lunedì 4 ottobre 2010

Fabbrica Italiana Automobili Torino

Questo è uno sfogo e, come tale, è fatto un pò a caldo.
Essendo uno sfogo sarà probabilmente impreciso, colmo di luoghi comuni e leggende metropolitane. Pertanto me ne scuso, ma continuo a scrivere.
(Quasi) tutti noi abbiamo una macchina o un veicolo a motore in genere (moto, scooter, forse qualcuno anche aereo privato...). Tutti noi siamo consci che per muoversi con il suddetto veicolo a motore usiamo ed impieghiamo benzina. Benzina che deriva dal petrolio. Petrolio che viene estratto dai più disparati angoli della nostra tonda (ma non tonta) Terra.

Prima o poi, ne sono sicuro, la Terra si incazzerà, e credo che quello che vedremo avrà poco a che vedere con quanto ipotizzato nei più svariati disaster movie fino ad ora prodotti.
Ma, su questo pensiero, scriverò quando avrò maggior vena.
Tornando al petrolio questo, lo sanno tutti, inquina. Ci avvelena, semplicemente, inesorabilmente.
Eppure continuiamo ad estrarlo e ad usarlo.

Le nostre dannatissime macchine, queste bare di metallo poste su ruote, che usiamo tutti i benedetti giorni, inquinano, avvelenano, investono, sporcano.
E, oltre al danno, la beffa perchè per fare tutto ciò cacciamo bei soldini.
Sono, almeno io, un emerito coglione.
Vengo e sono stato svuotato nelle mie tasche di tanti bei soldini. Soldini che, ecco il fulcro del mio discorso, sono andati direttamente nelle tasche della FIAT.
Non tifo Juventus, e la R moscia dell'avvocato mi ha fatto sempre abbastanza ribrezzo, per non parlare di Lupo o Lapo sul quale non spenderò parole, pertanto non c'andrò giù dolcemente.
Non parlerò degli operai di Melfi, di Mirafiori o di qualsivoglia altro stabilimento FIAT.
Dico, domando, chiedo, ipotizzo, punto il dito: possibile che, in questo periodo di vaga sensibilità ambientale la FIAT proponga macchine vecchie ed obsolete?
Lasciamo stare il design con il quale, se permettete, mi ci faccio il bidet.
Lasciamo stare che abbiano il cd/dvd, i cerchi in lega, i sedili riscaldabili e una bambola gonfiabile già pronta nel cofano.
Io VOGLIO una macchina che non inquina. VOGLIO una macchina che, quando mi ci metta al volante, non mi faccia avere sulla coscienza la distruzione di alberi, scioglimento di ghiacci e kemio terapie di malati di tumore.
Altre case automobilistiche studiano, investono (o fanno finta di studiare e di investire) in nuove tecnologie. In nuovi motori elettrici, ibridi, a basso impatto ambientale e a basso consumo.
Forse è tardi, forse ancora non del tutto.
Ma almeno, qualcuno, ci sta provando.
E la FIAT no. Non mi pare, non credo. Perchè la FIAT è italiana ed in Italia, ormai, sta andando tutto a puttane.
Ergo...lasciatemi in tasca i miei soldi e fatemi scegliere con quale puttana andare.

3 commenti:

  1. La FIAT è semore l'azienda che propone agli operai ricatti allucinanti tipo: o rinunci ai diritti base del lavoratore o chiudiamo la fabbrica.
    Credo che Marchionne provenga in realtà da un varco spaziodimenzionale che ci collega al'Inghilterra della Rivoluzione Industriale, quindi c'è poco da stupirsi se la FIAT non ha un minimo di sensibilità ambientale.

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  2. Ti assicuro che per standard ambientali e attenzione all'inquinamento la Fiat è avanti rispetto ad ogni sua concorrente.
    E non è la Fiat che propone ricatti ai suoi dipendenti: semplicemente, se un'ora di lavoro di un operaio a Melfi costa 30 euro, e a Belgrado 5, vado a farla a Belgrado.
    Cioè, posso anche continuare a farla a Melfi, ma poi me la comprate voi la 500 a 22.000 euro?
    Informiamoci prima di scrivere, per favore.
    Grazie.
    Ah, per il resto bel blog, comunque.

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  3. Per quanto di mia conoscenza in FIAT non mi pare che stiano producendo macchine elettriche. Unica eccezione, se non erro, un qualche modello della Panda.
    Di contro, le altre case produttrici, hanno già in diversi segmenti diversi modelli con motori ibridi.
    Quello che contesto alla FIAT è un certo immobilismo sul classico motore funzionante a benzina a sfavore delle tencologie che altri stanno affrontando e implementando.
    Per il lavoratori, su cui ho volutamente sorvolato, non ho una opinione ferma e decisa e per questo non mi sono espresso.
    Ma, anche quì, ritengo che, da pseudo economista che sono, oltre alla delocalizzazione esistono anche le trasformazioni. Ergo, se non vanno più certe cose se ne fanno delle altre. Se il mercato dell'auto non tira più inutile tirarsi dietro questo carrozzone assurdo. Meglio, forse, sarebbe riconvertire il tutto a qualcosa di totalmente diverso o anche complementare.
    Grazie per i complimenti sul blog.

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