martedì 12 gennaio 2010

Conoscere

Ma vaff! Avevo scritto un mezzo papiro e mi sono perso tutto!!!
Bof...riscrivo...
Dunque, mi domandavo, quando si può dire di conoscere davvero una persona?
Ci si deve prendere almeno una volta a settimana un aperitivo? Ci si devono mangiare tot pizze all'anno? Prendere l'ombrellone assieme? Ubriacarcisi assieme (questa è interessante)? Gusti permettendo, farci l'amore? Una botta e via? Farci pipì assieme al tramonto davanti un bel panorama (e anche questa è interessante)?
Non so...
Quante volte ho usato o mi sono sentito dire "tu manco mi conosci". Quante volte ho metaforicamente ricevuto un macigno in testa e quante volte l'ho scagliato io in testa al mio interlocutore...
Cosa serve quindi per conoscere una persona? Non c'è una ricetta, non penso proprio che Suor Germana l'abbia inserita nel suo libro nella pagina tra gli gnocchi ai 4 formaggi e gli spaghetti alla puttanesca (e già la vedo dura che una suora scriva una ricetta con la frase puttanesca...).
Ci vuole forse cortesia?
No, magari ci vuole distacco.
Forse anche un pizzico di malizia? I doppi sensi a volte aiutano...
Bof...no...non ci siamo...non mi convinco...
E allora? Ufff....mi stò scocciando. Forse...non c'è.
Devo davvero credere a ipotesi tantriche o filosofiche tipo: "conosci te stesse e poi conosci gli altri".
O devo credere a Paolo Fox e conoscere, nel 2010, solo nati del cancro, del capricorno, del sagittario e...forse, se la luna è in trigono con marte mentre passa la corazzata spaziale Yamato, anche con i nati della bilancia?
Che casotto! Bof...io ci provo comunque a dare un senso a questo post...
Non si conosce nessuno per davvero. Ci si illude di conoscere e di essere conosciuti. L'uomo è un animale (bestia, rettifico per gli animali che potrebbero sentirsi offesi), quindi, l'uomo è una bestia sociale. Ama parlare (pure troppo) e questo crede che serva per conoscere il suo simile.
Impone a se stesso di parlare la stessa lingua, di mangiare lo stesso hamburger di cartone, di indossare la stessa marca di scarpe. Appiattisce le differenze per sapere con chi ha a che fare.
E' barbaro, sono barbaro, siamo barbari.
Non mi interessa più conoscere nessuno per davvero. E nessuno ha intenzione di conoscere davvero me. E' così...e forse è giusto anche che sia così.
Perchè se conoscermi equivale a diventare uguare all'altro, preferisco la mia individualità, la mia solitudine.
E chi, d'ora in poi, mi pianterà la grana che non lo conosco, non mi conosce da almeno 2 cazzo di generazioni, beh, fattacci suoi.
Si limita...e, se lo conoscessi davvero, forse limiterebbe anche me.
Per cui...rimaniamo nella nostra ignoranza ed evitiamo stè frasi a cippa di cane.

3 commenti:

  1. Non si conosce mai davvero nessuno fino in fondo.
    Il punro è capire chi ti conosce (e/o chi conosci) più della media. ^_^

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