lunedì 13 settembre 2010

Dal barbiere


Sabato, all'indomani del mio 34° compleanno, ho deciso di "regalarmi" una seduta dal barbiere.
Avevo già in mente, da un pò di tempo, di cambiare taglio. O meglio, di cambiare la famigerata sfumatura da che, a livello di numero, i miei capelli sono sempre meno.
Per cui, in poco meno di mezzora, mi sono fatto tosare in maniera molto corta; il risultato, non consigliabile a palati fini, non lo renderò pubblico.
Il fatto però non è questo.
Infatti quello che mi ha colpito (e mi colpisce ogni volta) dal barbiere, da qualunque barbiere (almeno del centro-sud Italia), è la stessa identica fauna che gravita all'interno del salone (per i più new-wave) o bottega (per i più old-school).
Nelle 3 ore e passa di attesa ne ho viste e sentite delle più disparate.

C'era il c.d. caciarone, quello che non sa stare zitto per 3 secondi di fila, neanche per riprendere fiato, che parla, parla, parla di tutto, di tutti e, soprattutto, urla; urla anche se sta a mezzo metro dall'interlocutore, urla tanto da coprire il sottofondo musicale, urla tanto da far venire il mal di testa e, quando finalmente se ne va (dopo almeno un paio di finte degne del miglior Maradona), fa ricordare di accendere un cero il prima possibile.

C'era poi lo sportmaniaco, sottospecie del calciofilo, quello che non spiccica parola se non quando si parla di sport o, nella sottospecie, di calcio. Quello che sa a memoria tutti i giocatori di tutte le squadre dall'anno calcistico 1970 ad oggi. Quello che commenta sugli schemi, sulle rose, sulle panchine, sugli ingaggi. Il classico tipo che alla domanda: "Ciao, come stai?" risponde "Peggio di Ibraimovic!".

C'era poi il lascivo, quello un pò zozzo che ha anche l'aria da zozzo, che è un continuo proliferare di doppi sensi e battutacce varie e che osserva le tristi riviste a disposizione solo per inquadrare tette e culi delle modelle o starlette varie, quello che al passaggio di ogni femmina in carne ed ossa al di là della vetrata, annuisce e sentenzia mimando prese per seni: "Come me la farei quella!".

C'era anche ò professore, quello un pò snob, con gli occhialetti, intento a leggere per il 99% dell'attesa ma visibilmente costernato dalla qualità delle letture messe a sua disposizione: Oggi, OK, Chi, Quattroruote (numero di settembre...ma 2009), acerrimo nemico del lascivo.

C'era poi il mobile, all'inglese, ovvero quello che riceve ed invia almeno 200 sms, che riceve telefonate, che fa telefonate, che forse finge anche di telefonare e parlare. Quello che, durante il passaggio del rasoio, rischia forte di farsi tranciare un orecchio di netto perchè c'ha la vibrazione inserita.

E poi c'era l'indeciso, quello che entra convinto di cambiar taglio, che chiede consiglio al barbiere sul come starebbe coi capelli in quella maniera piuttosto che in quell'altra. Che prova addirittura a visionare dei nuovi tagli su qualche depliant o, addirittura, su qualche foto intravista nei giornali di cui sopra (arrecando ulteriore sdegno ne ò professore) ma che poi, alla fine, inesorabilmente opta per una "riga a destra".

E via discorrendo, c'era il furbo, quello che prova a passarti avanti anche se è palesemente arrivato dopo di te, c'è il peluria, quello che, parente del furbo, vuole passarti avanti solo perchè deve farsi rasare solo la peluria dietro il collo, e c'ero infine io, il che è tutto dire.

4 commenti:

  1. ahahahaha un giorno una di noi signorine dovrebbe fare la catalogazione della fauna da parrucchiere per signora, vedi come gli troviamo una compagna al lascivo così se ne sta buono!! ;)

    RispondiElimina
  2. Hai dimenticato il ragazzino occhialuto sfigato camicia a quadretti caschetto e magari obeso e brufoloso, rigorosamente accompagnato da mammà.
    Brr.
    Io i capelli me li taglio da solo, così mi evito tutti questi spettacolini...

    RispondiElimina
  3. Dal mio barbiere la fauna è molto meno colorita. Occasionalmente di sportivi (e qualche volta politicofili) ne capitano, ma per lo più c'è gente che se parla parla di faccende familiari (che poi diventano molto meno familiari visto che le sentono tutti).
    L'eccezione è un tipo anziano e visibilmente rimbambito (ma a occhio non a causa del fatto di essere anziano) che capita spesso quando ci sono io e inizia a parlare senza soluzione di continuità di non so bene cosa (anche perché parla pure a voce bassa, sebbene sia chiaro che non sta parlando da solo) fino a farti venire voglia di asportarti i timpani... e il bello è che qualche mese fa si è pure trasferito sotto casa mia -_-

    RispondiElimina
  4. a me basta che il barbiere non è johnny deep....

    RispondiElimina