martedì 19 ottobre 2010

Fischia il vento



Di tutti i fenomeni atmosferici esistenti e non, quello che meno sopporto è il vento.
Non so spiegarmelo, ma proprio non ci vado d'accordo.
Quando c'è il vento sono più incazzoso del solito. Eppure, visto il mio naso, dovrei essere felice del vento; credo di avere un CX, coefficiente di penetrazione dell'aria, simile a quello di una macchina sportiva.
Non ho neanche il problema che i capelli mi vadano negli occhi o in bocca per colpa del vent.

E invece...mi ritrovo impacciato nei movimenti. Causa forse del fatto che tutto si muove e si sposta; alberi le cui fronde si agitano, foglie che cadono, panni che si staccano dallo stendino e finiscono, guarda caso, sempre nella pozza di zozzeria che sta in terra e mai, per fortuna, nel balcone del vicino che sta di sotto.
Mi sembra di essere un po' Neo di Matrix, quando si muove a rallentatore mentre gli sparano addosso. Sì, intento ad evitare tutto quello che può essere evitato. Lui, Neo, però evita davvero tutto, diventa il salvatore del mondo e trova pure l'amore. Io, ovviamente, no.
E quindi, poco prima di venire in ufficio, esco sul balcone per dare da mangiare alla mio psicotica micia.

In quel preciso istante, manco a dirlo, c'era vento.

E quindi, nell'ordine, ho:
- evitato un piatto di carta che mi volava, ad altezza menisco, a mò di lama rotante di Goldrake;
- evitato di schiacciare la micia che, per fortuna non volava, ma ha pensato bene di piazzarsi quasi sotto il mio piedino da fata;
- evitato che le ante del balcone sbattessero contro la cristalliera che (intellijentemente) mia madre ha piazzato vicino al sunnominato balcone.

Nel mentre, però, non ho:
- evitato che mi si svuotasse in terra metà della scatola dei croccantini della micia;
- evitato il conseguente cazziatone di mia madre.

Al che ho dovuto:
- prendere la scopa (che, preciso, era già fuori sul balcone, e, badate, bagnata, perchè pioveva anche);
- continuare a sentire il cazziatone di mia madre che si lamentava, ora, del fatto che stessi spazzando con la scopa (bagnata) i croccantini caduti sul balcone (perchè, a suo dire, si sarebbe bagnata la scopa! e...ovviamente, come scritto sopra la scopa era già bagnata, perchè, appunto, fuori pioveva. e la scopa, di grazia, era GIA' bagnata, come anche metà del balcone...e, allora, chette cazzii??!);
- riprendere un nuovo piatto di carta e rimetterci dentro i croccantini perchè la micia, con scarso spirito collaborativo, ha continuato a miagolare e a farmi sgambetti per tutto il tempo.

Risultato:
- balcone spazzato dai croccantini (che se rimanevano, per carità, attiravano le formiche. da intendersi che le formiche, che dimostrano molta più intelligenza dell'intero genere umano, quando c'è vento se ne stanno sottoterra e se ne fottono dei miei croccantini!);
- micia infame che ha mangiato 3 croccantini di numero e se n'è andata;
- fancubazione reciproca tra me e mia madre;
- primi sintomi di mal di gola.

2 commenti:

  1. :D E meno male che non vivi a Genova! Io sono genovese e quel vento è micidiale: lo detesto! Soffia inclemente per tre quarti dell'anno abbassando temperature che dovrebbero essere miti (così si dice delle città di mare, ma Genova è l'eccezione alla regola) ai gradi dell'Era Glaciale e si placa solo d'estate, cosicché quando ce ne sarebbe bisogno, Genova vive nell'afa più assoluta! Nonostante mi manchi il mare, preferisco vivere in Lombardia: è più calda!!! Ciao e carezzine alla micia,
    Ester

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  2. ti stavo per dire che a me il vento piace...ma alla fine del post me ne sono tornata rintanata nella mia giacchina come le succitate formiche....

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