giovedì 23 settembre 2010

Funeral party


Mi ha sempre incuriosito, tramite i vari serial americani trasmessi in TV, il fatto che dopo i funerali ci si riunisca a casa del defunto e si faccia festa.
Che si beva e mangi al suo ricordo insomma.
La trovo una cosa davvero simpatica, di certo 1.000 volte meglio dello strazio (e forse falso) piagnisteo dei nerovestiti parenti-amici-conoscenti in chiesa e appresso alla procesione.

Allo stato delle cose, visto che per la mia nascita non ho potuto organizzare l'evento, magari per il trapasso sono in tempo per gestire e immaginare la cosa.
Per cui, sì al party in casa. Con varie tartine o assaggi dei piatti che più mi piacciono, anche qualcosa di esotico non sarebbe male.
Un pò di colore in casa, non mi aspetto festoni appesi con su scritto "Pierpaolo ci mancherai" o palloncini colorati con dedica "Sono i migliori che se ne vanno e tu sei rimasto pure troppo", ma non voglio certo tende e drappi neri.
Il nero, per quanto mi piaccia, lo vorrei bandito, almeno come total look negli invitati (a meno che non ci sia nel mezzo qualche metallaro-rocckettaro, e allora lo accetto di buon grado).
Non chiamatemi però maschilista o materialista, ma qualche ragazzotta in abiti succinti che si dispiace, fintamente, per me, non dovrà mancare.

Non c'è funerale, ovviamente, senza cerimonia.
Non potrò esimermi dal classico sermone in chiesa, ma all'uscita dalla stessa, anzichè essere caricato immediatamente sull'auto mortuaria, non mi spicerebbe un passaggio, chessò, sotto due file di tizi vestiti un pò fantasy un pò jedi un pò trekkers che, con sciabole, spade laser e phaser vari, mi riservino l'estremo saluto.

La colonna sonora. Non vorrò nulla di struggente, non voglio alcuna marcia funebre, non vorrei neanche la banda.
Un bel gruppetto rock che suoni però in acustica qualcosa di orecchiabile, sarebbe di molto meglio.
Salvo il gran finale, con qualcosa di tosto e memorabile, con una classica Highway to hell degli AC/DC, o anche qualche pezzo degli amatissimi Pearl Jam o Alice in chains.

E anche la tumulazione. Niente cappella. Se fosse possibile la cremazione con conseguente dispersione delle mie ceneri da un'altura, al di sopra di una qualche vallata o, in alternativa, la sepoltura, ma nella viva terra. Niente loculi.

E, se tomba dovrà essere, qualcosa di economico, chissà se all'IKEA, nel frattempo, venderanno anche delle casse da morto facilmente montabili.


4 commenti:

  1. A proposito di bare economiche, guarda su questo sito: http://www.creativecoffins.com/ !!!
    Mi sono permessa di citare il tuo blog e linkare il tuo articolo in un mio post ( http://esterquintero.blogspot.com/2010/09/toccando-ferro-e-altro.html ). Se qualcosa non ti andasse a genio, fammelo sapere senza problemi che lo modifico all'istante. Concordo su TUTTO l'articolo funebre.
    Ciao,
    Ester

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  2. semmai avrò una lapide voglio che ci sia scritto: "ve l'avevo detto che non mi sentivo tanto bene"

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  3. @ Ester: nessun problema, anzi ti ringrazio per la citazione ^_^

    @ Fed: bellissima frase! Io quella la devo ancora partorire. All'istante opterei però per "Antonio" ^_^

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  4. Anche "Cèrto" non ci starebbe male.
    Io comunque ne farei volentieri a meno del funerale, e non solo per l'ovvia considerazione che preferirei non averne bisogno. Tanto per cominciare, non essendo cattolico mi seccherebbe non poco dovermi sorbire una messa pure da morto (senza neanche la possibilità di alzarmi e andarmene), e poi odio l'idea dello sperpero, tanti soldi spesi per me che non saprò proprio cosa cavolo farmene, piuttosto che vengano usati per chi ne ha bisogno per campare ancora!
    Tanto più che in un modo o nell'altro sono certo che non potrà fregarmene di meno di quello che viene fatto dopo il mio trapasso per via di quest'ultimo.

    Riguardo le bare, sai che c'è quella in stile sonda di Star Trek? :P

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