lunedì 24 agosto 2009

L'alba dei pescatori perdenti


E titolo non fu migliore dopo la nottata trascorsa, poco più di 24 ore fa, in riva al mare nel (vano) tentativo di pescare qualcosa.
Non sono un pescatore, ne capisco davvero poco, però come pratica (non lo definirei sport, al massimo hobby o passione) non mi è mai spiaciuta.
Non tanto per la soddisfazione di superiorità tutta umana che si ha nei confronti dei poveri (ma non certo fessi) pesci, quanto per il contatto all'aria aperta e per quei momenti di riflessione che si vivono nell'attesa, taltolta snervante, che la canna da pesca si muova dando l'impressione che qualche pesce abbia abboccato.

E se poi, alla fine, tutti i pensieri vengono accompagnati o spazzati dalla bellezza del sole che sorge all'orizzone sopra il mare, poco importa se non si pesca nulla, se si è preso solo freddo e se si è rimasti una nottata svegli.




2 commenti:

  1. che bella esperienza! Pensa che mio figlio, ha avuto il coraggio di raccontarmi, che quest'anno in Grecia ha pescato delle mormore (è un principiante) e poi le ha ributtate in mare perchè non sapeva come curarle e come cuocerle!

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  2. Io sono tanto principiante che non so manco come sia fatta una mormora ^_^;
    Cmq il dubbio amletico riguardo al rilasciare o meno l'eventuale pescato l'ho avuto e lo avrei anche io.

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