domenica 3 gennaio 2016

Brutte cose

 
 
Un nuovo unizio.
Più semplicemente una continuazione del prima.
E' una questione di attimi.
O, come cantava qualcuno, è una questione di qualità.
Già, qualità.
Qualifichiamo tutto. Diamo voti, apprezzamenti, consigli.
Tutto per migliorare.
Siamo una razza di insoddisfatti.
Io ne sono il Re.
Ho passato, tutto sommato, delle feste in tranquillità e serenità.
Addirittura a capodanno mi hanno invitato degli amici a casa.
E' stata una bellissima serata, trascorsa tra chiacchiere, buon cibo e risate.
Abbiamo anche giocato ad un gioco di carte decisamente nerd, Munchkin.
Domani si riprende.
Si riprende, appunto.
Il "ri" intende che qualcosa, già da prima, la si faceva.
Non è il riprendere che mi da noia.
E' il farlo con uno spirito non dissimile da prima.
Non posso cambiare il mio essere ed i miei pensieri con una bacchetta magica. Forse, più di una bacchetta, ci vorrebbe in ogni caso una mazza da baseball, di quelle rinforzate.
Ma no.
Posso tentare di programmare e promettere a me stesso novità e propositi.
Ma c'ho già provato e raramente riuscito.
Sono insoddisfatto.
Probabilmente è perchè non mi accontento mai.
Perchè vedo solo i buchi del groviera e quello che ci sta attorno.
Avverto le mancanze e do per scontato le presenze.
Questo sarebbe il primo cambiamento da effettuare.
Ma nulla. Controllo sempre il cellulare in attesa di un messaggio che non arriva.
E comprendo anche che è giusto che non arrivi.
Perchè l'ho voluto io.
Sono stato chiaro. Addio. Io meno le rasoiate. La gente si ferisce e non tutti sono masochisti nel volersi di nuovo avvicinare.
Le mie medicine non sempre tengono a bada le mie malattie.
I modellini, i concerti, i fumetti, i libri.
Sono utili, ma non decisivi.
Come quando uno vuole perdere peso. Deve unire la dieta ad uno stile di vita diverso. Deve magari fare più movimento, iscriversi in palestra (ah, a proposito, mi ci sono iscritto poi!).
Io faccio solo metà dell'opera.
Faccio solo la dieta. Lo stile di vita sano no.
Lo stile sano me lo darebbe forse l'amore. 
Togliamo il forse.
Quello si che cambia, che mi fa cambiare.
Per carità. Rimango il solito pessimista, pauroso, pessimo soggetto. Ma qualcosa in me diventa migliore. Lo avverto, almeno io.
E' egoismo puro.
E' sempre la volontà di migliorarsi, di non vedersi mai abbastanza.
Potrei bastarmi così, ma so che non ci riuscirò.

 

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