sabato 26 giugno 2010

Master (of the Pisa)

Ebbene sì: ieri è ufficiosamente terminato il master che stavo, frequentando è il caso di parlarne ormai al passato, a Pisa.
Scivo ufficiosamente per due motivi principali:
1) ci sarebbe un altro incontro il 2 luglio per una sorta di "master league", in pratica uno scontro tra i migliori gruppi di lavoro usciti dai singoli master (considerate che la facoltà di economia di Pisa ne ha portati avanti, solo quest'anno, almeno una mezza dozzina). Infatti ieri, il gruppo di cui facevo parte, è stato eletto quale vincitore all'interno del nostro master;
2) a data da definirsi, ma con molta probabilità non prima di fine 2010 inizio 2011, dovrò preparare e discutere una tesina finale su un argomento a scelta, lavoro non particolarmente dissimile, se non nelle dimensioni notevolmente più ridotte, di una tesi di laurea a tutti gli effetti.

Ecco, è molto improbabile che il 2 luglio possa salire nuovamente in quel di Pisa (già per la discussione di ieri ho fatto in pratica una toccata e fuga di mezza giornata alternata da ben due notti di seguito passate in bus), sia per motivi di lavoro che, spero, di svago. Infatti si sta avvicinando il giorno del concerto dei Pearl Jam in quel di Mestre, il 6 luglio, e non posso permettermi il lusso di perdere troppi giorni di lavoro soprattutto in questo periodo così denso di scadenze.

Forse sono ancora un pò troppo a mente calda per tirare giù un bilancio dell'esperienza nel suo complesso.
Ci sono state diverse cose positive, ma ce ne sono state anche di negative.
Per le prime mi vengono a mente, così su due piedi: arricchimento culturale, (indiscutibile) arricchimento umano (ho conosciuto persone davvero interessanti sotto il punto di vista sia caratteriale che professionale) e un generico senso di libertà nell'aver fatto qualcosa che da tanto tempo desideravo.
Di negativo, come sopra: un dispendio economico superiore a quanto avevo ipotizzato, una serpeggiante inadeguatezza nel confrontarmi con persone (vedi sopra) davvero molto oltre rispetto a me (gente, alle quali, è probabile che dal mio piccolo potrei solo allacciare le scarpe. ma è da come la si vede. sono irraggiungibili per certi versi, rappresentano delle aspirazioni per altri ancora), il fatto di essere stato, fin quasi alla fine, un pò sottovalutato da molti dei miei colleghi (per fortuna il lavoro di gruppo e qualche mia presa di posizione nei confronti dello staff organizzativo del master a propò di un paio di questioni non ben chiare hanno poi fatto capire anche agli altri che proprio fesso fesso non sono).
Ma ci sarebbero tante altre cose, sfumature per molti, che hanno reso questa un'esperienza forse irripetibile.
Sciocchezze che mi hanno reso quel pelino "normale" rispetto agli altri. Andare a ballare in discoteca in riviera, fare le 4.00 del mattino ed essere poi a lezione, regolarmente, alle 8.30. Bere uno (ok, qualcuno in più) mojito, mangiare il panino con il lampredotto, mangiare una bistecca alla fiorentina, bere dell'ottimo vino rosso, parlare, parlare e ancora parlare, di tutto di più, anche in inglese (arrugginito) senza di timore di essere giudicato, dicendo sempre la mia, con tranquillità.
Ripeto, per molti sembreranno cose normali, forse anche infantili, ma per me hanno rappresentato una notivà, da vivere appieno, senza tanti dubbi e domande.
Poi...dal punto di vista delle opportunità che questo master mi potrà dare in termini lavorativi, non so proprio.
Non credo mi cambierà la vita, di questo ne sono quasi certo, forse però mi renderà, se non mi ci ha già reso, un attimo più sicuro delle mie capacità.
Per il resto...come si suol dire, se son rose fioriranno.

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