uno sprovveduto. Aveva un'itelligenza per la quale pagherei con un rene per averne anche solo il 10%. Era un uomo eccezionale, attivo, acuto, forte, carismatico. Tutto ciò che io non sono e che, ripeto, pagherei per essere.
Eppure, nonostante tutto, è caduto in questo meschino e stupido tranello. E' diventato succube, e dipendente da quella schifezza di sigarette!
Ora, non voglio fare una campagna contro il fumo, ognuno ha la sua testa e non sta a me giudicare chi non conosco; infatti stò giudicando mio padre, sia ben inteso.

E continuo a farlo anche oggi a distanza di 17 anni dalla sua morte. Morte che ha stravolto la mia vita.
La sua morte mi ha lasciato non solo un vuoto difficilmente colmabile a livello affettivo e di sicurezze, ma mi ha lasciato anche con un enorme peso da sorreggere.
E così, alla veneranda età di manco 18 anni, ho dovuto prendere delle decisioni odiose per la mia vita.
Ho dovuto pensare a mia madre non a me. E per questo ho scelto, con le lacrime agli occhi, di lasciare amicizie, passioni e sogni alle spalle per venire a vivere in questo posto sperduto e vuoto che era ed in parte è ancora questo sconosciuto paesello dell'ancor più sconosciuta regione Basilicata.
Ho tentato di ricostruirmi una cerchia di amici e di passioni, ma non ci sono riuscito. La gente quì si conosce da 21 generazioni come minimo ed io, il "senza passato", con un cognome unico in tutta la provincia se non regione, sono stato sempre visto come una specie di alieno.
E le passioni? In un paese dove a stento si vive dell'odioso calcio, cosa potevo aspettarmi? Gruppi di Giochi di Ruolo? Scuole Tennis? Circoli di canasta? Manco quelli!

Beh, ma qualche mente acuta potrebbe obiettare che, una volta adulto, avrei potuto prendere armi e bagagli e andarmene. Tornare da dove ero venuto.
Facile! Molto facile a parole ma non a fatti. Facile lasciare mia madre da sola, facile spezzare una lira in due quando non si ha che una mezza pensione su cui fare affidamento.
E quindi? Studio...mi laureo in quel di Bari, anche con un discreto profitto. Ma non era quello che volevo, non era quello che avevo previsto...ma ho inghiottito l'ennesimo boccone amaro.

E ancora poi? Per il lavoro?
Anche qui avevo idee e aspettative diverse. Non avrei mai pensato di fare il consulente, ed invece lo sono diventato, e poco male forse.
Ma di certo non avrei mai desiderato di lavorare ed essere sfruttato come una spugna, in un posto, in una provincia, in un dannato Sud dove se già lavori devi baciare in terra e devi accontentarti di quello che hai. E se lo lasci, se ti lamenti, se chiedi l'aumento, allargano le braccia e ti fanno capire che il gioco è quello e se lasci due giorni dopo trovano un'altra persona che ti sostuisce, pure per meno soldi e pretese.
E' come sentirsi una sorta di puttana! Che cala allarga le coscie al ribasso per non perdere il cliente!

E tutto questo, tutto e soprattutto, lo devo sopportare per colpa di mio padre!
Avrebbe dovuto pensare al futuro! Avrebbe dovuto pensare a me e a mia madre! Avrebbe dovuto pensare che non siamo immortali, avrebbe dovuto intuire che una vita decente doveva e poteva garantircela!
Ed invece? Ha pensato solo a lui, al suo dannato lavoro e alle sue dannate sigarette!



1 commento:

  1. È in questo che si riscontra l'abissale differenza tra te e me, anche se non la espliciterò di cérto qui.
    Però tu a tuo padre somigli parecchio, e non solo (ma anche) fisicamente, anche se non ti ho mai visto sbucciare un'arancia con coltello e forchetta.

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