mercoledì 6 gennaio 2016

Io e Paolo Benvegnù



 Paolo Benvegnù è, a mio modesto parere, il miglior cantautore italiano degli ultimi 10 anni.
In pochi lo conoscono.
Fino a qualche tempo non lo conoscevo neanche io, lo ammetto.
Anni e anni fa però ricordo che per radio (una radio penso romana, del mio periodo di vita trascorsa in quel di Pomezia) ascoltai un tale gruppo conosciuto come Scisma.
Gli Scisma erano, allo stesso modo, eccezionali.
Leader e "mente" degli Scisma era appunto Paolo Benvegnù.
Io sono arrivato a lui ripercorrendo le strade (spezzate) degli Scisma dopo la loro separazione.
Lui era (ed è) l'unico del gruppo che è rimasto nel campo musicale.
Negli ultimi due anni ho avuto la fortuna di ascoltare Paolo per ben due volte. Dei concerti, delle esibizioni decisamente intime.
Pochi intimi, appunto, pochi ascoltatori non guidati dal filone commerciale ma da quello più profondo dell'ascolto attento; i testi di Paolo vanno ascoltati, vanno metabolizzati, quasi succhiati lentamente.
Non è un poeta, non credo che gli piacerebbe neanche essere descritto come tale. Ma è di certo una persona con idee, con estro, fantasia, e dotata anche di tanta simpatia.
Ho avuto modo di scambiarci quattro chiacchiere nelle due occasioni che lo ho ascoltato.
Non è un tipo montato, non è uno "arrivato", è un cantautore che racconta storie ed esperienze attraverso piccoli gioielli musicali.
Testi particolari ma anche tanta bravura musicale nel creare arrangiamenti che ho riscontrato davvero in pochissimi e rari casi.
Non so.
In questa notte, o in questa primissima mattina che dir si voglia, mentre tornavo a casa da una serata passata in compagnia di amici, ho acceso la radio ed il suo CD, come spesso capita, è partito in automatico nella mia radio.
Avevo già in mente di scrivere qualcosa su di lui.
Questa era l'occasione, in questa nottata appena iniziata dove non riesco a non ascoltare un paio di suoi pezzi. Perchè mi pare un modo degno di concludere questo giorno.
Ma più delle mie impressioni, dei miei spesso inutili giri di parole, vi incollo qui di seguito un link.
Se avete 25 minuti di tempo, o anche qualcuno in meno, magari potreste ascoltarlo.
E forse lo apprezzerete.
Lo spero.
Ma a chi parlo?
Questo plurale come se avessi un pubblico che mi segue, cerca, domanda...illudendomi di erogarle la verità agli uomini...

 

Nessun commento:

Posta un commento